Viterbo – “E la sindaca Chiara Frontini dice che San Faustino sta rinascendo… Speriamo che il prossimo sindaco cambi le cose in generale”. Giorgio commenta così la chiusura di Pane e dolci, il negozio di piazza San Faustino che Sara Marinetti ha deciso di chiudere.
Sotto l’articolo di Tusciaweb sui social si sono raccolti decine di messaggi. C’è chi ricorda una piazza frequentata, con i negozi, l’edicola, il mercato e le famiglie. E chi invece descrive un quartiere svuotato, dove il commercio fatica e i residenti denunciano un senso di insicurezza.
“Quanto mi piaceva quella piazza – scrive Marcello –. C’era il bar, la norcineria, sempre il mercato, l’edicola. Era una piazza vissuta dai viterbesi”. Paola ripensa agli anni trascorsi con la famiglia nel quartiere: “Era vivo, allegro con il suo mercatino. Vedere la desolazione che c’è ora fa veramente male al cuore”.
Nei commenti tornano anche le critiche sulla viabilità e sugli stalli di sosta. “Ma qualcuno si è chiesto perché uno dovrebbe pagare il parcheggio per fare acquisti o una passeggiata?”, domanda Gianni. Daniele scrive: “L’importante era levare i parcheggi. Ecco i risultati”. Eleonora collega la chiusura del locale alla trasformazione della piazza e alla sparizione dei parcheggi.
Marco osserva che, dopo il recupero, la piazza “non è stata più inclusiva” e nota che i banchi del mercato si siano ridotti drasticamente. Pietro lamenta la presenza, a suo giudizio, di spacciatori e tossicodipendenti. Donatella scrive di non vedere pattuglie e di sentirsi insicura.
Il malessere viene esteso anche al resto del centro storico. “Non solo San Faustino, anche corso Italia e via Marconi”, scrive Letizia. Maria Chiara parla di una città diventata, a suo giudizio, “quasi una città fantasma”. Rachele richiama il mercato, i parcheggi e le attività commerciali, legando le sue critiche alle elezioni comunali del 2027.
Accanto alla rabbia, ci sono i messaggi di affetto per Sara e il suo negozio. “Mi dispiace, era un negozio carinissimo come la proprietaria”, scrive Monia. “Pizza buonissima, mi dispiace molto”, aggiunge Debora. Una perdita che per molti va oltre la chiusura di un’attività e riguarda l’identità stessa di San Faustino.
– Sara Marinetti: “Il quartiere San Faustino è stato abbandonato a sé stesso”
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