Civita Castellana – Un 21enne indagato per omicidio stradale. L’inchiesta sulla morte di Michele De Rinaldis, il giovane di 29 anni deceduto il 4 ottobre dopo il frontale sulla Cimina, procede nei confronti di un ragazzo nato a Narni e residente a Civita Castellana.
Frontale sulla Cimina, è morto Michele De Rinaldis
La pm Francesca Proietti ha disposto due accertamenti: l’autopsia sul corpo di De Rinaldis e una perizia per ricostruire la dinamica dell’incidente avvenuto sulla strada provinciale Cassia Cimina, nel territorio di Caprarola.
Gli incarichi saranno conferiti domani. Il medico legale Martina Padovano eseguirà poi l’autopsia intorno alle 14 nella sala settoria del cimitero San Lazzaro, dove sarà trasferita la salma.
La perizia sulla dinamica dello scontro sarà affidata all’ingegnere Andrea Celestini. Gli accertamenti dovranno contribuire a chiarire le cause della morte e le modalità dell’incidente.
Il 21enne è assistito dall’avvocato Giuseppe Picchiarelli. I familiari di Michele sono assistiti dall’avvocato Angelo Di Silvio.
Gli esami sono stati disposti con la procedura prevista per gli accertamenti tecnici non ripetibili, che consente alle parti di nominare propri consulenti e di partecipare alle operazioni.
Michele De Rinaldis
Michele De Rinaldis è morto a 29 anni dopo essere rimasto in coma. Viaggiava sul sedile posteriore di una delle auto coinvolte e aveva riportato un’emorragia cerebrale. Dopo il decesso sono stati donati i suoi organi.
Nel frontale sulla Cimina erano rimaste ferite tre persone. Lo scontro era avvenuto poco dopo l’una, nei pressi del chilometro 18. Sul posto erano intervenuti il personale del 118 e i carabinieri di Ronciglione.
La scomparsa di Michele, molto conosciuto e benvoluto, ha scosso Civita Castellana. Aveva frequentato il liceo artistico U. Midossi e lavorato nella caffetteria Dami. Numerosi i messaggi di cordoglio pubblicati sui social da amici e persone che lo avevano conosciuto.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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