Agrigento – Da Viterbo ad Agrigento, la devozione per Santa Rosa non conosce confini. Ma deve fare i conti con l’assenza d’acqua.
Agrigento – Parrocchia santa Rosa da Viterbo
Come riporta il quotidiano La Sicilia in un articolo, la città dei Templi si trova a fare i conti con un paradosso tutto italiano, che coinvolge proprio una chiesetta dedicata a santa Rosa.
L’edificio, nel quartiere Villaggio Mosè e costruito negli anni ’80, si trova per pochissimi metri all’interno della zona a del parco archeologico della Valle dei Templi, un’area a inedificabilità assoluta, come spiegano dal quotidiano siciliano. Risultato? La chiesetta è formalmente abusiva.
Finché le maglie dei controlli sono rimaste morbide, la parrocchia ha funzionato normalmente. Ma con la recente applicazione stringente delle norme che vietano l’allaccio ai servizi a rete per gli immobili privi di conformità urbanistica, dal 12 giugno scorso anche per la chiesa di Santa Rosa sono scattati i sigilli all’impianto idrico.
“Quella usata per l’acquasantiera e le benedizioni è minerale”, scherza ma non troppo il parroco don Luca Camilleri dalle colonne de La Sicilia.
Per garantire il funzionamento minimo dei servizi igienici, pulizia della chiesa e la cura delle piante, il parroco ha dovuto lanciare un appello ai fedeli: ognuno porti da casa bidoni o bottiglie d’acqua.
Mentre a Viterbo la Santa muove la fede e trasporta il Macchina, ad Agrigento i fedeli trasportano… l’acqua minerale per mantenerne viva la chiesa.
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