Civita Castellana – “Quali sono le differenze?”. È stata questa la domanda al centro del confronto in consiglio comunale sul Documento unico di programmazione. A porla sono stati Luca Giampieri, Claudio Parroccini e Giovanna Fortuna, oggi consiglieri di minoranza e, nella precedente amministrazione, rispettivamente sindaco, vicesindaco e assessore.
Secondo i tre esponenti dell’opposizione, il documento presentato dalla nuova amministrazione ripropone in larga parte la programmazione già elaborata e approvata dalla giunta Giampieri nel dicembre 2025. Una contestazione che riguarda soprattutto gli assi strategici, le opere pubbliche e la parte economico-finanziaria.
Il documento unico di programmazione è lo strumento con cui il comune definisce gli indirizzi e gli obiettivi per il triennio. La parte strategica recepisce le linee di mandato del sindaco, mentre quella operativa traduce gli obiettivi in interventi concreti e li collega alla programmazione di bilancio.
Ed è proprio qui che si è concentrata la critica della minoranza.
“Ci avete presentato un documento che è praticamente identico a quello dell’amministrazione Giampieri votato a dicembre 2025”, è stato sottolineato durante la discussione. Da qui la richiesta alla maggioranza di spiegare quali siano le novità introdotte e, soprattutto, in cosa consista la nuova programmazione annunciata in campagna elettorale.
Il ragionamento dell’opposizione parte da un punto preciso: se la nuova amministrazione aveva contestato alla precedente il modo di programmare e amministrare la città, oggi dovrebbe essere in grado di presentare un’impostazione diversa. Secondo Giampieri, Parroccini e Fortuna, invece, il documento sottoposto al voto confermerebbe gran parte delle scelte già compiute dalla precedente amministrazione.
A finire nel mirino sono state anche le opere pubbliche. La minoranza ha ricordato come alcune opere contestate dalla precedente opposizione siano rimaste nella programmazione attuale e, in alcuni casi, siano state nuovamente rivendicate dalla maggioranza.
“Se quelle opere erano inutili quando le programmavamo noi, perché oggi vengono mantenute?”, è stato, in sintesi, il ragionamento portato in aula.
La maggioranza ha replicato rivendicando la continuità di alcune attività e spiegando che il documento rappresenta un aggiornamento della programmazione, coerente con le linee strategiche della nuova amministrazione. È stato inoltre sottolineato che alcune delle opere e degli interventi inseriti sono già in fase di realizzazione o di attuazione.
La discussione si è quindi spostata sul significato politico della continuità amministrativa. Per la maggioranza, mantenere alcuni interventi già programmati non significa riproporre il progetto politico della precedente giunta. Per l’opposizione, invece, la sostanziale sovrapposizione dei contenuti dimostrerebbe che una parte importante della programmazione ereditata è stata confermata.
“Se oggi approvate il nostro documento – è stata la provocazione rivolta alla maggioranza – allora state ammettendo che la vostra programmazione è uguale alla nostra”.
Un passaggio che ha riportato il confronto anche alla campagna elettorale e alle accuse che, allora, erano state rivolte alla precedente amministrazione. Secondo la minoranza, sarebbe proprio il contenuto del documento approvato oggi a mostrare una continuità maggiore di quella dichiarata dalla nuova maggioranza.
Al termine del dibattito il documento è stato approvato con il voto favorevole della maggioranza e quello contrario dell’opposizione.
La seduta lascia così sul tavolo una questione politica destinata a tornare nel confronto consiliare: quanto della programmazione attuale rappresenta una scelta della nuova amministrazione e quanto, invece, è la prosecuzione di quella impostata dalla precedente giunta di centrodestra.
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