Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Le nocciole non sono semplicemente un prodotto della terra, rappresentano la vera spina dorsale dell’economia, della storia e del tessuto sociale della Tuscia. Eppure, oggi il comparto si trova a fronteggiare un allarme prezzi senza precedenti, che rischia di mettere in ginocchio centinaia di aziende agricole e produttori locali.
A far suonare l’ennesimo campanello d’allarme sono i recenti e preoccupanti dati di mercato e le prime quotazioni al ribasso registrate (come i 10 euro a punto resa per la prima fascia emersi in Piemonte), una cifra che rischia di innescare una pericolosa scaletta ribassista sull’intera griglia di valutazione nazionale. Un simile scenario spinge inevitabilmente i prezzi al di sotto dei costi di produzione, polverizzando i sacrifici dei produttori.
Di fronte a questa emergenza economica e sociale, è calato però un assordante silenzio istituzionale, a partire da quello del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste.
Eppure, la memoria corre nitida al 29 maggio 2024, quando il ministro Francesco Lollobrigida scese nel viterbese – in particolare a Caprarola, in visita allo stabilimento Assofrutti – per tessere le lodi del nostro territorio, esprimendo caloroso apprezzamento per il lavoro straordinario dei produttori locali e celebrando le eccellenze della corilicoltura della Tuscia. In quell’occasione non mancarono le promesse di attenzione, le strette di mano e le passerelle istituzionali volte a esaltare la centralità di una filiera d’eccellenza.
Ma la coerenza, si sa, si misura nei momenti di crisi e non nelle foto di rappresentanza. Oggi che i produttori si trovano soli a combattere contro la minaccia di prezzi insostenibili, le porte del ministero sembrano sbarrate e le richieste d’aiuto rimangono prive di risposte concrete. Dov’è finito quel sostegno sbandierato con tanta enfasi?
Per questo motivo, con forza e determinazione, ci troviamo costretti a chiedere formalmente un incontro urgente al Ministro Francesco Lollobrigida. Non c’è più tempo da perdere: la politica non può limitarsi ad applaudire i nostri agricoltori quando fa comodo, per poi abbandonarli quando i mercati li strangolano.
Il ministro ha il dovere morale e politico di intervenire aprendo immediatamente un tavolo di mediazione istituzionale. Un tavolo che metta intorno insieme i rappresentanti dei produttori, i commercianti, i trasformatori e la grande industria alimentare. L’obiettivo deve essere chiaro e non negoziabile: definire e garantire un prezzo adeguato e remunerativo per le nocciole, che copra i costi di produzione e restituisca dignità e futuro a chi lavora la terra.
Come sempre non chiediamo favori, ma giustizia economica e coerenza istituzionale. ministro Lollobrigida, si faccia di nuovo vivo perché il territorio che tanto ha lodato merita di essere difeso nei fatti!
Fernando Monfeli
Presidente A.S.T.A. Associazione Spontanea di Tutela Agricola
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