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Anche tu redattore - Ronciglione - La figlia Maria Chiara Merafina racconta la sua esperienza anche al Santa Rosa

“Infermieri e operatori solerti con mia madre alla casa di comunità”

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Ronciglione - Casa e ospedale di comunità

Ronciglione – Casa e ospedale di comunità

Ronciglione – Riceviamo e pubblichiamo – Vorrei esprimere un caloroso ringraziamento al personale infermieristico e agli operatori sociosanitari dell’ospedale di comunità di Ronciglione, struttura presso la quale mia madre è stata ricoverata per circa dieci giorni e poi dimessa.

Il personale è stato solerte e preciso sia nella gestione delle terapie che nell’espletamento delle attività di igiene personale e di aiuto nella somministrazione dei pasti, essendo lei una paziente fragile, in quanto non vedente e non deambulante.

Lo stesso purtroppo non si può dire per la gestione organizzativa da parte della direzione sanitaria: il medico di reparto non è sempre presente anche negli orari in cui dovrebbe esserlo, l’ospedale non dispone di tutti i medicinali che ogni struttura così denominata dovrebbe avere, la comunicazione con il reparto non è efficiente, perché non sempre c’è un operatore che risponde al telefono.

Un particolare ringraziamento alla dottoressa Stefania Stefani per la sua attitudine al problem solving. Infine, ma non meno importante, rinnovo la mia immensa gratitudine alla dottoressa Valentina Lauria del reparto di gastroenterologia dell’ospedale Santa Rosa per la sua disponibilità oltre l’orario lavorativo e a tutto il personale di reparto, che davvero è una rarità per la competenza dei medici e del caposala Fapperdue, l’efficienza di oss ed infermieri, la pulizia degli ambienti.

Maria Chiara Merafina


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20 agosto, 2026

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