Civita Castellana – L’arte incontra la prevenzione e diventa un messaggio di speranza e solidarietà. In piazza Matteotti è stata inaugurata “Resilienza, frammenti di lei”, l’opera realizzata dall’artista Katia Millozzi e dedicata alle donne, alle loro storie e alla capacità di affrontare le difficoltà della vita.
Danilo Corazza e Katia Millozzi inaugurano la statua “Resilienza – frammenti di lei”
La scultura vuole rendere omaggio a tutte le donne che hanno affrontato il tumore al seno, a quelle che stanno combattendo la malattia e a quelle che non sono riuscite a superarla. Un’opera che richiama anche l’importanza della prevenzione e della sensibilizzazione su un tema che riguarda tante famiglie.
A sottolineare il valore dell’iniziativa è stato il sindaco Danilo Corazza, che ha individuato tre significati principali: la promozione della prevenzione, l’omaggio alle donne e il rafforzamento del senso di comunità. Il primo cittadino ha ricordato quanto sia importante non abbassare la guardia e quanto le istituzioni debbano sostenere le campagne di comunicazione e le iniziative dedicate alla prevenzione, non soltanto in riferimento al tumore al seno.
Katia Millozzi
Corazza ha poi evidenziato il valore simbolico di un’opera realizzata da una donna e rivolta a tutte le donne, sottolineando come la resilienza non sia soltanto una risposta individuale, ma anche una capacità collettiva, che coinvolge famiglie e comunità.
“Si raggiungono gli obiettivi con l’unione, mettendo insieme le persone”, ha affermato, ringraziando quanti hanno contribuito alla realizzazione e all’installazione della scultura. Un lavoro condiviso, fatto di disponibilità e collaborazione, che per il sindaco rappresenta uno degli aspetti più significativi dell’iniziativa.
Corazza ha inoltre sottolineato l’importanza di poter lasciare nella piazza principale della città un messaggio permanente, capace di unire arte e comunicazione sociale. L’opera si inserisce nel percorso artistico della città e rappresenta anche un’occasione per valorizzare il contributo delle donne alla vita culturale della comunità.
Danilo Corazza
A illustrare il significato della scultura è stata la stessa Katia Millozzi, che ha spiegato di aver scelto una figura femminile essenziale, stilizzata e a grandezza naturale, con un volto volutamente indefinito. “Non è il ritratto di una donna in particolare, è il ritratto di tutte noi”, ha spiegato l’artista. Una figura nella quale ciascuna donna può riconoscersi, attribuendole la propria storia, il proprio dolore e le proprie speranze.
Al centro della sagoma si apre uno spazio che richiama la presenza di un feto e, simbolicamente, la nascita di una nuova vita. Un vuoto che non rappresenta un’assenza, ma una possibilità: quella di ciò che deve ancora nascere, crescere e diventare. Il futuro, ha spiegato Millozzi, non ha un solo orientamento: può portare a percorrere strade diverse, affrontare ostacoli e cambiare direzione, trovando comunque la forza di andare avanti.
Il ferro, materiale scelto per realizzare l’opera, assume un significato altrettanto importante. Pesante e resistente, con un elevato punto di fusione, ma anche capace di trasformarsi, rappresenta per Millozzi la forza e la flessibilità delle donne, chiamate spesso a ricostruire la propria esistenza dopo esperienze dolorose.
I frammenti richiamano le ferite, la malattia e le difficoltà che la vita può lasciare, ma anche il coraggio di ricominciare. Perché non sempre si torna a essere quelli di prima: si può diventare persone nuove, più consapevoli, capaci di continuare a vivere e a guardare avanti.
Anche il passare del tempo farà parte dell’opera. La ruggine e le trasformazioni del ferro non saranno imperfezioni, ma segni destinati a raccontare esperienze, cambiamenti e storie diverse. Come il materiale si modifica nel tempo, così le persone vengono trasformate dalle esperienze, dalle ferite e dagli incontri, senza perdere la possibilità di rinascere.
Danilo Corazza e Katia Millozzi inaugurano la statua “Resilienza – frammenti di lei”
“Possiamo essere ferite, possiamo essere frammentate, possiamo cambiare forma, ma possiamo sempre ricominciare”, ha concluso Millozzi, affidando alla scultura un messaggio di forza e speranza rivolto a tutte le donne.
Con “Resilienza, frammenti di lei”, piazza Matteotti si arricchisce di un’opera che vuole andare oltre la dimensione estetica, trasformandosi in un invito permanente alla prevenzione, alla solidarietà e alla capacità di trovare, anche nei momenti più difficili, la forza di ricominciare.
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