Civita Castellana – Riceviamo e pubblichiamo – Dal 21 ottobre al 20 dicembre 2026, Civita Castellana diventa luogo d’incontro tra arte, musica, teatro, danza e pensiero contemporaneo. La direzione artistica di Fabio Galadini firma un programma che intreccia grandi interpreti, giovani musicisti, ricerca artistica e dialoghi sul futuro. Dal 21 ottobre al 20 dicembre 2026 torna il Civitafestival Winter, che giunge alla sua sesta edizione e rinnova la presenza del festival nella vita culturale di Civita Castellana. Due mesi di appuntamenti tra musica, teatro, danza, arti visive e incontri dedicati ai grandi temi del presente, con un programma che mette in relazione il patrimonio della tradizione, la ricerca contemporanea e le voci delle nuove generazioni. Riconosciuto dal Ministero della Cultura e ammesso al contributo del Fondo nazionale per lo spettacolo dal vivo (Fnsv), con il patrocinio del comune di Civita Castellana, il Civitafestival Winter conferma la propria vocazione multidisciplinare e il ruolo di presidio culturale per il territorio.
La manifestazione si inserisce nel percorso di un festival che, da oltre trent’anni, contribuisce a fare della città un punto di riferimento per la diffusione dello spettacolo dal vivo e per il confronto tra linguaggi artistici differenti.
La direzione artistica di Fabio Galadini costruisce un cartellone nel quale le discipline non sono compartimenti separati, ma forme diverse di conoscenza e interpretazione della realtà.
Accanto alla grande musica, dal repertorio sinfonico europeo alle riletture del rock progressivo e alla musica contemporanea, trovano spazio il teatro d’autore, la danza, le arti visive e un ciclo di incontri che affronta alcune delle questioni decisive del nostro tempo: la sostenibilità, la trasformazione digitale, il futuro dell’arte e il rapporto tra cultura e territorio.
Il filo conduttore dell’edizione è racchiuso nella frase che accompagna il programma: “Il domani non è un luogo lontano dove andare. È un luogo vicino da costruire”. Una prospettiva che orienta in particolare Il domani che verrà, il ciclo di dialoghi dedicato al futuro, ai libri e alle idee, realizzato con la partecipazione di autorevoli protagonisti del mondo culturale, scientifico e dell’informazione.
Gli incontri, moderati dalla caporedattrice aggiunta dell’Ansa Monica Paternesi insieme a Fabio Galadini, mettono in relazione competenze differenti per interrogare il presente e individuare strumenti di comprensione delle trasformazioni in corso. Il programma si sviluppa tra il Forte Sangallo e il Complesso Mice, con la Sala delle Ciminiere e la Sala Caprari, luoghi che diventano spazi di incontro tra il pubblico, gli artisti e la comunità. A dicembre, il percorso si estende anche alle arti visive con Metamorfismo. Forma come transito, mostra a cura di Fabio Galadini che riunisce le opere di quattro artisti intorno al tema della trasformazione della materia e delle forme.
La musica occupa un posto centrale nel cartellone, con l’Orchestra Filarmonica del Mare diretta da Edoardo Petti, il progetto Incontri che riunisce Twain Physical Dance Theatre e Orchestra Domenico Mazzocchi, il Genesis Duo Project, il recital pianistico di Roberto Moretti e l’Anamì Duo.
Il teatro attraversa invece registri e temi differenti: dall’indagine sulla fragilità umana di Teresa Zum Zum alla riflessione politica di Microclima, fino a Dissertazioni, nel quale Fabio Galadini si confronta con la scrittura di Ennio Flaiano.
La danza trova spazio con Consumed, mentre la mostra Metamorfismo completa il programma con uno sguardo sulle trasformazioni dell’identità e della forma. Il Civitafestival Winter 2026 rinnova così una precisa idea di cultura pubblica: non soltanto una successione di spettacoli, ma un progetto che mette in circolazione idee, sostiene la pluralità dei linguaggi e contribuisce alla vitalità culturale di Civita Castellana. Un presidio che unisce la dimensione locale a una prospettiva più ampia, facendo del territorio un luogo in cui la cultura si produce, si condivide e continua a interrogare il futuro.
