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Viterbo – Profili e Di Sorte presentano il progetto della Capitale italiana dell’arte contemporanea 2028 – Il sindaco di Bagnoregio: “L’eredità più importante resterà nelle giovani generazioni” – Il primo cittadino di Bolsena invita i comuni a fare squadra

“L’arte ai ragazzi per dare una scossa alla Tuscia”

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Viterbo – “Rimarranno delle opere materiali, circa 35, ma la cosa più importante è quello che resterà nelle giovani generazioni”. Luca Profili mette i ragazzi al centro del progetto con cui Civita di Bagnoregio e Bolsena hanno conquistato il titolo di Capitale italiana dell’arte contemporanea 2028. Un riconoscimento che il sindaco di Bagnoregio considera “una scossa per la Tuscia” e un’occasione per costruire opportunità destinate a durare oltre l’anno della manifestazione.

Civita di Bagnoregio e Bolsena - Capitale italiana dell’arte contemporanea 2028 - La presentazione di Andrea Di Sorte e Luca Profili

Civita di Bagnoregio e Bolsena – Capitale italiana dell’arte contemporanea 2028 – La presentazione di Andrea Di Sorte e Luca Profili


Il programma “Arte che viene, arte che va” è stato presentato questa mattina, lunedì 19 ottobre, allo Spazio Attivo di Lazio Innova, in via Faul, con i sindaci Luca Profili e Andrea Di Sorte e la coordinatrice Maria Teresa Grillo. Formazione, interventi sul territorio e collaborazione tra amministrazioni sono stati i temi della conferenza, nella quale entrambi i primi cittadini hanno richiamato il ruolo di Viterbo e la necessità di coinvolgere gli altri comuni.

Civita di Bagnoregio e Bolsena - Capitale italiana dell’arte contemporanea 2028 - Massimiliano Capo e Maria Teresa Grillo

Civita di Bagnoregio e Bolsena – Capitale italiana dell’arte contemporanea 2028 – Massimiliano Capo e Maria Teresa Grillo


Profili: “L’eredità immateriale conta più di quella materiale”

“Una parola importante di questa candidatura è l’eredità. Quella immateriale è probabilmente più importante di quella materiale”, ha spiegato Profili. Il lavoro con le scuole non riguarderà soltanto l’istituto omnicomprensivo condiviso da Bagnoregio e Bolsena: l’obiettivo è raggiungere circa 10mila studenti e offrire loro gli strumenti per conoscere e comprendere l’arte contemporanea.

Secondo il sindaco, proprio questa impostazione ha contribuito al risultato. “Ascoltando le parole della giuria e del ministro, credo che la proposta della formazione e dell’educazione abbia fatto breccia”, ha osservato. L’intenzione è intervenire fin da piccoli, evitando che si arrivi all’età adulta senza aver avuto occasioni per avvicinarsi a questi linguaggi.

Uno degli strumenti sarà il Baleno, un mezzo elettrico allestito come laboratorio d’arte itinerante. Il progetto prevede cento uscite nelle scuole del Lazio e visite delle classi a Civita e Bolsena, con pacchetti finanziati per azzerare i costi delle famiglie. L’allestimento artistico sarà firmato da Tobias Rehberger, mentre il metodo educativo sarà curato dalla Fondazione Reggio Children, che formerà un gruppo di educatori del territorio.

Accanto alle attività formative sono previsti percorsi permanenti firmati da Carsten Höller, Eva Jospin, Chiara Camoni e Nico Vascellari. Il piano economico complessivo ammonta a 2,43 milioni di euro, compreso il milione di contributo ministeriale.

“Non cercavamo soltanto promozione turistica”

Profili ha sottolineato che la candidatura nasce da una prospettiva più ampia rispetto all’aumento dei visitatori. Bagnoregio e Bolsena, ha spiegato, hanno già raggiunto una maturità turistica e devono considerare anche i limiti imposti dalle dimensioni dei luoghi.

“C’è sempre bisogno di promozione, però non era quello che cercavamo”, ha affermato. “Siamo in territori piccoli, non possiamo andare oltre un certo numero di turisti”.

La complementarità tra i due centri è già una risorsa: le strutture ricettive di Bolsena contribuiscono ad accogliere chi visita Civita, mentre la vicinanza consente di condividere servizi e opportunità.

Lo dimostra anche la Tuscia Route 01, inaugurata sabato 17 ottobre, che collega il porto di Bolsena al ponte di Civita di Bagnoregio. Il percorso ciclopedonale, lungo 15 chilometri, sarà interessato anche dalle installazioni previste per il 2028.

“Era un finanziamento che avevamo già ottenuto e un percorso che avremmo realizzato comunque, anche senza questo riconoscimento”, ha precisato Profili. Il progetto vincitore si è quindi inserito in un lavoro già avviato.

La collaborazione degli uffici e le decisioni condivise

Il sindaco ha ringraziato il gruppo di lavoro, i dipendenti comunali e i segretari dei due enti, chiamati a sostenere un programma impegnativo con le strutture di due piccoli comuni.

“Nonostante siamo piccoli comuni, con una struttura da piccoli comuni, riusciamo a portare avanti progettazioni di un certo tipo”, ha detto Profili. Una capacità che sarà necessaria anche nei prossimi due anni, per accompagnare la realizzazione delle iniziative.

Tra i punti di forza ha indicato la rapidità del confronto con Di Sorte. “A volte io e Andrea ci chiamiamo, ci diciamo una cosa al volo: si fa, non si fa, e poi si parte”. Un metodo che ha permesso di coordinare il lavoro degli uffici e approvare delibere nelle due giunte quasi contemporaneamente.

