Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Viterbo - L'intervento di Elisa Guida, storica e componente del consiglio direttivo della Uila Lega intercomunale

“La tragedia di Ceuta ci riguarda da vicino, anche nella Tuscia”

Condividi la notizia:


Una barca con a bordo migranti - Immagine di repertorio

Una barca con a bordo migranti – Immagine di repertorio

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – La tragedia di Ceuta ci riguarda da vicino. Anche nella Tuscia, dove ogni giorno incontriamo studenti, lavoratori e famiglie provenienti da molti Paesi.

Tra il 30 e il 31 luglio 2026 oltre ottanta persone sono morte nel tentativo di raggiungere Ceuta, città autonoma spagnola sulla costa del Marocco, porta d’accesso al territorio dell’Unione europea.

Migliaia di giovani hanno cercato di raggiungerla a piedi, a nuoto o con mezzi di fortuna. Restano aperti molti interrogativi sulla dinamica della vicenda. Diversi sopravvissuti, appena arrivati, hanno gridato una sola parola: lavoro. Non cercavano soltanto di attraversare una frontiera. Cercavano un lavoro e, con esso, la possibilità di immaginare un futuro.

Le loro testimonianze colpiscono perché richiamano uno dei principi fondanti del diritto internazionale contemporaneo. La Dichiarazione universale dei diritti umani del 1948 afferma che “ogni individuo ha diritto al lavoro, alla libera scelta dell’impiego e alla protezione contro la disoccupazione”. Il Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali, adottato dall’Onu nel 1966, riconosce a ogni persona la possibilità di guadagnarsi da vivere con un lavoro liberamente scelto o accettato.

La maggior parte dei sopravvissuti è stata soccorsa, identificata e rimpatriata. Il viaggio si è concluso in poche ore. Ma il problema è rimasto e la vicenda di Ceuta pone una domanda che va oltre la cronaca.

L’Europa continua a esercitare una straordinaria forza di attrazione. Eppure, per molti migranti l’Europa reale è fatta di precarietà, lavori poco qualificati, lunghe attese burocratiche, discriminazioni e razzismo. Chi ha contatti quotidiani con persone straniere sa quanto il percorso di integrazione sia lungo e complesso e quanto il lavoro rappresenti, prima ancora che una fonte di reddito, il riconoscimento della propria dignità e del proprio posto nella società.

L’Europa reale è molto più difficile dell’Europa immaginata. Migliaia di persone continuano comunque a rischiare la vita per raggiungerla. Perché? Perché il sogno europeo non nasce da un’illusione.

Nasce dalla storia dell’integrazione europea, fondata sulla pace, sulla democrazia, sui diritti e sulla dignità della persona. È questa immagine, prima ancora della sua ricchezza economica, ad attraversare il Mediterraneo. Un giovane marocchino non confronta l’Europa con un ideale astratto di benessere. La confronta con la propria esperienza quotidiana, con il mercato del lavoro del proprio Paese e con le opportunità che sente di non avere.

Se immagina che, anche svolgendo un lavoro umile, potrà costruirsi una vita autonoma e dignitosa, allora l’Europa continua a rappresentare una possibilità. Le partenze non sono determinate soltanto dalla povertà, dalla guerra o dalle crisi politiche.

Sono determinate anche dall’immaginazione del futuro. Si parte verso un luogo non soltanto per ciò che è, ma per ciò che si crede possa offrire. Le migrazioni sono fatte di condizioni materiali, ma anche di rappresentazioni, aspettative e immagini condivise. L’immaginario non è un elemento marginale della storia: è uno dei suoi motori.

Resta profonda la distanza tra l’Europa immaginata e l’Europa reale. I rimpatri hanno riportato migliaia di giovani in Marocco. Le vittime sono rimaste nel Mediterraneo. Le ragioni che hanno spinto migliaia di giovani a partire non sono venute meno. Misurarsi con esse significa, per l’Europa, essere all’altezza della propria storia democratica.

Elisa Guida
Storica, componente del Consiglio direttivo della Uila Lega intercomunale Viterbo


Condividi la notizia:
4 agosto, 2026

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/e-morta-irene-cara-vinse-loscar-per-fame-e-flashdance/