Il programma
MERCOLEDÌ 21 OTTOBRE, ORE 17.00
Forte Sangallo – Sala conferenze
Presentazione del Civitafestival Winter 2026 – Sesta edizione
A seguire, per il ciclo IL DOMANI CHE VERRÀ. Libri e dialoghi leggeri sul nostro futuro:
L’UTOPIA SOSTENIBILE, Laterza
di Enrico Giovannini
L’ITALIA CHE VERRÀ. Note per il cambiamento che serve, Donzelli Editore
AA.VV.
Dialogano con gli autori Monica Paternesi, caporedattrice aggiunta ANSA, e Fabio Galadini, direttore
artistico del Civitafestival Winter. L’incontro inaugurale apre il ciclo di conversazioni dedicato alle prospettive di cambiamento e alle sfide che attendono la società contemporanea. Enrico Giovannini, economista e statistico, è direttore scientifico dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) ed è stato ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili. Il confronto prende le mosse dal tema della sostenibilità per allargarsi alle scelte economiche, sociali e culturali necessarie a immaginare un futuro diverso.
DOMENICA 8 NOVEMBRE, ORE 17.30
Complesso MICE – Sala delle Ciminiere
MUSICA
ORCHESTRA FILARMONICA DEL MARE
Direttore Edoardo Petti, Solista Giulia Bilardi
Programma:
Edward Elgar – Serenade in mi minore per orchestra d’archi, op. 20
Giacomo Puccini – Crisantemi, SC 65
Samuel Barber – Adagio per archi, op. 11
Antonio Vivaldi – Concerto RV 439 “La notte” per flauto e orchestra d’archi
Un programma che attraversa epoche e sensibilità differenti, dal lirismo di Elgar e Puccini all’intensità dell’Adagio di Barber, fino alla scrittura concertante di Vivaldi. Sul podio e come Direttore , Edoardo Petti, giovane musicista romano nato nel 2005, formatosi al Conservatorio di Santa Cecilia e perfezionatosi con importanti interpreti del panorama internazionale. L’Orchestra Filarmonica del Mare nasce con l’obiettivo di offrire a giovani musicisti l’esperienza dell’orchestra, mettendo in comune percorsi formativi e sensibilità diverse in un progetto di crescita artistica e condivisione musicale.
GIOVEDÌ 12 NOVEMBRE, ORE 17.00
Forte Sangallo – Sala conferenze
IL DOMANI CHE VERRÀ
Libri e dialoghi leggeri sul nostro futuro
SUDDITI DIGITALI, Digital Transformation Institute
di Stefano Epifani e Mauro Minenna
Dialogano con gli autori Monica Paternesi, caporedattrice aggiunta ANSA, e Fabio Galadini, direttore artistico del Civitafestival Winter. Il secondo appuntamento affronta il rapporto tra società e trasformazione digitale, interrogando le conseguenze culturali, economiche e politiche di una tecnologia sempre più presente nella vita quotidiana. Stefano Epifani, presidente e direttore scientifico della Fondazione per la Sostenibilità Digitale, e Mauro Minenna, ingegnere elettronico e direttore generale di ACI Informatica, propongono una riflessione sulla cittadinanza digitale, sulle responsabilità individuali e collettive e sulla necessità di comprendere le trasformazioni tecnologiche senza subirle passivamente.
