Viterbo – Dies Natalis compie il suo terzo straordinario trasporto. Straordinario come la girata in più a piazza del Comune o i due sollevate e fermi aggiuntivi. A piazza Fontana Grande, in ricordo dal primo trasporto nel 1946, dopo uno stop di cinque anni dovuto alla guerra. Al sagrato, in memoria dello scampato pericolo, nel 1986, quando Armonia Celeste ha rischiato di cadere. Un trasporto dedicato alla pace. Ce n’è straordinariamente bisogno.
Viterbo – Santa Rosa – Dies Natalis a piazza del Comune
Un trasporto straordinario, come la straordinaria forza dei facchini dimostrata, se ce ne fosse stato bisogno, quest’anno in particolare di fronte a Santa Rosa. Quando hanno di nuovo alzato Dies Natalis. Raccogliendo le forze, un ultimo atto d’amore verso Rosina e verso la città. Al termine di un lungo cammino, iniziato a piazza San Sisto. Dove da ore in tanti attendevano l’arrivo dei loro beniamini.
Dopo la benedizione del vescovo Piazza, il costruttore Fiorillo come da tradizione, ha consegnato alla sindaca Frontini la macchina, che a sua volta l’ha passata al Sodalizio.
Viterbo – Santa Rosa – Facchini a San Sisto
Il momento importante, solenne, subito dopo. Quando prende la parola il capofacchino Luigi Aspromonte, scende il silenzio a San Sisto. Uno a uno, i facchini vanno sotto, al loro posto. In attesa di quel comando. Che arriva: “Sollevate e fermi. Santa Rosa avanti”. E Dies Natalis parte, trionfale verso piazza Fontana Grande. Con incedere sicuro e spedito.
A coprire il tratto, impiega meno tempo dello scorso anno. C’è il desiderio di quel sollevate e fermi in più, annunciato. La piazza lo sa e si scatena. Definito dal presidente del Sodalizio Massimo Mecarini, ad arte. Il volto dei facchini è solcato dal sudore. Hanno retto sulle spalle non solo il peso della Macchina, pure quello della storia. Di una storia che tutti vorrebbero cancellata per sempre. Anche per questo, per il secondo anno consecutivo il trasporto è dedicato alla pace, come richiesto dal vescovo Piazza.
Viterbo – Dies Natalis a piazza del Teatro
A Fontana Grande in cinque hanno lievi malori, tre dal pubblico sono accompagnati in ambulanza.
Una giusta pausa e poi, di nuovo Aspromonte a chiamare i suoi, a raccomandarsi: “Dobbiamo affrontare il prossimo tratto con molta concentrazione”. Da Fontana Grande a piazza del Comune è lunga. Prima d’arrivare, Aspromonte chiede a chi sta portando Dies Natalis: “Ce la sentiamo?” I facchini rispondono sì. Stavolta la sorpresa è totale, non annunciata. Una doppia fenomenale doppia girata. Tanto da far esclamare Aspromonte: “”Siete fantastici, siete i numeri uno, i più forti”. Lo sono davvero. Viterbo è con loro.
Viterbo – Santa Rosa – A piazza del comune Italo Leali
Girate alla memoria di Pio Marcoccia, don Ivo Bruni, Mario Sanna, Vito Ferrante, Claudio Cavalloro, Pietro Bevilacqua, Luciano Ilari, Vincenzo Rossi, Cosimo Ilio Buffelli, Ermanno Segatori, Tonino Pieracci, Enrico Miralli, Claudio Valeri, Mario Ciucci, a Pietro Rossi, e Luigi Petroselli.
Dopo piazza del Comune, con la doppia girata: “I facchini – scherza il costruttore Mirko Fiorillo – a questa Macchina danno del tu”. Una sicurezza che si vede, passo dopo passo.
A piazza del Comune si scherza, il clima è sereno, ma è tempo di prepararsi per un breve tratto, ma insidioso. Fino a piazza delle Erbe. “Cominciamo ad andare piano – il richiamo di Aspromonte – c’è da soffrire un po’”. E da controllare le distanze ai lati, al millimetro. Spazi ristrettissimi e occhio al terrazzo che sporge. Guida perfetta. Anche piazza delle Erbe dà il suo caloroso benvenuto. Molti gli striscioni. Posizionati da chi ha atteso ore, giorni, per un posto “in prima fila”.
Fino al Suffragio c’è da soffrire ancora di più. La fatica si fa sentire, ma i facchini stringono i denti. La forza d’animo travalica anche i limiti fisici. Tutto perfetto, ancora una volta. Solo un fuoriprogramma. Dal pubblico qualcuno davanti alla Macchina si è avvicinato troppo. Posizionandosi dove non avrebbe dovuto stare. Aspromonte lo rimette al suo posto.
Viterbo – Santa Rosa – Piazza delle Erbe
Il trasporto prosegue. Si va verso piazza del Teatro. Entrano le spallette aggiuntive a dare un po’ di sollievo. Arrivati sulla piazza, Dies Natalis è posizionata. A breve non ci sarà più spazio per il dolore o la stanchezza. Ci sarà solo un obiettivo. Riportare a casa Rosina.
Viterbo – Santa Rosa – Dies Natalis al Sagrato
Di corsa, in 170, verso il sagrato. Dies Natalis in poco arriva, è in posizione, ma non è finita. C’è l’ultimo sollevate e fermi. “Come promesso – dice Aspromonte ai facchini – dobbiamo ringraziare la nostra Rosina che ha evitato una tragedia 40 anni fa. Per ringraziarla alziamola al cielo come avete fatto a Fontana Grande”.
Dies Natalis sale, spinta dalla forza dei facchini e dall’amore di un popolo. Straordinario amore.
Giuseppe Ferlicca
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