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Viterbo - Fernando Monfeli (presidente Asta) interviene dopo le dichiarazioni dell'esponente FI: "Esternazione che rischia d'essere esercizio di ottimismo di facciata"

“Nocciole, Battistoni celebra +50% di produzione ma l’anno precedente era praticamente azzerata”

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Un noccioleto

Un noccioleto

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Il trionfo del +50% di produzione descritto dall’onorevole Battistoni va ridimensionato tra zero produttivi, concorrenza sleale e mercati penalizzanti

L’entusiasmo espresso dall’onorevole Francesco Battistoni (Forza Italia) per l’aumento del 50% della produzione di nocciole nella Tuscia rispetto al 2025 merita una lettura più approfondita e realista.

Se è vero, infatti, che i produttori locali dimostrano una straordinaria resistenza di fronte alle avversità, e che la corilicoltura rappresenta una vera e propria eccellenza dell’agricoltura viterbese e della Regione Lazio, i numeri vanno contestualizzati per non dipingere una realtà edulcorata.

Esultare per un incremento del 50% rischia infatti di essere un esercizio di ottimismo di facciata se si dimentica un dettaglio fondamentale: la campagna dell’anno precedente aveva registrato una produzione praticamente azzerata.

Celebrare un aumento calcolato sul nulla rende il traguardo un risultato fin troppo facile, che maschera le difficoltà strutturali con cui noi agricoltori facciamo i conti ogni giorno.

Nelle dichiarazioni dell’onorevole c’è un aspetto, colpevolmente tracciato a margine o ignorato nel quadro trionfalistico, che lascia sconcertati ed è la salute della filiera e le presenza delle nostre nocciole del mercato globale. La corilicoltura della Tuscia subisce la concorrenza di prodotti provenienti dall’estero, coltivati secondo standard e con l’ausilio di prodotti fitosanitari che in Europa e in Italia sono banditi o non si usano più da oltre cinquant’anni. Questo trattamento impari crea una palese sperequazione sul mercato, da un lato le aziende agricole della Tuscia devono sottostare a regole rigidissime e sostenere costi di produzione elevati per garantire qualità e tutela ambientale, dall’altro subiscono l’invasione di merce estera che inevitabilmente inquina il mercato e offre ai consumatori minor garanzia di qualità.

Nella realtà dei fatti il male nella filiera si sancisce nelle griglie di valutazione delle nocciole: la presenza, anche in minima quantità, del cosiddetto “marcio occulto” viene utilizzata per penalizzare pesantemente il prezzo del prodotto locale. Una severità che si abbatte come una mannaia sulle finanze delle aziende agricole, già messe a dura prova da siccità, parassiti e cambiamenti climatici.

Come rappresentante di un nutrito gruppo di produttori di Nocciole della Tuscia ringrazio l’Onorevole Battistoni per la fiducia e la stima, ma lo invito ad evitare facili elogi o slogan di circostanza senza aver prima preso coscienza della realtà. Invito infine l’Onorevole ad essere più attento agli appelli degli agricoltori che sulla stampa si sono succeduti numerosi e ad impegnarsi, in virtù del suo mandato istituzionale, per una tutela reale di mercato. sregolata.

Fernando Monfeli
Presidente Asta


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16 settembre, 2026

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