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Provincia - L'appello dell'associazione Arte e Cultura di Bassano Romano: "Cerchiamo un locale in zona o nelle vicinanze utilizzabile per corsi, laboratori, prove teatrali e momenti di incontro"

“Non abbiamo una nuova sede per le nostre attività, c’è gente che ha bisogno per svagarsi”

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Bassano Romano – Riceviamo e pubblichiamo – L’associazione Arte e Cultura di Bassano comunica, con profondo rammarico, la sospensione di tutte le attività in corso e programmate, fino a data da destinarsi, a causa della mancanza di uno spazio nel quale poterle svolgere.

Bassano Romano

Bassano Romano


È una decisione dolorosa, che non nasce dalla nostra volontà, ma dall’impossibilità materiale di proseguire il lavoro che portiamo avanti da sei anni al servizio della comunità.
 
In questo tempo abbiamo organizzato corsi e laboratori di pittura, teatro, cucito, acquerello, realizzazione di borse e informatica. Abbiamo promosso spettacoli patrocinati dal comune, accolti con partecipazione ed entusiasmo, e dato vita alle “Giornate del tè”: occasioni d’incontro nelle quali ascoltare musica, sorridere davanti a uno sketch, conoscere gli artisti e gli artigiani del paese e, soprattutto, trascorrere qualche ora insieme.
 
Stavamo inoltre lavorando all’organizzazione di nuovi corsi gratuiti, affinché anche chi dispone di minori possibilità economiche potesse concedersi del tempo di qualità, coltivare un interesse e trovare nella condivisione un momento di serenità.
 
Non possiamo, tuttavia, ignorare oltre la situazione nella quale ci troviamo e alla quale tentiamo, ormai da mesi, di porre rimedio.
 
Per cinque anni siamo stati ospiti nei locali del monastero di San Vincenzo. Quella stanza ci era stata concessa gratuitamente e, proprio per esprimere la nostra riconoscenza, ogni anno organizzavamo uno spettacolo dedicato a chi ci aveva accolto.
 
Con il successivo avvicendamento nella gestione del monastero, però, sono cambiate anche le condizioni della nostra permanenza. Siamo stati invitati a lasciare i locali con modalità che abbiamo vissuto come repentine, ingiustificate e profondamente mortificanti: senza un confronto preventivo e senza la possibilità di cercare con il dovuto tempo una soluzione alternativa, ci è stato intimato di sgomberare la stanza entro quarantotto ore, con l’avvertimento che, in caso contrario, avremmo trovato i nostri beni all’esterno.
 
La ragione indicata era la necessità di eseguire urgenti e inderogabili lavori di manutenzione straordinaria. Ci era stato inoltre lasciato intendere che, una volta conclusi gli interventi, avremmo potuto valutare la possibilità di tornare nei locali. A distanza di mesi, non soltanto questa opportunità non ci è stata offerta, ma, per quanto ci risulta, quei lavori non sono mai stati eseguiti.
 
È una circostanza che non può non suscitare amarezza e interrogativi sulle reali motivazioni di quanto accaduto. Per noi quella stanza non era semplicemente un locale. Era una seconda casa. Ogni angolo custodiva un ricordo: le tele dipinte, i lavori realizzati, le prove affrontate nelle lunghe sere d’inverno per essere pronti a rallegrare quelle estive, le risate, gli incontri e le persone che, nel corso degli anni, hanno attraversato quella porta.
 
Era la casa dell’associazione, dei suoi soci e di tutti coloro che hanno condiviso con noi tempo, passione e creatività. Eppure, poiché una casa esiste soprattutto là dove esiste una comunità, eravamo fiduciosi di poter ricostruire altrove il nostro focolare.
 
Dopo lo sgombero, il comune di Bassano, riconoscendo il valore del lavoro svolto dall’associazione, si è attivato mettendoci temporaneamente a disposizione i locali dell’ex ludoteca. Fin dall’inizio sapevamo che avremmo dovuto liberarli con la ripresa delle attività scolastiche e siamo grati per l’aiuto ricevuto in quella fase di emergenza.
 
Quella soluzione, tuttavia, era necessariamente provvisoria e non è stato finora possibile trasformarla in una risposta stabile. Oggi, proprio mentre numerose persone ci contattano per iscriversi ai laboratori e partecipare alle nuove attività, ci troviamo nuovamente privi di una sede.
 
