Viterbo – (g.f.) – “A viale Raniero Capocci giardini utilizzati per consumare crack alla luce del sole”. La segnalazione parte dalla pagina Facebook Viterbo centro storico e mobilità.
A corredo, foto eloquenti. Tra le piante e l’erba dei giardini, una bottiglia attrezzata per l’uso della sostanza stupefacente. Da qui la denuncia. Doppia.
Viterbo – La bottiglia trovata a viale Capocci
“A viale Raniero Capocci, cantine utilizzate come bivacco e giardini utilizzati per un comodo consumo di crack. Tutto alla luce del sole”.
Non la semplice segnalazione. Il post chiama in causa anche l’amministrazione Frontini e la scelta di dedicare l’attenzione a un certo tipo di comunicazione, accantonando, dimenticando o ignorando chissà, aspetti probabilmente ritenuti più scomodi.
Viterbo – La cantina a viale Capocci
“Di questa degenerazione – fanno notare nel post – nell’utilizzo di droghe mortali, la sindaca non fa il video del giorno… va tutto bene gli stemmi in peperino sono al sicuro”. Riferimento quest’ultimo a un video via social sugli stemmi tolti alle porte cittadine e posizionati al museo civico per il doveroso restauro, dopo il crollo a porta della Verità.
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