Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Viterbo - Giancarlo Turchetti, segretario generale della Uil, interviene sul caso di Fontana Grande e richiama imprese e amministrazione Frontini alle rispettive responsabilità

“Il comune deve vigilare: senza casco e sotto il sole forte non si deve lavorare, muoiono tre lavoratori al giorno nei cantieri”

di Carlo Galeotti
Condividi la notizia:

Viterbo – “Il comune deve vigilare, a maggior ragione perché si tratta di un appalto pubblico. Senza casco e sotto il sole di una giornata da bollino rosso non si deve lavorare”. Giancarlo Turchetti, segretario generale della Uil di Viterbo e dell’Alto Lazio, interviene dopo l’articolo di Tusciaweb sull’operaio che venerdì 31 luglio era al lavoro senza casco alle 15,40 nel cantiere comunale per il restauro di Fontana Grande. Una situazione che mostra come l’amministrazione guidata da Chiara Frontini non abbia nessun controllo sui suoi cantieri. Non faccia nessun controllo. Proprio come accade per il resto della città. Un situazione grave perché in ballo c’è la vita dei lavoratori.

Viterbo – Restauro di Fontana Grande, operaio senza casco - Giancarlo Turchetti

Viterbo – Restauro di Fontana Grande, operaio senza casco – Giancarlo Turchetti


Una situazione che, secondo Turchetti, non avrebbe dovuto verificarsi. Le norme sulla sicurezza esistono, devono essere rispettate e il comune, in quanto ente appaltante, deve vigilare sullo svolgimento dei lavori.

Com’è possibile che una situazione del genere si verifichi nel centro di Viterbo, in un cantiere del comune?
“Queste cose non dovrebbero succedere in nessun cantiere. Le norme sulla sicurezza ci sono e devono essere rispettate. Quando non vengono osservate, devono essere effettuati i controlli e applicate le sanzioni. In questo caso il comune, a maggior ragione perché si tratta di un appalto comunale, deve vigilare”.

Chi rischia le sanzioni?
“Le sanzioni possono riguardare il datore di lavoro e anche il lavoratore che non rispetta le prescrizioni. Le responsabilità maggiori ricadono però sul datore di lavoro, che ha l’obbligo di fornire i Dpi, i dispositivi di protezione individuale, e di farli utilizzare”.

I lavoratori edili ricevono una formazione specifica?
“Prima di iniziare a lavorare nell’edilizia devono svolgere 40 ore obbligatorie di formazione, anche sulle norme di sicurezza. Ci sono poi gli organi preposti ai controlli, come lo Spresal, il Servizio di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro della Asl, e l’Ispettorato del lavoro, che possono effettuare gli accessi nei cantieri e applicare le sanzioni”.

Il comune deve controllare direttamente?
“Il comune è tenuto a controllare, visto che si tratta di un appalto pubblico. Ci sono i dirigenti e ci sarà un coordinatore dei lavori incaricato di verificare queste situazioni. È giusto vigilare perché il pericolo è sempre dietro l’angolo e negli appalti deve essere controllato soprattutto il rispetto delle norme sulla sicurezza”.

C’è chi osserva, senza tenere conto dei morti che si registrano ogni giorno sul lavoro, che l’operaio fosse a terra. Perché avrebbe dovuto indossare comunque il casco?
“Nei cantieri il casco e le scarpe antinfortunistiche sono dispositivi basilari. Essere a terra non significa essere al sicuro. Può cadere qualcosa, oppure si può scivolare e battere la testa. Se il casco è previsto, deve essere indossato. Non ci sono altre soluzioni e il mancato rispetto delle prescrizioni non può essere tollerato”.

L’operaio era al lavoro alle 15,40, sotto il sole di una giornata da bollino rosso.
“Quando le temperature sono così elevate bisogna rispettare le fasce orarie previste e organizzare diversamente il lavoro. L’ordinanza regionale vieta l’attività sotto il sole dalle 12,30 alle 16 nei giorni a rischio alto, salvo gli interventi di pubblica utilità per i quali devono comunque essere adottate adeguate misure di protezione. Molte aziende iniziano prima la mattina e terminano intorno a mezzogiorno, proprio per evitare le ore più calde. Abbiamo già visto quali conseguenze possono avere il caldo e i malori sul lavoro”.

Viterbo - Restauro di Fontana Grande, operaio senza casco

Viterbo – Restauro di Fontana Grande, operaio senza casco


Qual è la situazione nei cantieri viterbesi?
“Le regole vengono generalmente rispettate. Nell’edilizia opera anche la Cassa edile, con gli Rlst, i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza territoriali, che intervengono nei cantieri per aiutare le aziende a lavorare nelle migliori condizioni di sicurezza”.

Cosa risponde a chi considera eccessive queste contestazioni?
“Chi lavora nell’edilizia deve rispettare le norme, così come devono farlo le aziende. Se è previsto il casco, il casco si mette. Il pericolo arriva spesso proprio quando non te lo aspetti. Rispettando le regole diminuisce la possibilità che accada una disgrazia”.

Cosa avrebbe dovuto fare il comune e cosa dovrebbe fare adesso?
“Il comune deve sempre vigilare sugli appalti pubblici. Esiste una responsabilità anche per chi affida i lavori. Come Uil abbiamo sottoscritto con il comune un protocollo sugli appalti che prevede l’applicazione dei contratti sottoscritti dalle organizzazioni maggiormente rappresentative, il contrasto al dumping contrattuale e il rispetto delle norme sulla sicurezza”.

Quali conseguenze prevede il protocollo?
“Per i nuovi appalti sono previste clausole che possono portare anche alla rescissione del contratto quando non vengono rispettate le norme, i contratti applicabili o le disposizioni sul subappalto. Non so se il cantiere di Fontana Grande rientri tra gli appalti ai quali si applica il nuovo protocollo, ma il comune aveva e ha comunque il dovere di vigilare”.

La Uil porta avanti da anni la campagna “Zero morti sul lavoro”.
“È una battaglia che conduciamo da oltre quattro anni. Nonostante le modifiche normative e l’assunzione di nuovi ispettori, in Italia continuano a morire mediamente tre persone al giorno sul lavoro, nei cantieri e nelle altre attività. È un dramma. La sicurezza non può essere trattata con superficialità. Chi frequenta i luoghi di lavoro sa che la fatalità è sempre dietro l’angolo e proprio per questo deve essere prevenuta”.

Carlo Galeotti


– Restauro di Fontana Grande, operaio senza casco al lavoro sotto il sole alle 15,40


Condividi la notizia:
2 agosto, 2026

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/via-sandro-pertini-strada-pubblica-chiusa-con-sbarra/