Vogliamo essere molto chiari: siamo consapevoli di essere stati ospiti e che nessuno sia obbligato a concederci gratuitamente un locale. Non intendiamo contestare il diritto dei proprietari o degli enti coinvolti a rientrare nella disponibilità dei propri spazi.
 
La nostra è un’associazione senza scopo di lucro e non dispone delle risorse necessarie per sostenere un normale affitto commerciale. Potremmo farci carico delle utenze e delle spese di gestione, ma non di un canone mensile significativo. È questa la ragione per cui, in questi mesi, abbiamo rivolto richieste e appelli a molte persone, cercando in ogni modo una soluzione compatibile con le nostre possibilità.
 
Ciò che contestiamo apertamente sono le modalità con le quali siamo stati allontanati dalla sede che avevamo abitato per cinque anni e la distanza, talvolta dolorosa, tra le parole di apprezzamento ricevute e la disponibilità a tradurle in un sostegno concreto.
 
A parole sono in molti a ringraziarci per il lavoro svolto, per le iniziative culturali e ricreative, per gli spettacoli, i corsi e le attività dedicate tanto ai bambini quanto agli adulti. Quando, però, arriva il momento di tendere davvero una mano o anche soltanto di esprimere pubblicamente solidarietà di fronte a modalità che riteniamo inaccettabili, le voci si fanno improvvisamente più flebili.
 
Lasciamo ai lettori ogni valutazione: i fatti, talvolta, possiedono un’eloquenza che non richiede ulteriori commenti. Con questo comunicato desideriamo raggiungere la più ampia platea possibile per tre ragioni.
 
La prima è fare chiarezza. Non possiamo accettare che la sospensione delle attività venga interpretata come una nostra scelta, come il risultato della stanchezza o come la perdita di entusiasmo. Non vogliamo lasciare spazio a equivoci o a chiacchiere prive di fondamento. Noi siamo ancora qui, pronti e determinati più che mai. Semplicemente, ci è stata tolta la possibilità materiale di svolgere le nostre attività.
 
La seconda è chiedere aiuto. Vogliamo credere che la condivisione possa ancora trasformarsi in cura concreta. La forza di una testata giornalistica, unita alla sensibilità delle persone, potrebbe permettere a questo appello di raggiungere qualcuno disposto a sostenere la nostra causa o a metterci a disposizione uno spazio nel quale riprendere il nostro cammino.
 
Cerchiamo un locale a Bassano o nelle immediate vicinanze, utilizzabile per corsi, laboratori, prove teatrali e momenti di incontro. Non potendo sostenere un normale canone di affitto, siamo disponibili a farci carico delle utenze e delle spese connesse all’utilizzo dello spazio.
 
La terza è chiedere scusa. Ci rivolgiamo a tutte le persone che aspettavano di partecipare ai nostri corsi, di tornare a dipingere, recitare o cucire insieme, di trascorrere qualche ora in serenità e di ritrovare gli amici di sempre. Se abbiamo commesso un errore, è stato forse quello di confidare che una realtà costruita con tanta dedizione avrebbe trovato, nel momento del bisogno, qualcuno disposto a proteggerla. Ci dispiace profondamente non poter mantenere, almeno per ora, gli impegni presi.
 
In conclusione, desideriamo rivolgerci soprattutto a coloro che ci hanno sostenuto e che continuano a farlo con i mezzi di cui dispongono. A queste persone va il nostro affetto più sincero, insieme a una promessa: non intendiamo arrenderci.
 
Vogliamo continuare a dipingere, cucire, recitare, creare e portare sorrisi ai bambini. Vogliamo continuare a offrire agli adulti occasioni di incontro e leggerezza. Vogliamo continuare a fare cultura, non come esercizio astratto, ma come gesto quotidiano di cura verso la comunità.
 
Ci addentriamo certamente in uno dei periodi più bui della nostra esperienza collettiva. Ma, riprendendo un’immagine cara al pensiero di sant’Agostino, il buio non possiede un’esistenza propria: è soltanto assenza di luce.
 
A noi, dunque, non resta che cercare una nuova scintilla. Una porta che si apra, uno spazio che torni a riempirsi di voci, colori e progetti. Una piccola luce capace di illuminare nuovamente il cammino che ci attende.
 
Chiunque possa aiutarci, segnalarci un locale o sostenere in qualche modo la nostra attività può contattarci all’indirizzo: arteculturabassanor@outlook.com
 
Associazione Arte e Cultura di Bassano

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6 settembre, 2026

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