SABATO 14 NOVEMBRE, ORE 21.00
Complesso MICE – Sala delle Ciminiere
DANZA E MUSICA
INCONTRI
TWAIN Physical Dance Theatre & Orchestra Domenico Mazzocchi
Coreografia: Loredana Parrella
Direttore: Fabio Galadini
Programma musicale:
Antonio Vivaldi – Sinfonia dall’Olimpiade
Johann Sebastian Bach – Concerto in re minore per due violini e orchestra, BWV 1043
Ottorino Respighi – Antiche arie e danze, Suite n. 3
Incontri mette in relazione la scrittura musicale del repertorio classico con il linguaggio della danza contemporanea. La coreografia di Loredana Parrella, fondatrice e direttrice artistica di TWAIN, si confronta con le composizioni di Vivaldi, Bach e Respighi, in un dialogo tra corpo, gesto, ritmo e architettura musicale. Il progetto riunisce due realtà attive nella ricerca e nella produzione artistica, valorizzando l’incontro tra discipline e la possibilità di generare nuove forme espressive a partire dal
patrimonio musicale.
LUNEDÌ 16 NOVEMBRE, ORE 21.00
Complesso MICE – Sala Caprari
TEATRO
TERESA ZUM ZUM
Belsito Teatro
Presentato da Belsito Teatro di Cesare Belsito.
Regia e interpretazione: Franca Abategiovanni
Aiuto regia: Iolanda Salvato
Progetto luci: Nadia Baldi
Tecnico luci: Desideria Angeloni
Produzione: Pan Productions
Teresa Zum Zum affronta il tema della follia attraverso la vicenda di una donna che si rivolge a uno psicanalista per affrontare la paura di avere rapporti sessuali con gli uomini. Un timore che Teresa non riesce neppure a nominare e che traduce in un’espressione onomatopeica, diventata il titolo dello spettacolo. Nel corso dei tre quadri che compongono la narrazione, il rapporto con un uomo conosciuto su Internet e mai incontrato di persona diventa il punto di partenza di un’indagine sulle paure, sulla solitudine e sulla difficoltà di stabilire relazioni. La protagonista, con i tratti di un clown tenero e disorientato, attraversa situazioni che oscillano tra il comico e il perturbante. Dietro il riso emerge il ritratto di una donna che si confronta con un mondo incapace di accogliere la fragilità e incline, piuttosto, a marginalizzarla.
GIOVEDÌ 19 NOVEMBRE, ORE 17.00
Forte Sangallo – Sala conferenze
IL DOMANI CHE VERRÀ
Libri e dialoghi leggeri sul nostro futuro
IL FUTURO DELL’ARTE SUL TERRITORIO
Incontro con Maria Emanuela Bruni, presidente della Fondazione MAXXI – Museo nazionale delle arti
del XXI secolo di Roma.
Dialogano con l’ospite Monica Paternesi, caporedattrice aggiunta ANSA, e Fabio Galadini, direttore
artistico del Civitafestival Winter.
Quale ruolo possono svolgere le istituzioni culturali nello sviluppo dei territori? Come costruire un rapporto tra patrimonio, produzione artistica, comunità e nuove generazioni? L’incontro affronta il futuro dell’arte a partire dall’esperienza di Maria Emanuela Bruni, storica dell’arte e giornalista, con una lunga esperienza nella comunicazione istituzionale e nella valorizzazione del patrimonio culturale. Una conversazione sul ruolo dei musei e delle istituzioni nella società contemporanea e sulla possibilità di fare della cultura una risorsa condivisa.
DOMENICA 22 NOVEMBRE, ORE 17.30
Complesso MICE – Sala delle Ciminiere
DANZA
CONSUMED
Gruppo RESET della formazione danza HONEY
Regia e coreografia: Benedetta Lanzi
Consumed indaga le relazioni che consumano energie, identità e desideri. Le persone definite “buco nero” non brillano, ma assorbono: attenzione, parole, sogni ed emozioni. Attraverso una ricerca sul corpo e sulla presenza, il lavoro coreografico racconta rapporti nei quali l’abbraccio non protegge, la vicinanza non restituisce calore e la relazione finisce per sottrarre spazio all’identità individuale. Una riflessione sulla perdita del proprio centro e sulla possibilità di riconoscere ciò che resta di sé dopo una relazione che ha consumato ogni risorsa.
