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Viterbo - Si deve passare dalle parole ai fatti, individuare le criticità, programmare gli interventi e verificarne l’attuazione

Sette morti sulle strade della Tuscia, le istituzioni devono assumere il problema come una priorità concreta del territorio

di Sandro Zucchi - Presidente dell’Automobile club Viterbo
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Viterbo – Negli ultimi giorni altri due giovani hanno perso le loro vite sulle strade della Tuscia. Christian Santarsiero aveva 24 anni. Gloria Mancini ne aveva appena 17. Due nomi, due famiglie, due comunità colpite da un dolore che nessuna parola può attenuare. E sono soltanto le ultime vittime di una sequenza che, dal 18 agosto al 19 settembre, ha assunto dimensioni che non possono più essere considerate una tragica casualità.

Sandro Zucchi

Sandro Zucchi


In poco più di un mese, sulle strade della provincia di Viterbo, hanno perso la vita sette persone: Antonio Luci, 75 anni; Luigi Campana, 56; Marco Greci, 65; Marco Carlini, 62; Luisa Antonicci, 70; Christian Santarsiero, 24; Gloria Mancini, 17. Sette vittime in poco più di trenta giorni: in media, una ogni cinque giorni. Un dato che impone sicuramente una riflessione, ma soprattutto decisioni e interventi concreti.

Come presidente dell’Automobile Club Viterbo sento il dovere di ribadire un principio sul quale l’Aci insiste da sempre: la sicurezza stradale non può essere affidata soltanto alla prudenza del singolo automobilista. La responsabilità di chi guida resta fondamentale, così come il rispetto dei limiti di velocità, delle norme del codice della strada e il contrasto alle condotte pericolose. Ma una strada sicura è anche una strada bel mantenuta, monitorata e correttamente gestita.

Occorre quindi intervenire con continuità sul manto stradale, sulla segnaletica verticale e orizzontale, sulla pulizia dei bordi della carreggiata, della vegetazione e degli accessi poderali, sulla visibilità in prossimità delle intersezioni e sui punti nei quali il rischio è noto da tempo. Allo stesso modo servono controlli efficaci della velocità e delle condotte di guida, utilizzando tutti gli strumenti consentiti dalla normativa e concentrando l’attenzione sui tratti più critici.

Non basta commentare l’ennesima tragedia quando è già avvenuta. Non serve amplificarne l’emozione per qualche giorno per poi tornare alla normalità in attesa del prossimo incidente. Di fronte a una successione così grave di vittime, le istituzioni competenti – locali, provinciali e regionali – devono assumere il problema come una priorità concreta del territorio, individuare le criticità, programmare gli interventi e verificarne l’attuazione.

L’Automobile Club Viterbo e l’Automobile Club d’Italia sono disponibili, come sempre, a mettere a disposizione competenze, esperienza e conoscenze maturate in decenni di impegno per la sicurezza della mobilità. Siamo pronti a partecipare a tavoli istituzionali, confronti tecnici e iniziative coordinate che coinvolgano enti proprietari delle strade, amministrazioni, forze dell’ordine e tutti i soggetti che possono contribuire a ridurre il rischio.

La sicurezza stradale è una delle battaglie storiche dell’Aci e continuerà ad esserlo. Per questo, davanti ai nomi e alle età di chi non è tornato a casa, non possiamo limitarci al cordoglio. Il rispetto verso queste vittime e verso le loro famiglie richiede qualcosa di più: richiede che ciascuno, per la parte di propria competenza, faccia fino in fondo ciò che deve fare. Il tempo delle dichiarazioni deve lasciare spazio al tempo delle responsabilità e degli interventi. Sulle strade della Tuscia non possiamo accettare che questo tragico conto continui a crescere.

Sandro Zucchi
Presidente dell’Automobile club Viterbo


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22 settembre, 2026

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