Viterbo – (g.f.) – Tetto massimo al numero d’alunni stranieri per classe, voluto da Giorgia Meloni, Giuseppe Fioroni è favorevole. Non da oggi. L’ex parlamentare ed ex ministro all’Istruzione, già quando ricopriva il ruolo nel governo Prodi aveva avuto la stessa intuizione e lo ricorda al Foglio.
Giuseppe Fioroni
Difendendo la bontà del provvedimento, sgombrando il campo da strumentalizzazioni ideologiche. Per l’esponente politico della Tuscia non si tratta di un’iniziativa di parte o discriminatoria, ma di una misura di buonsenso e realismo educativo.
“Fissare un tetto al numero di alunni stranieri in classe – dichiara Fioroni al quotidiano diretto da Claudio Cerasa – non è uno scandalo ma è una norma di civiltà. Inserire un tetto è saggezza per impedire le classi ghetto”.
Fioroni ha precisato che la sua posizione va oltre le posizioni politiche, ma guarda a una vera integrazione scolastica.
Facendo riferimento al suo operato, il politico viterbese ha ricordato che il tentativo di regolamentare la composizione delle aule ha radici profonde e trasversali: “Non è una norma pro Vannacci, togliete le bandierine. Il governo fa bene. Ci ho provato anche io, con una circolare. Tutti i ministri ci hanno provato. Per impedire la segregazione, che è il contrario dell’apertura scolastica”.
Poco facile a dirsi e difficile a realizzarsi. “L’indirizzo – dice ancora Fioroni a Carmelo Caruso – è giusto, ma nel paese dei cento campanili realizzarlo è complesso. Bisogna lasciare libertà di scegliere dove iscrivere i propri figli. Ragioniamo dunque con serietà. Mi auguro che il governo riesca. È una norma di saggezza, un requisito senza bandiera”.
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