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Viterbo – (sil.co.) – Doveva testimoniare al processo in cui l’ex, un 28enne d’origine egiziana finito a giudizio per stalking e lesioni, si è ritrovato accusato anche di maltrattamenti aggravati in famiglia.
Ma a causa di un impedimento la presunta vittima, una 28enne italiana che era incinta all’epoca dei fatti, non si è presentata davanti al giudice Carol Ruggiero che ha quindi rinviato a novembre la delicata udienza. che arriva dopo l’aggravamento del capo d’imputazione, ampliato la scorsa primavera in aula dall’accusa.
L’imputato, lo scorso mese di gennaio, è stato già condannato a 2 anni e 4 mesi di reclusione per maltrattamenti e stalking commessi nel 2022 ai danni di un’altra ex, una 24enne romena, che lo aveva denunciato nel 2022 accusandolo anche di revenge porn.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, le condotte vessatorie ai danni della compagna avrebbero avuto inizio già prima della convivenza per poi inasprirsi tra settembre 2024 e gennaio 2025 nei comuni di Marta e Montefiascone.
A ottobre di due anni fa, l’imputato avrebbe puntato un coltello alla pancia della donna, dopo che quest’ultima gli aveva comunicato di essere incinta. Il mese successivo, novembre 2024, all’interno delle mura domestiche, avrebbe invece afferrato la compagna per il collo nel tentativo di strangolarla.
Il 23 gennaio 2025, a seguito dell’ennesima aggressione con uno schiaffo, la donna avrebbe tentato la fuga per le scale, dove il 28enne l’avrebbe raggiunta, trascinandola di nuovo in casa per il collo e colpendola, provocandole lesioni personali giudicate guaribili in 10 giorni (trauma cranico non commotivo, distrazione cervicale e contusione all’emicostato sinistro).
A seguito degli ultimi episodi, dal primo febbraio 2025 l’uomo, difeso dall’avvocato Luigi Mancini, è stato sottoposto alla misura cautelare dell’allontanamento dalla casa familiare, in seguito alla quale è stato disposto il processo col giudizio immediato.
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
