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Montefiascone - La denuncia dell'Enpa: "È un provvedimento palesemente nullo"

“Cani banditi a Prato giardino: il divieto calpesta la sentenza del Tar”

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Montefiascone - Il cartello di divieto a Prato giardino

Montefiascone – Il cartello di divieto a Prato giardino

Montefiascone – Riceviamo e pubblichiamo – Cani banditi dal Prato giardino: un divieto illegittimo che calpesta la sentenza del Tar Lazio.

A Montefiascone la gestione degli spazi pubblici ha superato il confine del ridicolo, sfociando nell’illegittimità normativa. Il cartello (esiste una ordinanza?) che vieta l’accesso ai cani all’interno dell’intero Prato giardino di Montefiascone con il pretesto di tutelare i minori non è solo un atto di profonda pigrizia amministrativa: è un provvedimento palesemente nullo.

A ricordarlo non sono i proprietari inferociti che ci hanno contattato e informato, ma i giudici. La giurisprudenza è chiarissima, a partire dalla recente e fondamentale Sentenza del Tar Lazio (Roma, Sez. II-bis) n. 3487. Il tribunale amministrativo ha stabilito senza mezzi termini che il divieto assoluto di accesso ai cani nelle aree dei parchi comunali viola il principio di proporzionalità.

L’amministrazione non può imporre limitazioni così drastiche alla libertà di circolazione dei cittadini se esistono strumenti meno restrittivi.

Il paradosso locale diventa insostenibile se si osserva la realtà dei fatti: l’area giochi all’interno del parco non è delimitata da nessuna recinzione o barriera. Cosa dice la legge (e che il comune ignora). Secondo l’orientamento consolidato dei tribunali amministrativi, confermato anche dal Tar Umbria (Sentenza n. 21), lo scopo di mantenere il decoro, l’igiene e la sicurezza è già adeguatamente soddisfatto dalla legge statale.

Questa impone già l’uso del guinzaglio e l’obbligo di raccolta delle deiezioni. Se il comune vuole interdire l’accesso ai cani in una specifica area giochi per bambini, ha l’obbligo di farlo su uno spazio circoscritto e fisicamente delimitato.

Al Prato giardino, invece, scivoli e altalene galleggiano nel verde senza soluzione di continuità. L’amministrazione ha deciso di aggirare il problema alla radice: anziché spendere pochi soldi pubblici per installare una staccionata a protezione dei bambini, ha preferito trasformare illegalmente l’intero parco in una “zona rossa” vietata ai proprietari di cani.

Una trappola burocratica contro i cittadini. Siamo di fronte a un abuso regolamentare. Come può un cittadino rispettare un confine invisibile? Dove finisce la zona di passeggio e dove inizia lo spazio interdetto alle zampe di Fido?

I giudici del Tar lo hanno scritto chiaramente: i comuni devono adoperarsi per fare controlli e punire gli incivili che non puliscono, non applicare divieti indiscriminati che penalizzano la stragrande maggioranza dei cittadini rispettosi delle regole.

Chiudere un intero polmone verde per non voler recintare delle giostre è l’emblema di una politica che sa solo proibire per nascondere le proprie carenze gestionali.

Il comune di Montefiascone si adegui alla legge dello Stato: compri una staccionata per delimitare l’area giochi ( al lago ci risulta essere una area giochi per bambini adeguatamente delimitata accanto al ristorante Isola blu) o adegui immediatamente il cartello. Qualsiasi ordinanza (ancor peggio se non esiste) verrebbe demolita davanti a qualsiasi giudice.

Enpa – Sezione di Viterbo e provincia


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4 settembre, 2026

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