La scelta di candidarsi con Bolsena, ha chiarito, non nasceva dalla volontà di escludere altri comuni, ma dalla possibilità di contare su una collaborazione già consolidata.

Le delusioni e il percorso verso il 2028

Profili ha ricordato anche i passaggi difficili. La candidatura Unesco è stata descritta come una situazione ancora in attesa, mentre l’esperienza della capitale italiana della cultura si è conclusa con l’arrivo in finale senza la vittoria.

“Abbiamo avuto anche delle delusioni”, ha osservato, sottolineando però che quelle esperienze hanno lasciato progetti e occasioni di crescita.

Il sindaco ha richiamato l’intervento da un milione e 100mila euro presentato nelle scorse settimane, collegandolo al lavoro maturato con la precedente candidatura. Un progetto che entrerà anche nel programma del 2028 attraverso un parco dedicato all’arte contemporanea.

“Una scossa per tutti, Viterbo avrà un ruolo fondamentale”

Il riconoscimento, per Profili, deve aiutare la Tuscia a rafforzare la propria identità e la capacità di presentarsi all’esterno.

“Sono stato il primo a dire che la Tuscia, fondamentalmente, come brand non esiste”, ha affermato, richiamando le difficoltà nel costruire una riconoscibilità comune. “Io credo che questa sia una scossa per tutti”.

In questo quadro ha spiegato la scelta di organizzare la presentazione a Viterbo, dove i due comuni intendono tornare con altri appuntamenti da qui al 2028. Il capoluogo, ha sottolineato, avrà un ruolo fondamentale, così come sarà importante il contributo degli organi di informazione nel raccontare le tappe del programma.

“È un’opportunità da non perdere. Speriamo che dopo di noi si possano aprire delle autostrade”, ha detto Profili. L’obiettivo è che il risultato ottenuto favorisca altri percorsi di crescita per il territorio.

Civita di Bagnoregio e Bolsena - Capitale italiana dell’arte contemporanea 2028 - La presentazione di Andrea Di Sorte e Luca Profili

Civita di Bagnoregio e Bolsena – Capitale italiana dell’arte contemporanea 2028 – La presentazione di Andrea Di Sorte e Luca Profili


Di Sorte: “Abbiamo programmato lo sviluppo comune”

Andrea Di Sorte ha ripreso il tema dell’alleanza tra i due centri, partendo dalle loro diverse storie turistiche. Bolsena ha costruito la propria offerta dal dopoguerra, grazie all’attività degli imprenditori e a una presenza consolidata sul mercato europeo. Il successo di Civita ha aperto successivamente nuove opportunità, attirando visitatori dall’Italia e dall’estero.

Una crescita che avrebbe potuto alimentare rivalità e che le amministrazioni hanno invece scelto di affrontare insieme.

“Ci siamo messi seduti, abbiamo programmato lo sviluppo comune, abbiamo capito che Bagnoregio era una risorsa imprescindibile”, ha spiegato il sindaco di Bolsena.

Le strutture ricettive e i servizi della città sul lago hanno accompagnato il successo di Civita, accogliendo famiglie e gruppi diretti al borgo. Da questa complementarità si è passati a una progettazione condivisa, che comprende la scuola, il percorso ciclopedonale e la possibilità di mettere insieme ulteriori servizi comunali.

“L’Italia dei campanili, non dei campanilisti”

Di Sorte ha descritto il rapporto con Profili come un’intesa nella quale le differenze personali diventano un punto di forza. “Ci compensiamo e soprattutto non abbiamo la minima gelosia”, ha detto, spiegando che il successo di un comune viene vissuto come un risultato anche per l’altro.

“Questa è l’Italia dei campanili, non dei campanilisti”, ha aggiunto.

L’invito è rivolto alle altre amministrazioni della provincia. Il riconoscimento, ha ribadito, appartiene a tutta la Tuscia, ma perché produca risultati diffusi è necessario cambiare il modo di programmare.

“Dobbiamo fare squadra, pensarci come un territorio unico, come fossimo nello stesso comune”, ha affermato Di Sorte. “Dobbiamo avere l’intelligenza di mettere da parte tutto quello che c’è stato fino adesso e iniziare a programmare insieme”.

Anche il sindaco di Bolsena ha richiamato Viterbo: “Il capoluogo deve tirare”. Il ragionamento si è allargato inoltre ai rapporti con Orvieto e la bassa Toscana, nella prospettiva di una collaborazione che superi i confini provinciali.

Il futuro dei residenti e le risorse per investire

Per Di Sorte, la sfida riguarda soprattutto le persone che abitano questi luoghi. I piccoli centri sono esposti al rischio di impoverimento demografico e culturale: il progetto deve contribuire a creare condizioni che permettano ai giovani di restare e a chi è partito di considerare un ritorno.

“Dobbiamo pensare alla nostra gente”, ha sottolineato. Il turismo rappresenta una parte del lavoro, insieme alla qualità della vita e alle opportunità offerte dal territorio.

Il sindaco ha quindi affrontato il tema delle risorse, criticando la scelta delle località turistiche che non applicano la tassa di soggiorno e mantengono gratuiti i parcheggi. Secondo Di Sorte, anche la presenza dei visitatori deve contribuire a sostenere servizi e investimenti.

“Se vogliamo crescere, se vogliamo investire, le capacità di spesa vanno costruite”, ha affermato.

Il titolo conquistato deve diventare, nelle sue parole, il punto di partenza per una responsabilità condivisa: “Dobbiamo avere il coraggio di cambiare modo di lavorare, tutti: amministrazioni, privati, studenti, dirigenti scolastici”.


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19 ottobre, 2026

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