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Lettere - Viterbo - Adalberto Ginebri accusa la prima cittadina di non avere mantenuto l’impegno assunto quando era all’opposizione e critica la propaganda sugli interventi ordinari

“Sindaca Frontini e assessori rinuncino agli aumenti delle indennità e li destinino al sociale”

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Chiara Frontini

Chiara Frontini

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – La politica vive di credibilità. E la credibilità nasce da una parola semplice: coerenza.
Quando era all’opposizione, l’attuale sindaca Chiara Frontini chiedeva con forza all’amministrazione dell’epoca di ridurre i compensi degli amministratori e destinare quelle risorse al sociale. Era una battaglia politica condivisibile, presentata come una questione morale prima ancora che economica.

Oggi, dopo cinque anni di governo della città, è legittimo chiedersi: che fine ha fatto quella proposta?

Le indennità di sindaca e assessori non sono state volontariamente ridotte e sono stati percepiti gli aumenti previsti dalla legge. Se tali incrementi potessero essere oggetto di rinuncia volontaria, allora sarebbe il momento di dimostrare con i fatti ciò che in passato veniva sostenuto con tanta convinzione: destinare quegli aumenti al sociale, alle famiglie in difficoltà, alle associazioni che ogni giorno suppliscono alle carenze delle istituzioni.

Sarebbe un gesto concreto, capace di dare forza a parole che altrimenti rischiano di apparire soltanto slogan elettorali.

C’è poi un altro aspetto che merita attenzione.

Ogni intervento dell’amministrazione viene raccontato come un successo straordinario: un’aiuola sistemata, un giardino riqualificato, un’area giochi inaugurata, una strada asfaltata. Ma tutto questo non rappresenta un evento eccezionale. È semplicemente ciò che un’amministrazione è chiamata a fare. È il lavoro per il quale i cittadini pagano chi governa la città.

L’ordinaria amministrazione non dovrebbe trasformarsi in una continua operazione di propaganda.

La vera differenza la fanno la programmazione e la manutenzione. Un parco inaugurato deve rimanere decoroso nel tempo. Le aiuole devono continuare a essere curate. Il verde pubblico non può essere ricordato solo il giorno del taglio del nastro per poi tornare nell’abbandono. Le opere pubbliche si giudicano dopo mesi e anni, non il giorno della fotografia ufficiale.

Viterbo ha bisogno di meno annunci e più continuità. Di meno autocelebrazione e più capacità di prendersi cura quotidianamente della città.

La politica non si misura dal numero dei comunicati stampa o delle inaugurazioni, ma dalla qualità della vita che riesce a garantire ai cittadini.

E soprattutto, si misura dalla coerenza.

Perché chi ieri chiedeva sacrifici agli altri oggi dovrebbe essere il primo a dare l’esempio.

Adalberto Ginebri


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2 agosto, 2026

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