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Viterbo - Massimo D'Alessio, referente del Controllo di Vicinato di viale Trento: "Chi critica non conosce la zona"

“La fermata spostata verso via Garbini non significa arrendersi, ma togliere la copertura a chi sfrutta quel punto di sosta per scopi illeciti”

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Viterbo - Viale Trento

Viterbo – Viale Trento

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – In questi giorni sto leggendo di tutto: post, articoli e commenti firmati da persone che, con ogni probabilità, viale Trento l’hanno vista soltanto nelle foto pubblicate dai giornali. 

In qualità di referente del controllo di vicinato — e raccogliendo le continue segnalazioni di alcuni residenti e commercianti del comitato cittadino che in questa strada ci vivono e ci lavorano ogni singolo giorno — sento il dovere di riportare la discussione sui binari della realtà.

Chi critica lo spostamento della fermata Cotral senza vivere il quartiere non conosce la quotidianità della zona. I controlli ci sono, ma serve chiarezza. Le forze dell’ordine intervengono e presidiano il territorio, e di questo le ringrazio. Tuttavia, è estremamente difficile cogliere sul fatto chi abusa della strada quando si nasconde nel caos continuo della fermata. Ci sono individui che arrivano alle 9 del mattino in pullman e stazionano lì tutto il giorno, usufruendo del flusso dei passeggeri come scudo per i propri loschi affari. Da tempo desideriamo un presidio fisso delle forze dell’ordine, ma siamo ben consapevoli che la sua attivazione dipende da dinamiche e decisioni che esulano dalla politica locale e vanno oltre le nostre possibilità di negoziazione: siamo “semplici cittadini”. 

Il degrado quotidiano. Il lato della fermata è perennemente indecoroso. Nonostante i passaggi degli operatori ecologici, la situazione è talmente compromessa che spesso sono gli stessi cittadini e negozianti a doversi mettere a pulire di tasca propria e con le proprie mani lo spazio davanti alle loro vetrine e abitazioni. 

Per questo motivo ringrazio la sindaca per aver risposto concretamente alla richiesta che ho avanzato a nome di alcuni residenti e commercianti. Spostare la fermata verso via Garbini non significa assolutamente “arrendersi”, ma togliere la copertura a chi sfrutta quel punto di sosta per scopi illeciti. Senza il va e vieni continuo del bus, per le forze dell’ordine sarà finalmente più facile individuare ed isolare chi frequenta la strada unicamente per creare degrado.

I disagi per i pendolari andranno ovviati garantendo pensiline, sedute e servizi adeguati nella nuova fermata di via Garbini. Ma sostenere che in viale Trento debba rimanere tutto com’è significa parlare per sentito dire, ignorando le sofferenze e i problemi reali di chi ci abita e lavora 24 ore su 24. D’altronde, criticare solo per il gusto di farlo, senza proporre mai nulla di costruttivo o una soluzione reale, non fa altro che renderti parte del problema e mai della soluzione. 

Infine, lancio un invito concreto a chiunque voglia davvero che viale Trento torni agli antichi splendori: venite qui. Invece di liquidare superficialmente la nostra strada con etichette ingenerose sui social, venite a viverla insieme a noi. Passate di qui, sedetevi su una panchina anche solo per pochi minuti, venite a prendere un caffè nei bar del quartiere, entrate in biblioteca a prendere un libro, passate a scegliere una buona bottiglia di vino nell’enoteca più antica di Viterbo, iscrivetevi a un corso di tennis o a una lezione di danza nelle nostre strutture. Non abbiamo bisogno di chiacchiere da tastiera o di slogan facili, ma di fatti concreti e di presenze reali.

Massimo D’Alessio
Referente del Controllo di Vicinato


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22 agosto, 2026

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