Civitavecchia – Procede su due binari il percorso del comune per il rilancio del comparto termale di Civitavecchia. Da una parte è attesa la certificazione ministeriale delle proprietà terapeutiche dell’acqua, dall’altra sono in partenza interventi di riqualificazione per circa 400 mila euro nell’area delle terme. Sullo sfondo, però, resta aperto il confronto con il progetto privato “Terme Imperiali”.
Civitavecchia – Giancarlo Cangani
Il riconoscimento ufficiale dell’acqua termale rappresenta il primo tassello del piano di sviluppo. “Abbiamo effettuato il quarto e ultimo campionamento nell’arco di un anno – spiega l’assessore all’Urbanistica Giancarlo Cangani –. Ora attendiamo la certificazione del ministero, un passaggio fondamentale anche per la promozione del territorio”.
Contestualmente il Pincio si prepara ad avviare i lavori di messa in sicurezza dei pozzi 3 e 5. L’intervento, finanziato con circa 400 mila euro, prevede il nuovo rivestimento del pozzo 5, il più produttivo, e la chiusura definitiva del pozzo 3 per evitare contaminazioni tra la falda superficiale e quella termale.
Resta invece in salita il dialogo con il progetto privato “Terme Imperiali”. I promotori hanno annunciato lo stop all’accordo procedimentale, sostenendo che il comune avrebbe posto condizioni “inaccettabili”, tra cui la rinuncia alla concessione mineraria ottenuta dalla regione Lazio.
“Non abbiamo mai chiesto di rinunciare alla concessione mineraria, ma soltanto di ritirare il ricorso al Tar – precisa Cangani –. L’obiettivo era inserire il progetto privato all’interno di quello comunale, evitando una variante urbanistica e accelerando i tempi. Non siamo contrari agli investimenti privati, ma prima dobbiamo conoscere l’effettiva capacità della falda. Non possiamo rischiare di compromettere l’approvvigionamento della Ficoncella”.
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