Vignanello – Un anno. Dodici mesi trascorsi da quella sera del 9 agosto 2025 che ha spezzato una famiglia e cambiato per sempre la vita di Aurora Montanaro.
A un anno esatto dalla morte dei genitori, Marcello Montanaro e Maria Vittoria Rita, Aurora ha affidato a Facebook il proprio ricordo, pubblicato il 9 agosto 2026 alle 19,30.
Parole che raccontano il dolore per una perdita impossibile da accettare, ma anche il lungo percorso compiuto per tornare, lentamente, a vivere. Un messaggio nel quale la giovane ricorda mamma e papà, ringrazia le persone che non l’hanno lasciata sola e promette loro di continuare a vivere anche per loro.
“Sono le 19:30 del 9 agosto 2026. Un anno esatto da quell’incidente che mi ha cambiato la vita. Ci sono date che non si dimenticano, istanti che rimangono impressi nella mente con una lucidità feroce. Un prima e un dopo – scrive Aurora -. In un solo istante ho perso il mio punto di riferimento, il mio rifugio, la mia casa.
È stato un anno duro, intenso, un percorso introspettivo che mi ha fatto sperimentare il dolore, mi ha fatto toccare il punto più basso per poi rialzarmi pian piano. Non se ne parla mai, ma ogni fase del lutto è significativa: dal non rendersi conto, alle prime consapevolezze, ai sensi di colpa per le prime risate.
Eppure, se oggi sono qui a scrivere queste parole, è perché tante persone hanno raccolto i pezzi della mia vita quando io non riuscivo nemmeno a respirare. E oggi, a un anno esatto dalla morte dei miei genitori, desidero dire grazie.
Grazie – prosegue Aurora – a chi mi è rimasto accanto senza chiedermi di essere forte. A chi ha rispettato i miei silenzi, ha accolto le mie lacrime e mi ha aiutata a rialzarmi, un passo alla volta.
Grazie al personale medico che mi ha salvato la vita, ai dottori che si sono presi cura di me, agli psichiatri che mi hanno accompagnata nel percorso più difficile della mia esistenza, al neurologo Rizzo del Gemelli, che con competenza e umanità mi ha seguito in un momento tanto delicato.
Grazie ai miei avvocati, che continuano a camminare al mio fianco con dedizione.
Grazie ai miei colleghi di lavoro, che mi hanno sostenuta con discrezione e affetto, e un grazie speciale a Emanuele, per avermi fatto comprendere realmente la fortuna di essere viva.
Infine, ma non certo per importanza, desidero ringraziare Stefano Salta, sovrintendente capo della polizia stradale di Viterbo, per il meticoloso lavoro svolto nella ricostruzione della vicenda, per la straordinaria professionalità dimostrata e, soprattutto, per il sostegno umano e psicologico che mi ha offerto in uno dei momenti più bui della mia vita.
A mamma e papà – conclude Aurora – prometto una sola cosa: continuerò a vivere anche per voi. Porterò il vostro amore dentro ogni mio passo, perché finché il mio cuore batterà, voi non smetterete mai di esistere. Vi amerò per tutta la vita. E anche oltre”.
Un messaggio nel quale il dolore convive con la gratitudine. Aurora ripercorre infatti il sostegno ricevuto nel corso di un anno difficile, ringraziando il personale sanitario che le ha salvato la vita, i medici e gli specialisti che l’hanno seguita, gli avvocati, i colleghi e le persone che le sono rimaste accanto.
Ma soprattutto, nelle ultime righe, torna a rivolgersi direttamente ai genitori. Una promessa semplice e insieme potentissima: continuare a vivere portando con sé il loro amore.
L’incidente che ha cambiato tutto
Era il 9 agosto 2025, intorno alle 20, quando la famiglia Montanaro fu coinvolta in un violentissimo incidente lungo la strada provinciale 30, nel tratto tra Centignano e Vasanello.
La Ford Fiesta sulla quale viaggiavano Marcello Montanaro, 56 anni, la moglie Maria Vittoria Rita, 57 anni, e la figlia Aurora, allora 24enne, si scontrò con un’Audi sulla quale viaggiavano quattro giovani.
L’impatto fu devastante. Marcello e Maria Vittoria morirono sul colpo, così come il cane della famiglia. Aurora, gravemente ferita, fu estratta dalle lamiere dai vigili del fuoco di Civita Castellana e trasferita in eliambulanza al policlinico Gemelli di Roma, dove venne ricoverata in terapia intensiva neurochirurgica. Per diversi giorni le sue condizioni rimasero critiche, prima dei primi segnali di miglioramento.
Aurora fu l’unica superstite della famiglia coinvolta nello schianto. La tragedia sconvolse Vignanello, dove i coniugi Montanaro erano conosciuti e stimati. Il 14 agosto, nella chiesa Collegiata, il paese si raccolse per l’ultimo saluto a Marcello e Maria Vittoria. Aurora, ancora ricoverata, non riuscì a partecipare ai funerali, ma successivamente poté raggiungere Vignanello per la tumulazione.
Nei giorni successivi all’incidente, Aurora aveva già affidato ai social il proprio dolore, rivolgendosi ai genitori e scrivendo: “Mi mancate infinitamente, sarà dura ricominciare senza di voi”.
A ottobre 2025, nell’ambito delle indagini sulla tragedia, risultava indagato per omicidio stradale il 19enne che era alla guida dell’Audi coinvolta nello scontro. La procura aveva concentrato gli accertamenti, tra gli altri aspetti, sulla velocità dell’auto e sulle condizioni di sicurezza della strada.
Un anno dopo, il ricordo di Aurora torna dunque a quella sera. Ma non si ferma all’incidente. Racconta soprattutto ciò che è venuto dopo: il dolore, il lutto, la fatica di rialzarsi e la consapevolezza di essere ancora viva.
E nelle parole dedicate ai suoi genitori, Aurora affida a quella promessa il senso più profondo di questo primo, difficilissimo anniversario: “Porterò il vostro amore dentro ogni mio passo, perché finché il mio cuore batterà, voi non smetterete mai di esistere”.
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