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Bagnoregio - Il comitato Rinnovabili Tuscia rilancia la mobilitazione e chiede una pianificazione regionale degli impianti

“La Tuscia ha già dato per tutti”

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Pannelli solari

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Bagnoregio – Riceviamo e pubblichiamo – II assemblea pubblica per una transizione energetica nella Tuscia senza speculazione

Nonostante l’ampia partecipazione all’assemblea del 28 marzo scorso a Montefiascone e le concrete proposte elaborate, occorre una nuova mobilitazione di autorità, organizzazioni, stampa e cittadini, per impedire che la speculazione energetica devasti la Tuscia!

L’assemblea è promossa e sostenuta, assieme al comitato di Bagnoregio, da comuni, biodistretti, comitati, organizzazioni agricole e turistico-ricettive, associazioni ambientaliste, culturali e di tutela del paesaggio.

Affronterà un argomento delicato e importante per il territorio: La Tuscia ha già dato per tutti: a che punto è la legge sulle aree idonee nel Lazio?

Si terrà a Bagnoregio, venerdì 23 ottobre alle ore 16,00, presso la sala ex cinema Enal, via G. Matteotti 2.

Anche se cittadini e autorità della Tuscia hanno a cuore la salvaguardia del territorio, della sua identità, della vita e della salute delle persone, a livello regionale manca ancora un piano regolatore per l’installazione delle Fer che garantisca l’equa distribuzione territoriale degli impianti, tutelando il paesaggio agrario e naturale e salvaguardando il patrimonio culturale, turistico e agroalimentare dei territori.

Questo vuoto normativo ha determinato che, nella provincia di Viterbo e nella Tuscia in generale, siano già stati realizzati più dell’80% degli impianti rinnovabili (eolico, fotovoltaico a terra e agrivoltaico) previsti come obiettivo per l’intero Lazio al 2030. In più i criteri di collocazione, dimensioni e potenza degli impianti realizzati hanno seguito logiche unicamente di speculazione energetica e guadagno senza tener conto della realtà agricola, turistica e culturale del territorio.

Un numero infinito di ulteriori progetti da realizzare nella Tuscia è in attesa di autorizzazione al ministero dell’Ambiente o alla regione Lazio.
Se venisse realizzato sarebbe la fine per tutte le attività turistiche, agricole e culturali del territorio.

Comitato Rinnovabili Tuscia


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20 ottobre, 2026

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