Civita Castellana – Le Fiamme Gialle della Tuscia hanno celebrato questa mattina, nella cattedrale di Santa Maria Maggiore di Civita Castellana, San Matteo apostolo ed evangelista, patrono della guardia di finanza. La messa, alle 10,30, è stata celebrata da don Tersilio Paoletti, alla presenza delle autorità civili e militari e dei rappresentanti della guardia di finanza.
Alla celebrazione hanno partecipato il prefetto di Viterbo Sergio Pomponio, il sindaco di Civita Castellana Danilo Corazza, i consiglieri regionale Daniele Sabatini e Giulio Menegalli Zelli.
Al centro dell’omelia la figura di Matteo e quella chiamata che cambiò la sua vita. Gesù lo incontra proprio nel luogo del suo lavoro, al banco delle imposte, lo guarda e lo chiama. Matteo si alza e lo segue.
Un episodio che, ha sottolineato don Paoletti, mostra come ogni vita possa essere trasformata e ogni professione possa diventare una vocazione. La grandezza dell’uomo, infatti, non dipende soltanto da ciò che possiede o dal ruolo che ricopre, ma dal significato che riesce a dare alla propria esistenza.
Da qui il richiamo diretto agli uomini e alle donne della Guardia di Finanza: “Ogni responsabilità può trasformarsi in servizio, ogni attività umana può essere illuminata dall’amore di Dio. La guardia di finanza non adempie solo a un dovere istituzionale, ma svolge un servizio concreto alle persone e alla società”.
Dietro il contrasto agli illeciti e la tutela delle risorse pubbliche c’è infatti qualcosa di più grande: la possibilità di contribuire alla costruzione di una società più giusta e solidale.
Le risorse pubbliche, è stato sottolineato, sono destinate alla sanità, all’istruzione, all’assistenza, al sostegno delle famiglie e dunque alla vita delle persone. “Non è soltanto rispetto delle regole, ma tutela della dignità”, il senso del messaggio rivolto ai finanzieri. Un servizio che richiede preparazione, disponibilità, sacrificio e anche capacità di confrontarsi con situazioni umane complesse.
Proprio in questo, ha spiegato il celebrante, emerge il valore della professionalità: saper coniugare la fermezza della giustizia con la sensibilità umana, il rigore della verità con il rispetto della persona. Il Vangelo offre, in questo senso, un’altra parola fondamentale: “Misericordia io voglio e non sacrifici”. La misericordia, è stato spiegato, non significa rinunciare alla giustizia o al proprio dovere, ma esercitare la responsabilità senza perdere di vista la dignità della persona.
Infine, un richiamo particolarmente significativo: Gesù incontra Matteo mentre sta lavorando. Non lo cerca fuori dalla sua realtà quotidiana, ma lo raggiunge proprio lì, nella sua professione. Anche il lavoro quotidiano, dunque, può diventare un luogo nel quale incontrare e testimoniare la propria fede, attraverso la correttezza, il senso del dovere, la disponibilità e l’attenzione verso gli altri.
La celebrazione di San Matteo diventa così anche un momento per rinnovare il senso della missione delle Fiamme Gialle: servire lo Stato con competenza e spirito di sacrificio, consapevoli che il proprio lavoro contribuisce al bene della comunità. Un impegno al quale si accompagna il messaggio finale dell’omelia: continuare a svolgere il proprio servizio con professionalità e umanità, nella consapevolezza che la tutela della legalità significa anche contribuire a rendere la società più giusta, più sicura e più attenta al bene comune.
San Matteo, patrono delle Fiamme Gialle, diventa così non soltanto il simbolo di una ricorrenza religiosa, ma il richiamo a una chiamata quotidiana al servizio, alla responsabilità e alla dignità della persona.
Giusi De Novara
La nota ufficiale della guardia di Finanza
Nella mattinata odierna, presso la cattedrale di Santa Maria Maggiore, in piazza del Duomo a Civita Castellana, i finanzieri viterbesi hanno celebrato il santo patrono della Guardia di Finanza, San Matteo.
Significative sono state le parole del monsignor Tersilio Paoletti, durante l’omelia, che ha ricordato la figura dell’apostolo Matteo, pubblicano e, per questo, esattore delle tasse, e ha invitato le fiamme gialle a perseguire gli ideali della verità, della libertà e della giustizia esortandoli a essere di esempio per la collettività e a improntare il proprio servizio alla generosità, alla dedizione e alla fedeltà alle istituzioni.
Alla santa messa hanno partecipato il prefetto di Viterbo, le massime autorità civili e militari della provincia, una folta rappresentanza di finanzieri di ogni ordine e grado del comando Provinciale Viterbo e dei loro familiari. Presenti anche le delegazioni dell’associazioni combattentistiche e d’arma nonché dell’associazione Nazionale Finanzieri d’Italia – Sezione di Viterbo, per sottolineare il legame inscindibile tra le fiamme gialle in servizio e in congedo.
Il notevole afflusso dei partecipanti ha dimostrato la sentita devozione di tutti gli appartenenti al Corpo nei confronti del Santo, in cui i Finanzieri vedono rispecchiati i principi e gli ideali che ispirano la loro vita professionale al servizio dei cittadini.
Al termine della solenne liturgia è stata recitata la preghiera del finanziere che ha suscitato un momento di intima riflessione e valenza spirituale per tutti i partecipanti.
A conclusione della cerimonia, il comandante provinciale, Michele Gallaccio, ha espresso parole di sentito ringraziamento a tutti gli intervenuti rimarcando la delicatezza della missione affidata ai finanzieri e a tutte le Istituzioni dello Stato, soprattutto in questo difficile momento di congiuntura socio-economica.
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