Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – La Tuscia ha un patrimonio straordinario, la sfida è trasformarlo in un sistema turistico capace di produrre economia, lavoro e sviluppo, superando la logica del turismo mordi e fuggi e distribuendo i flussi durante tutto l’anno.
È questo il messaggio emerso dall’iniziativa “Valorizzare l’Italia con il Governo Meloni: i risultati di Fratelli d’Italia sul turismo”, promossa dal Dipartimento Turismo Lazio di Fratelli d’Italia alle Terme dei Papi, davanti a una platea gremita di amministratori, operatori economici, rappresentanti delle categorie e cittadini. Un confronto che ha messo al centro il lavoro del Governo Meloni e della Regione Lazio e le nuove opportunità per un settore strategico per il futuro della provincia.
A raccontare la crescita del comparto sono innanzitutto i numeri: nel 2025 le presenze nei borghi sono aumentate del 5%, mentre gli arrivi hanno fatto registrare un +4%. Nei primi due mesi dell’anno, inoltre, le presenze sono già cresciute dell’8%. Numeri importanti che, per Fratelli d’Italia, rappresentano un punto di partenza: la Tuscia non deve più essere soltanto un luogo da visitare, ma una destinazione da vivere.
Ad aprire i lavori sono stati Marco De Carolis, componente dell’Osservatorio nazionale del turismo del Ministero, e Ubaldo Fusco, responsabile del Dipartimento Turismo Lazio di Fratelli d’Italia. A moderare l’incontro Luca Profili, sindaco di Bagnoregio e responsabile del Dipartimento provinciale.
“Il turismo non è più solo un argomento di contorno per questo territorio”, ha sottolineato De Carolis, indicando nella comunità il vero punto di partenza: “Un borgo non torna a vivere perché viene visitato: torna a vivere perché viene abitato. Il turismo non sostituisce una comunità, è ciò che una comunità viva riesce a offrire”. L’esempio di Bagnoregio è emblematico: “Trent’anni fa non era così, era impensabile che arrivasse a un milione di turisti all’anno.
C’è riuscita perché ha una comunità viva”. Da qui la sfida per l’intera provincia: “Abbiamo tutto: etruschi, Medioevo, borghi, laghi, Francigena, natura, acque termali. Per trasformare questo in economia dobbiamo lavorare sul marketing, sull’accoglienza e sui collegamenti tra i Comuni”. La necessità di fare sistema è emersa anche dagli interventi degli amministratori. Leopoldo Liberati, vicesindaco di Tuscania, ha sottolineato come la città stia superando il turismo legato ai soli eventi, con visitatori sempre più presenti durante tutto l’anno.
Per Vincenzo Girolami, sindaco di Castel Sant’Elia, “il turismo, se pianificato in maniera sostenibile, è il più grande motore di sviluppo per i nostri territori” e occorre superare la logica delle attrazioni isolate, mettendole in rete anche attraverso strumenti digitali. Da Canino, il sindaco Giuseppe Cesetti ha evidenziato il legame tra produzioni locali, agriturismo e turismo termale: “Serve una rete per convogliare i turisti da Vulci ai paesi limitrofi. Non avremo mai un turismo di massa, ma un turismo di qualità”.
Dal mondo delle imprese è arrivata la richiesta di trasformare la volontà di fare rete in una strategia concreta. Per Laura Italiano, responsabile Turismo di Unindustria, “un sistema vincente è il benchmark, andare a vedere quello che fanno altri territori”. Per competere servono un comune capofila, un posizionamento preciso, esperienze da vendere e un brand riconoscibile.
Giuseppe Crea, direttore di Federlazio, ha sottolineato l’importanza di rafforzare il dialogo tra istituzioni e mondo produttivo, creando condizioni favorevoli per la crescita delle imprese e per una maggiore integrazione dell’offerta turistica.
Anna Rita Properzi, presidente di Confguide Lazio Nord, ha invece richiamato il ruolo delle guide turistiche nella valorizzazione del territorio e nella costruzione di esperienze capaci di raccontarne identità, patrimonio e peculiarità. Francesco Aliperti, presidente di Stay in Tuscia, ha posto invece l’accento sulla burocrazia: “Il principale ostacolo sono gli adempimenti che volta per volta aumentano e mutano”.
L’extralberghiero può essere una risorsa decisiva, ma occorre “semplificare e sburocratizzare, rimanendo nella legalità”. Per Pier Luca Balletti, presidente di Federalberghi, con il Governo Meloni “c’è stato un grosso passo avanti, in primis il Cin, che porta nell’illegalità le strutture abusive”.
Sul piano nazionale, Gianluca Caramanna, responsabile Turismo di Fratelli d’Italia, ha indicato nella destagionalizzazione una delle principali sfide: “Siamo riusciti con i grandi eventi sui piccoli territori a cominciare a destagionalizzare i prodotti turistici”.
Ubaldo Fusco ha evidenziato il lavoro sulla semplificazione per le aziende agricole e sulle opportunità legate al turismo rurale e all’enogastronomia, mentre Giulio Zelli, consigliere regionale, ha richiamato gli strumenti messi in campo dalla Regione Lazio, dal sostegno agli investimenti negli agriturismi alle iniziative dedicate all’olio-eno turismo. A porre la domanda centrale dell’incontro, Mauro Rotelli, presidente della Commissione Ambiente e Infrastrutture della Camera dei Deputati: “Perché un turista dovrebbe scegliere la Tuscia?”.
“Quando scelgo una meta è il desiderio di visitare quel posto. Come facciamo a far crescere il desiderio verso i visitatori?”, ha osservato Rotelli, sottolineando la necessità di costruire un’offerta basata sulle esperienze. “Ogni luogo della nostra provincia deve avere un catalogo di esperienze per declinare l’intera provincia per tutti i gusti”, ha spiegato. E insieme alla promozione è necessaria una politica capace di ascoltare il territorio e trasformare le proposte in azioni concrete: “Serve una piattaforma seria di questo partito che raccolga le istanze per trasformarle in atti pratici”.
Sulla necessità di costruire un nuovo racconto della Tuscia è intervenuto Daniele Sabatini, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Regione Lazio: “Siamo qui per raccogliere idee e ulteriori proposte oltre alle 18 azioni già messe in campo dalla Regione”. Il nuovo racconto deve mettere insieme personaggi storici, terme, laghi, birrifici, Parco dei Mostri, riserve naturali, cammini e botteghe storiche, superando la logica delle singole attrazioni.
In collegamento video, Antonella Sberna, vicepresidente del Parlamento europeo, ha richiamato la necessità di riequilibrare i flussi turistici e valorizzare anche le destinazioni meno conosciute, trasformando la capacità di attrazione dei territori più piccoli in una nuova opportunità di crescita.
La serata alle Terme dei Papi ha consegnato così una direzione politica precisa: la Tuscia non deve inventarsi un’identità turistica, perché possiede già tutti gli elementi per costruirla: deve metterli in rete, raccontarli meglio e trasformarli in un’offerta capace di generare economia.
Fratelli d’Italia
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