Viterbo – La gioia per essere arrivati al giorno più importante, l’emozione di sapere che di lì a poco tutti saranno a San Sisto, dove Dies Natalis è pronta, l’attesa per le novità e le lacrime di chi stasera non potrà far parte della squadra.
Viterbo – Santa Rosa – Il raduno dei facchini all’Unione
Al teatro dell’Unione i facchini di Santa Rosa si ritrovano per iniziare un cammino, che come ogni 3 settembre, li porterà stasera al momento del sollevate e fermi, sotto la macchina di Santa Rosa ideata da Raffaele Ascenzi.
Appuntamento tradizionale che si rinnova ogni anno di nuove emozioni e diverse sorpresa. Come il sorvolo degli elicotteri del 72esimo stormo dell’Aeronautica, a via Marconi, uscendo dal teatro.
Un’idea del deputato Mauro Rotelli, che ha avuto l’ok del ministro Crosetto.
Sul palco, il presidente del sodalizio Massimo Mecarini e il capofacchino Luigi Aspromonte in un susseguirsi d’emozioni. La più forte, quella di Alessio Brachino.
Le sue lacrime, l’abbraccio del capofacchino e di tutti i facchini. Stasera non sarà sotto la Macchina. “C’è un fuoriprogramma – spiega Aspromonte – un facchino ha avuto un incidente e non può partecipare al trasporto”. Scatta un grande applauso. Brachino sale sul palco, ma non riesce a parlare, troppa l’emozione.
Viterbo – Santa Rosa – Il raduno dei facchini all’Unione – Il capofacchino Luigi Aspromonte abbraccio il facchino Alessio Brachino infortunato
I suoi compagni gli sono vicino, lo abbracciano idealmente. E il capofacchino prova a consolarlo: “Ci sarà il prossimo anno”.
Al suo posto, Filippo Rossetti, come spalletta aggiuntiva, e il ruolo di Spalletti va a Gabriele Duri.
Un trasporto dedicato anche quest’anno alla pace. “Su suggerimento – ricorda il presidente del sodalizio Massimo Mecarini – del vescovo Piazza. Ce n’era bisogno lo scorso anno e questo, all’ennesima potenza”.
Il terzo trasporto di Dies Natalis regalerà due emozioni speciali. “A Fontana Grande – anticipa Aspromonte – poseremo la macchina sui cavalletti e dopo avere spiegato le ragioni per cui lo facciamo, ripetiamo il sollevate e fermi, poi ci riposiamo. Così anche a Santa Rosa, con più calma. Arriveremo stanchi. Ma faremo la stessa cosa, poseremo i cavalletti e rifacciamo il sollevate e fermi”.
Il 2026 è un anno di ricorrenze speciali. Ottant’anni dalla ripartenza, il 1946, dopo 5 anni di stop causati dalla guerra. La Macchina partì da piazza Fontana Grande e sono 40 dall’anno in cui Armonia Celeste ha rischiato di crollare sula folla arrivata al sagrato del santuario. Le due motivazioni dei sollevate e fermi straordinari.
Alle dediche già stabilite per la girata piazza del Comune, si aggiunge quella a don Ivo Bruni, recentemente scomparso.
Per la sindaca Chiara Frontini, il trasporto 2026 è anche un momento per tirare un bilancio. È il quinto. L’ultimo del suo attuale mandato. “In questi anni – spiega Frontini – abbiamo fatto insieme un cammino di crescita e di condivisione. Credo di avere condiviso momenti anche di dietro le quinte , di quello che si vive nel sodalizio. È stato un grande privilegio, in questo percorso”.
Uno dietro l’altro, sul palco, dopo la sindaca il prefetto Pomponio. Al suo secondo trasporto: “Spero che sia più tranquillo del precedente. È organizzato con la consueta passione e professionalità.
Il vescovo Piazza ha ringraziato per avere mantenuto la dedica alla pace. Mentre per Antonella Sberna una doppia emozione. “Il primo da socia onoraria del sodalizio. Vi ringrazio per come ci trasferite la possibilità di raccontare santa Rosa nel mondo”. A Sberna il riconoscimento che porta il nome dell’ex facchino Baffino.
Dopo la vicepresidente del parlamento europeo dopo è la vola della presidente Roberta Metsola. A video, parla dell’importanza di coltivare le nostre radici, come lo è il trasporto. “Sono le nostre radici a darci la forza, che ci guidano verso il futuro. E il Trasporto della Macchina di Santa Rosa va oltre i confini del Lazio. Grazie ad Antonella per portare la voce di Viterbo nel nostro parlamento”.
Mentre Mauro Rotelli la voce l’ha portata al parlamento italiano. Conferenza stampa a Roma. “Il 29 luglio Roma invasa dai Facchini – ricorda Rotelli – l’evviva Santa Rosa dal quarto piano si è sentito fino all’aula della camera”.
Daniele Sabatini si sofferma sui risultati ottenuti in regione, con la macchina e le minimacchine. Gli obiettivi raggiunti e la sua prima volta con un segno distintivo del sodalizio, la cravatta. “Mio padre – ricorda Sabatini – era facchino, anche io ora posso dirmi parte della famiglia”.
Il presidente della provincia Alessandro Romoli ricorda l’impegno del Sodalizio Facchini di Santa Rosa non solo a Viterbo e non solo il 3 settembre, ma tutto l’anno, presenti in tante occasioni anche nei comuni della provincia.
L’emozione della rettrice Tiziana Laureti, il padre Getrulio è stato facchino. Un commosso Lorenzo Celestini ha dedicato il suo pensiero al padre Nello. La visita al cimitero, stamani.
I ringraziamenti dei costruttori Vincenzo e Mirko Fiorillo, per la vicinanza in queste settimane. Alessio Fiorillo, facchino di Santa Rosa, quest’anno nemmeno lui potrà essere sotto Dies Natalis.
Santa Rosa – Raduno facchini – Melissa Gemini
La cravatta regalata da Raffaele Ascenzi al presidente Mecarini, l’oro ai Giochi del Mediterraneo Melissa Gemini e i premi Ciuffo e rosa d’oro e d’argento ai viterbesi lontani, ma che ogni anno tornano.
Consegnati dal presidente del consiglio comunale Marco Ciorba e dalla sindaca Frontini a Bruno Costantini residente a Jesi dal 1966 e a Valeria Pascucci, residente ad Amsterdam.
Un riconoscimento particolare anche a Giulia, che ha fatto 14mila chilometri per seguire il trasporto, arriva dall’Australia, da Sidney.
Un susseguirsi di nomi, storie, ricordi, tutti legati all’amore verso santa Rosa.
Il tempo scorre. A Massimo Corinti, vicepresidente del Sodalizio, il compito di chiudere e iniziare il giro delle sette chiese. Ma prima, il saluto dei tre elicotteri. Sorvolano via Marconi, sotto, i facchini in formazione. Pronti.
Giuseppe Ferlicca
Santa Rosa – Il ciuffo e La Rosa d’oro e d’argento – I premiati
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