Viterbo – “La radicalità dei propositi o anche la rabbia che li muove non deve far venire meno l’umanità nelle relazioni e la gentilezza”. Zerocalcare al teatro dell’Unione ieri sera per il premio Mattia Torre. Serata condotta da una caustica Geppi Cucciari.
Un successo di pubblico straordinario, in un teatro strapieno di spettatori e attori, per il premio Mattia Torre promosso e organizzato dal Tuscia Film Fest, giunto quest’anno alla seconda edizione e confermatosi un appuntamento di rilievo nel panorama culturale nazionale.
A condurre la serata, con la sua inconfondibile verve, è stata Geppi Cucciari, che ha saputo guidare il pubblico tra emozioni e risate, rendendo il tributo allo sceneggiatore e regista Mattia Torre un momento di grande partecipazione collettiva. Non una commemorazione statica, ma un progetto proteso verso il futuro: il concorso è infatti dedicato ad autori under 35, talenti emergenti ancora sconosciuti ai circuiti ufficiali, i cui monologhi arrivati in finale sono stati interpretati da un cast d’eccezione.
Viterbo – Il premio Mattia Torre – Zerocalcare con Ziggy
Il cuore della serata è stato l’incontro tra la nuova scrittura e la grande interpretazione. I sette finalisti, selezionati tra oltre 400 opere giunte al concorso, sono saliti sul palco per raccontarsi, svelando le urgenze creative che li hanno spinti a cimentarsi in questa sfida. I loro testi – Il pozzo di Valloxen di Giulio Armeni, Poi mi viene l’ansia di Francesca Bertozzi, Gli piaccio o non gli piaccio? di Laura Guerrieri, Cronache ospedaliere di Stefano Rinaudo, Lucio di Fabrizio Sani, Il curioso caso del Bulldog di Nemanja Suvajac e Nutella Love di Giulietta Tisminetzky – hanno preso vita grazie alla voce di attrici e attori di primo piano, creando un ponte emozionante tra la pagina scritta e la scena.
Il vero protagonista della serata, oltre all’eredità spirituale di Mattia Torre, è stato Zerocalcare. La sua presenza a Viterbo ha catalizzato l’attenzione, regalando al pubblico momenti di profonda autenticità. Salito sul palco con il suo Cane Ziggy, l’autore di Rebibbia ha offerto una riflessione toccante sul suo legame viscerale con l’opera di Torre, che ha omaggiato anche nella sua serie Due spicci.
“Ho conosciuto le cose di Mattia prima ancora di conoscerne il nome. Non guardavo i nomi, quindi mi piacevano tante cose che non sapevo fossero dello stesso autore” – ha raccontato Zerocalcare -. Ero innamorato del Buttafuori, per esempio. Nei centri sociali leggevano dei pezzi di Gola e pensavo: ‘Fichissimo Gola’, prima di sapere chi l’avesse scritto”, ha confessato l’autore, aggiungendo poi con convinzione: “Un personaggio come Mattia dovrebbe stare sulla bocca di tutti quelli che fanno questo mestiere”.
Viterbo – Il premio Mattia Torre – Zerocalcare
L’autore, sollecitato da Geppi Cucciari, ha poi voluto riflettere sul tema che domina questa edizione del premio: “La rabbia è un sentimento prezioso, non disperdiamola”. Su questo punto, Zerocalcare ha richiamato il valore dell’umanità nelle relazioni e della gentilezza: “La radicalità dei propositi o anche la rabbia che li muove non deve far venire meno l’umanità nelle relazioni e la gentilezza”. Una cifra stilistica e morale che lo accomuna profondamente a Torre: la capacità di raccontare la ferocia del reale attraverso il filtro dell’ironia. “L’ironia trae spunto dalla disperazione”, ha sottolineato Zerocalcare, descrivendo quel sottile confine tra sorriso e amarezza che è il cuore pulsante di entrambi.
Il red carpet del teatro dell’Unione è stato un susseguirsi di volti noti, da Betty Pedrazzi a Giorgio Tirabassi, passando per Cristina Pellegrino, Alessandro Tiberi, Pietro Sermonti, Caterina Guzzanti e molti altri, tra cui Sabina Guzzanti, Giacomo Ciarrapico e Luca Vendruscolo. A dare il via all’evento, i saluti istituzionali della sindaca Chiara Frontini e della rettrice dell’università della Tuscia, Tiziana Laureti.
Viterbo – Il premio Mattia Torre – I finalisti Francesca Bertozzi, Stefano Rinaudo, Nemanja Suvajac, Laura Guerrieri, Fabrizio Sani e Giulietta Tisminetzky
Sul palco, i testi dei sette finalisti hanno vibrato grazie alle interpretazioni di Alessandro Tiberi, Giulia Mombelli, Luca Amorosino, Cristina Pellegrino, Massimo De Lorenzo, Caterina Guzzanti e Carlo De Ruggieri. Il pubblico, protagonista attivo, ha votato i monologhi preferiti depositando le schede nell’urna.
Durante la cerimonia di chiusura verranno assegnati il premio della giuria e il premio del pubblico, ai quali si aggiungeranno i premi speciali legati alle trasmissioni Propaganda Live e Splendida Cornice. Viterbo ha mostrato di avere grandi possibilità di accoglienza e attrazione per il mondo culturale contemporaneo e di essere capace, grazie anche e soprattutto a chi vi si dedica con il proprio lavoro e con la passione, di onorare un grande autore scommettendo concretamente sui nuovi talenti.
Patrizia Prosperi
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