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Civitavecchia - Usb dà appuntamento davanti al teatro Traiano

“30 ottobre è sciopero generale, manifestazione alle 9 a corso Centocelle”

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Usb

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Civitavecchia – Riceviamo e pubblichiamo – L’Unione Sindacale di Base ha proclamato per venerdì 30 ottobre lo sciopero generale di tutte le categorie del lavoro pubblico e privato ed invita a costruire una grande giornata di protesta in tutto il Paese. In gioco c’è l’impennata dei prezzi, a partire dai carburanti, che pesa fortemente sui magri salari di milioni di lavoratori e lavoratrici che ormai non recuperano neanche più l’inflazione, di contro, l’inconsistenza dei provvedimenti assunti dal governo Meloni, schierato apertamente dalla parte delle compagnie petrolifere e delle banche.

Con il prezzo di benzina e gasolio schizzato oltre i 2 euro al litro, l’inflazione dei prodotti della spesa salita in 5 anni dal 30 al 50%, le bollette di luce e gas che subiscono rincari superiori al 30%, la situazione per chi vive di lavoro o pensione è sostenibile solo se c’è un adeguamento delle retribuzioni al costo della vita e se, allo stesso tempo, il governo interviene a calmierare i prezzi o, ancora, ad azzerare l’iva sui beni di prima necessità. Ma il governo Meloni ha deciso di non agire in queste direzioni, lasciando che il paese impoverisca e consentendo alle grandi aziende e alle grandi banche di continuare a speculare sulle nostre vite.

La boutade, assolutamente insufficiente, tardiva e già naufragata, del tetto al prezzo del carburante è la dimostrazione di un governo asservito e complice delle logiche di mercato. All’interno di questo scenario, diverse organizzazioni sindacali dei lavoratori portuali hanno lanciato per la data del 30 ottobre uno sciopero internazionale contro il traffico delle armi, contro le politiche di riarmo e contro la militarizzazione dei porti. Si tratta di un evento di portata storica mondiale che sta progressivamente coinvolgendo lavoratori e lavoratrici di tantissimi paesi, estendendosi oltre il Mediterraneo e raggiungendo il Nord Europa, ma anche l’India, il Messico, il Sudafrica e gli Stati Uniti. I lavoratori dei porti stanno quindi chiamando alla mobilitazione contro la guerra e contro le politiche di riarmo che impoveriscono i popoli.

L’Unione Sindacale di Base considera la lotta contro il carovita e contro la moderazione salariale strettamente legata alla lotta contro il riarmo. L’enorme spesa pubblica messa a disposizione dell’acquisto e della costruzione di nuovi armamenti, con un balzo di decine di miliardi di euro nel bilancio statale per la difesa, cozza con l’indisponibilità a difendere i nostri salari e le nostre pensioni. E invece di pensare a dare una vera politica industriale all’Italia, il governo smantella quello che è rimasto, dall’ILVA all’automotive, e punta tutto sugli armamenti.

In questa situazione nessuno può pensare di salvarsi da solo. C’è bisogno di unire le proteste e costruire una mobilitazione generale che unisca tutte le categorie sociali e del lavoro per rivendicare la messa sotto controllo dei prezzi, il rilancio di salari e pensioni, una spesa pubblica indirizzata verso i servizi sociali e non alle armi.
Già lo scorso anno una grande ondata di mobilitazioni ha scosso la penisola da nord a sud. A quelle mobilitazioni il governo ha risposto con i Decreti sicurezza e ora con una legge che vuole addirittura impedire di criticare il genocidio dei palestinesi.

Hanno paura che le persone si mobilitino e che i giovani scendano nelle piazze. Hanno paura che le persone si mettano assieme al di là delle differenze e che trovino le parole d’ordine giuste per unirsi. L’Unione Sindacale di Base lancia lo sciopero generale del 30 ottobre per unire le proteste e invita a costruire le mobilitazioni in tutte le città. A Civitavecchia l’appuntamento sarà alle ore 09.00, a Corso Centocelle, davanti al Teatro Traiano.

Usb Civitaveccha


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26 ottobre, 2026

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