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Viterbo - La struttura resta aperta - Il provvedimento riguarda solo una professionista che lavorava all'interno

Stop all’attività di un’estetista dopo i controlli dei Nas

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I carabinieri Nas - Immagine di repertorio

I carabinieri Nas – Immagine di repertorio

Viterbo – Stop all’attività in affitto di cabina dopo controlli dei Nas in un centro estetico. Non una chiusura totale per la struttura che si trova al quartiere Villanova. Il provvedimento riguarda esclusivamente la ditta individuale che lavorava nell’immobile senza aver presentato la scia.

Il comune ha emesso l’ordinanza dirigenziale n. 663 del 29 settembre 2026, firmata dalla dirigente Ilaria Guancini, con cui è stato disposto il divieto immediato di prosecuzione dell’attività per un’estetista che operava all’interno del centro.

Il provvedimento non ordina la chiusura dell’intero centro estetico ospitante, ma è circoscritto all’impresa individuale che vi lavorava in regime di “affitto di cabina”.

L’ordinanza impone: “Il divieto immediato di prosecuzione dell’attività di estetista svolta in regime di affitto di cabina e la contestuale chiusura dell’attività esercitata alla titolare dell’impresa individual, presso i locali in via Orio Vergani 4”.

La vicenda prende il via lo scorso 3 agosto 2026, quando i carabinieri del Nucleo Anti Sofisticazioni di Viterbo hanno effettuato un sopralluogo ispettivo nei locali della struttura.

Dagli accertamenti, come riporta la determina, sarebbe emerso che la titolare della ditta individuale esercitava la professione all’interno del centro dal 15 settembre senza avere presentato la segnalazione certificata d’inizio attività (Scia).

Per questi motivi, palazzo dei Priori ha stabilito il blocco delle prestazioni e la chiusura della sola attività svolta senza titolo. Il provvedimento è stato notificato alla diretta interessata e, per conoscenza, alla società proprietaria della struttura ospitante, oltre che ai carabinieri del Nas e alla polizia locale. Contro la decisione, la titolare dell’impresa sanzionata potrà presentare ricorso al Tar del Lazio entro 60 giorni o al Presidente della Repubblica entro 120 giorni.


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30 settembre, 2026

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