DOMENICA 29 NOVEMBRE, ORE 17.30
Complesso MICE – Sala Caprari
MUSICA
GENESIS DUO PROJECT
Nicola Narduzzi, violino
Enrico Mazzoni, pianoforte
Il Genesis Duo Project propone una rilettura inedita del repertorio dei Genesis, una delle formazioni più rappresentative del rock progressivo britannico degli anni Settanta. Il progetto trasferisce la ricerca armonica e ritmica della band in una formazione cameristica, affidando a violino e pianoforte il compito di restituire le architetture musicali e le atmosfere di brani entrati nella storia del rock.
Programma
Da Nursery Cryme (1971):
Harold the Barrel
Seven Stones
Da Selling England by the Pound (1973):
I Know What I Like
Da The Lamb Lies Down on Broadway (1974):
The Lamia
Back in NYC
The Light Dies Down on Broadway
Lilywhite Lilith
Da A Trick of the Tail (1976):
A Trick of the Tail
Entangled
Squonk
Dance on a Volcano
Da Wind & Wuthering (1976):
Afterglow
Da Duke (1980):
Turn It On Again
L’ideatore del progetto è il violinista Nicola Narduzzi, affiancato al pianoforte da Enrico Mazzoni. Una
proposta che mette in dialogo due mondi musicali apparentemente lontani, dimostrando come il
repertorio del rock progressivo possa essere riletto attraverso gli strumenti e le forme della musica da
camera.
DOMENICA 6 DICEMBRE, ORE 17.30
Complesso MICE – Sala Caprari
TEATRO
DISSERTAZIONI
Tratto da La solitudine del satiro di Ennio Flaiano
Adattamento: Fabio Galadini
Di e con Fabio Galadini
Un incontro con la scrittura di Ennio Flaiano, osservatore acuto e disincantato della società italiana, capace di trasformare il paradosso e l’ironia in strumenti di conoscenza. A partire da La solitudine del satiro, volume postumo che raccoglie racconti, aneddoti, ricordi e riflessioni, Fabio Galadini costruisce un percorso nella prosa di uno degli intellettuali più lucidi del Novecento. Flaiano guarda Roma e il mondo della cultura, mettendone a nudo luoghi comuni, ambizioni, mode e contraddizioni. Ne emerge una scrittura nella quale il disincanto non cancella l’amore per la letteratura e per la vita, ma ne diventa una forma di consapevolezza critica.
GIOVEDÌ 10 DICEMBRE, ORE 17.30
Complesso MICE – Sala Caprari
MUSICA
RECITAL PIANISTICO DI ROBERTO MORETTI
Programma:
Ludwig van Beethoven – Sonata op. 57 in fa minore
Johannes Brahms – Ballate op. 10
Il recital è affidato a Roberto Moretti, giovane pianista nato a Civita Castellana nel 2006, formatosi con il maestro Enrico Mazzoni e attualmente impegnato nel percorso di studi al Conservatorio di Santa Cecilia di Roma. Il programma mette a confronto due momenti fondamentali della letteratura pianistica: la tensione drammatica della Sonata op. 57 di Beethoven, nota come Appassionata, e la scrittura delle Ballate op. 10 di Brahms, nelle quali il lirismo si intreccia con la profondità della forma e con una ricerca
espressiva di grande intensità.
DOMENICA 13 DICEMBRE, ORE 11.00
Complesso MICE – Sala delle Ciminiere
ARTE
METAMORFISMO. FORMA COME TRANSITO
A cura di Fabio Galadini
Opere di Vinicio Prizia, Luigi Riccioni, Alfredo Anzellini, Francesco Lupo.
Vernice: domenica 13 dicembre, ore 11.00
Mostra visitabile dal 13 al 23 dicembre 2026
«L’ora passata non può tornare».
