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Cultura - Un pubblico numeroso ha seguito la "Lectio magistralis" di Angela Lanconelli - A seguire, una visita guidata alla scoperta del notevole patrimonio documentario conservato

Alla scoperta del medioevo con “Viterbo al tempo di Francesco”

di Silvio Cappelli
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Viterbo – Una mattinata all’insegna della storia, della cultura e della riscoperta delle proprie radici. Grande partecipazione di pubblico, ieri domenica 11 ottobre, nei locali di Via Cardarelli per l’iniziativa “Viterbo al tempo di Francesco”, organizzata in occasione degli 800 anni dal transito di San Francesco d’Assisi.

La professoressa Angela Lanconelli

La professoressa Angela Lanconelli


In apertura i saluti alle autorità e ai tantissimi intervenuti da parte del dott. Gaetano Petraglia direttore dell’Archivio di Stato di Viterbo. L’incontro poi ha visto protagonista la docente Angela Lanconelli, tra le massime esperte di medioevo viterbese, che ha offerto ai numerosi presenti l’opportunità di compiere un interessante viaggio nel passato, alla scoperta della Viterbo del XIII secolo, del suo contesto storico, sociale e religioso, in un periodo di profonde trasformazioni che vide affermarsi la straordinaria figura del Santo di Assisi.

La conferenza ha proposto alcune considerazioni sugli anni che sono intercorsi tra la fine del XII secolo e il primo quarto del successivo, nei quali la città di Viterbo risultava gravata da una conflittualità permanente.

“Da un lato si registrano le divisioni interne all’aristocrazia in lotta per il controllo del potere e la contrapposizione tra queste e la nuova forza politica del “popolo”, che organizzava le classi escluse in precedenza dalla gestione del comune, rappresentate dalle arti – ha affermato la professoressa Lanconelli – dall’altro la città era sottoposta a pesanti pressioni esterne dovute sia all’antagonismo con i comuni vicini come Orvieto, Tuscania, Corneto e con Roma, che cercavano di ostacolarne l’espansione territoriale, sia al coinvolgimento nel confronto che contrapponeva papato e impero”.

Un’occasione preziosa per riportare l’attenzione su un’epoca particolarmente significativa della storia medievale, durante la quale Viterbo rivestì un ruolo di primo piano nelle vicende politiche e religiose dell’Italia centrale. L’iniziativa ha rappresentato anche un importante momento di valorizzazione della memoria storica cittadina, dimostrando quanto sia ancora vivo l’interesse dei viterbesi per la conoscenza del proprio passato.

Il dottor Gaetano Petraglia direttore dell'Archivio di Stato di Viterbo

Il dottor Gaetano Petraglia direttore dell’Archivio di Stato di Viterbo


“Ad articolare ulteriormente il quadro delle tensioni che travagliavano la città – ha poi continuato Angela Lanconelli – si aggiunge la diffusione dell’eresia catara, che trovò in Viterbo un terreno fertile, tanto da farne uno dei centri principali, insieme ad Orvieto, della ecclesia de Valle Spoletana. Innocenzo III e, dopo di lui, Gregorio IX si impegnarono con energia a contrastare ed eliminare l’eresia catara e prestarono particolare attenzione a Viterbo, dove intervennero, oltre che con gli strumenti della repressione come la confisca dei beni degli eretici e il loro allontanamento dalla vita cittadina, anche facendo ricorso agli ordini fondati da Domenico di Guzman e Francesco di Assisi, i quali, con l’esempio della povertà, umiltà e austerità di vita e con la predicazione evangelica, apparivano in grado di ricondurre il popolo nella Chiesa cattolica”. 

Particolarmente apprezzata anche la visita guidata all’Archivio di Stato, che ha impegnato tutto il personale dipendente dell’Archivio, che ha consentito ai partecipanti di avvicinarsi a un patrimonio documentario di straordinario valore, testimonianza di secoli di storia e custode della memoria della città e del suo territorio. Tra le altre tante cose esposte il “Privilegio di papa Alessandro IV alle monache di Santa Rosa”, una lettera di Federico II di Svevia e il “Capitolato per i lavori di costruzione del nuovo tinello e dormitorio nel convento di San Francesco” diretti da Nicola del Carretto.

Viterbo - Gli intervenuti mentre osservano i documenti esposti

Viterbo – Gli intervenuti mentre osservano i documenti esposti


Il successo dell’appuntamento ha confermato l’importanza di iniziative capaci di coniugare divulgazione storica, valorizzazione dei beni culturali e partecipazione della cittadinanza.

Una bella risposta da parte del pubblico, che premia l’impegno dell’Archivio di Stato di Viterbo e dei suoi dipendenti coinvolti nell’organizzazione dell’evento.

Una mattinata che ha dimostrato, ancora una volta, come la storia non sia soltanto qualcosa da conservare negli archivi, ma un patrimonio vivo, da conoscere, raccontare e tramandare alle nuove generazioni.


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12 ottobre, 2026

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