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Viterbo – Polizia - Il contenitore delle offerte per i poveri era stato rubato in un negozio del centro storico

Furto in via Cairoli, due arrestati: decisiva la rete di telecamere dei residenti

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Viterbo - L'intervento della polizia a via Cairoli

Viterbo – L’intervento della polizia a via Cairoli

Viterbo – La fuga sarebbe durata poche ore. La polizia avrebbe arrestato ieri la donna e il ragazzo sospettati di aver rubato il contenitore delle offerte per i poveri da Casantini, in via Cairoli. A risultare decisive per l’intervento degli agenti sarebbero state le immagini registrate dalla rete di telecamere installate dai residenti.

Il furto era avvenuto poco dopo le 8, nella zona di San Faustino. La donna, che indossava una giacca marrone, e il ragazzo, con una felpa nera con il cappuccio, dopo aver preso il contenitore all’interno del negozio erano fuggiti verso via della Morra.

Alcuni residenti li avevano inseguiti senza riuscire a fermarli. I loro movimenti erano stati però ripresi dal sistema di videosorveglianza di vicinato attivo nella zona.

La polizia avrebbe quindi rintracciato e arrestato i due sospettati. Gli agenti avrebbero inoltre richiesto i filmati per consentire di procedere rapidamente nei loro confronti.

La rete di telecamere è stata realizzata direttamente dagli abitanti del quartiere. Ciascun residente ha installato gli apparecchi sul proprio immobile, sostenendo una spesa di circa 150 euro. Il sistema consente così di controllare la zona e di ricostruire quanto accade nelle strade circostanti.

“Questo dimostra che, se cittadini e istituzioni collaborano concretamente e non soltanto a parole, garantire maggiore sicurezza non è impossibile – spiegano i residenti –. Conosciamo il quartiere e, grazie alle telecamere, l’intera zona è di fatto controllata. Così siamo tutti più sicuri”.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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18 settembre, 2026

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