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Solidarietà – L’iniziativa lanciata da Tusciaweb, dopo l’adesione della provincia, si allarga a istituzioni, associazioni, imprese e privati – Un invito particolare alla diocesi e al vescovo Orazio Francesco Piazza, all’Università della Tuscia e alla rettrice Tiziana Laureti, al Sodalizio dei facchini di Santa Rosa con il presidente Massimo Mecarini e alla Fondazione Carivit con il presidente Luigi Pasqualetti

Terremoto in Colombia: Viterbo per Viterbo – Viterbesi per i viterbeños

di Carlo Galeotti
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Il terremoto di Viterbo in Colombia

Il terremoto di Viterbo in Colombia

Viterbo – “Viterbo per Viterbo – Viterbesi per i viterbeños”. È il nome dell’iniziativa lanciata da Tusciaweb per trasformare un legame storico in solidarietà concreta.

Dopo l’adesione della provincia di Viterbo alla proposta di aiutare la popolazione della Viterbo colombiana, duramente colpita dal terremoto del 10 agosto, l’appello ora si allarga a tutto il territorio.

Istituzioni pubbliche e private, associazioni, imprese, realtà del volontariato e singoli cittadini: non lasciamo sola l’altra Viterbo.

La provincia ha già fatto un primo passo, annunciando l’apertura di una sottoscrizione dedicata alla popolazione colpita. Un segnale importante che può diventare l’avvio di una mobilitazione più ampia.

Da qui un appello particolare alla diocesi di Viterbo e al vescovo Orazio Francesco Piazza, perché possano mettere in campo iniziative di solidarietà e vicinanza alla comunità colombiana.

Il legame tra le due Viterbo, del resto, passa anche attraverso la storia della Chiesa viterbese.

La città colombiana fu fondata il 19 aprile 1911 dal sacerdote Nazario Restrepo Botero e il nome Viterbo venne scelto per il rapporto con Francesco Ragonesi, nato a Bagnaia nel 1850 e allora delegato apostolico in Colombia. Quella comunità porta dunque da più di un secolo il nome della nostra città anche grazie al legame con un ecclesiastico profondamente radicato nella storia della diocesi viterbese.

Proprio per questo un gesto della diocesi e del vescovo Piazza avrebbe un valore che andrebbe ben oltre l’aiuto materiale: significherebbe riannodare un filo storico che attraversa l’oceano e oltre cento anni di storia.

Lo stesso invito è rivolto all’Università degli Studi della Tuscia e alla rettrice Tiziana Laureti, perché anche l’ateneo possa promuovere iniziative di solidarietà e contribuire a costruire rapporti culturali e istituzionali con la comunità colombiana.

L’università potrebbe rappresentare uno dei luoghi naturali nei quali trasformare questa vicinanza in un rapporto destinato a durare: incontri, approfondimenti storici, iniziative culturali, scambi e collaborazioni potrebbero far conoscere ai viterbesi quella città che porta il loro stesso nome e, nello stesso tempo, far sentire ai viterbeños che dall’altra parte dell’Atlantico qualcuno si ricorda di loro.

Ma potrebbe esserci anche un gesto ancora più concreto e capace di guardare al futuro: l’istituzione di borse di studio destinate a giovani di Viterbo, in Colombia, per consentire loro di studiare all’Università della Tuscia. Un modo per trasformare la solidarietà nata nell’emergenza in un rapporto umano e culturale duraturo, offrendo a ragazzi e ragazze della città colombiana un’opportunità di formazione proprio nella città italiana da cui Viterbo, nel Caldas, ha preso il nome.

Una o più borse di studio potrebbero diventare anche il simbolo più forte di questo legame: giovani viterbeños accolti a Viterbo, capaci a loro volta di costruire nuovi rapporti tra le due comunità e di dare continuità a una storia iniziata più di un secolo fa.

Un invito particolare va anche al Sodalizio dei facchini di Santa Rosa e al suo presidente Massimo Mecarini, perché valutino un’iniziativa di solidarietà per i viterbeños.

Il Sodalizio rappresenta una delle espressioni più profonde dell’identità e della capacità di fare comunità di Viterbo. Proprio nei giorni della festa di Santa Rosa, un gesto rivolto alla città colombiana potrebbe assumere un significato particolare: portare idealmente oltre l’oceano quello spirito di solidarietà e condivisione che accompagna la tradizione dei facchini.

L’appello è rivolto anche alla Fondazione Carivit e al suo presidente Luigi Pasqualetti, perché possano valutare forme di sostegno e iniziative nell’ambito di “Viterbo per Viterbo – Viterbesi per i viterbeños”. La Fondazione è una realtà profondamente legata al territorio e il suo contributo potrebbe affiancare quello delle istituzioni e della società civile, sia nell’emergenza sia nella costruzione di progetti capaci di lasciare un segno nel tempo.

Viterbo, nel dipartimento colombiano di Caldas, conta poco più di 12mila abitanti ed è conosciuta come “Il paradiso di Caldas”. Il terremoto l’ha colpita con particolare violenza: 29 persone sono state assistite per ferite, 67 abitazioni sono state distrutte e altre 232 risultano parzialmente danneggiate.

Numeri pesantissimi per una comunità di queste dimensioni.

Ma Viterbo in Colombia non è soltanto una città lontana che casualmente porta il nostro stesso nome. Quel nome le venne dato guardando proprio alla Viterbo italiana.

È questo che rende la vicenda diversa e che dà alla solidarietà della Tuscia un significato particolare.

“Viterbo per Viterbo – Viterbesi per i viterbeños”, l’iniziativa lanciata da Tusciaweb, vuole partire proprio da qui.

Dalla raccolta fondi, certamente. Ma anche dalla possibilità di costruire un rapporto stabile fra le due comunità, coinvolgendo istituzioni, diocesi, università, Fondazione Carivit, Sodalizio, scuole, associazioni, imprese e cittadini. E magari facendo arrivare, un giorno, a Viterbo giovani studenti colombiani grazie a borse di studio create appositamente per loro.

Il terremoto ha riportato improvvisamente davanti ai nostri occhi l’esistenza dell’altra Viterbo. Ora sarebbe un errore limitarsi a prenderne atto.

Quella città porta il nostro nome, conserva un pezzo della nostra storia e oggi attraversa uno dei momenti più difficili della sua vita.

Non lasciamo soli i viterbeños.

Carlo Galeotti


Articoli: Terremoto a Viterbo in Colombia, la provincia apre una sottoscrizione per la popolazione colpita – Una raccolta fondi per l’altra Viterbo martoriata dal terremoto…


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24 agosto, 2026

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