Ovidio
La mostra nasce da una riflessione sulla metamorfosi come condizione della materia e dell’identità. In un tempo nel quale la forma stabile sembra aver perso la propria evidenza, quattro artisti lavorano sulla soglia tra ciò che è stato e ciò che sta diventando altro. Il riferimento al metamorfismo geologico –pressione, calore, trasformazione – diventa una chiave per leggere opere e linguaggi differenti, accomunati dalla tensione tra permanenza e cambiamento. Corpi, animali, fedi e città possono continuare a vivere nel presente soltanto accettando di trasformarsi. Metamorfismo non propone quindi una semplice collettiva, ma un atlante del transito: un percorso nel quale la forma non è mai definitiva e la trasformazione diventa una condizione necessaria per continuare a esistere.
DOMENICA 13 DICEMBRE, ORE 17.30
Complesso MICE – Sala Caprari
TEATRO
MICROCLIMA
Scritto da Alessia Cristofanilli
Diretto da Santa Spena
Con Federico Gatti, Sylvia Milton, Francesco Morelli
Consulente politologo: Luca Argenta
Foto: Ilena Landi
Progetto prodotto e promosso dalla sede italiana della Fondazione Friedrich Ebert, in collaborazione
con La Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello.
Produzione esecutiva: Artinconnessione Nuova – Chiara Crupi
Media partner: Scomodo
Microclima affronta la politica a partire dagli effetti concreti che le grandi decisioni producono nella vita quotidiana. Al centro della drammaturgia c’è un piccolo microcosmo, uno spazio tangibile e insieme metaforico: una casa-fortezza dalle pareti di plastica, un ambiente nel quale i personaggi cercano riparo
dal mondo esterno e dal suo macroclima, percepito come qualcosa su cui non è possibile esercitare alcun controllo. La dimensione privata diventa così il luogo in cui si riflettono le trasformazioni della società e le conseguenze delle scelte collettive. Crearsi un proprio microclima e ritirarsi al suo interno può essere una forma di resistenza oppure la rinuncia a confrontarsi con ciò che accade fuori? Lo spettacolo si conclude con un talk, che apre il dialogo con il pubblico e prolunga la riflessione avviata sulla scena.
DOMENICA 20 DICEMBRE, ORE 17.30
Complesso MICE – Sala Caprari
MUSICA
ANAMÌ DUO
Andrea Petricca, violino
Francesco Dall’Oso, pianoforte
Il duo propone un programma che accosta le composizioni di Ezio Bosso e Ludovico Einaudi, mettendo
in relazione scrittura contemporanea, sensibilità melodica e dimensione cameristica.
Programma
Ezio Bosso:
Bitter and Sweet Rain
Civitafestival Winter 2026 • 8
In Your Black Eyes
Unconditioned
Following a Bird (Out of the Room)
Anamì, The Sea Goddess
Ludovico Einaudi:
Divenire
Una Mattina
Nuvole Bianche
Underwood
Experience
Il nome Anamì Duo deriva dal brano Anamì, The Sea Goddess di Ezio Bosso. Formato dal violinista Andrea Petricca e dal pianista Francesco Dall’Oso, il duo collabora dal 2023 e ha sviluppato un’attività concertistica che attraversa musica classica, contemporanea e da camera. Il concerto conclusivo del Civitafestival Winter mette in dialogo due autori capaci di raggiungere pubblici diversi attraverso una scrittura musicale riconoscibile, nella quale il rigore compositivo si accompagna a una forte immediatezza espressiva.
CIVITAFESTIVAL WINTER 2026 – SESTA EDIZIONE
Festival riconosciuto dal Ministero della Cultura, ammesso al contributo FNSV, con il patrocinio del
Comune di Civita Castellana.
Direzione artistica: Fabio Galadini.
info@civitafestival.it
www.civitafestival.it
prenotazioni:
botteghino@civitafestival.it
Spettacoli ore 17.30/21.00
biglietti € 12,00
Prenotazione scrivendo a botteghino@civitafestival.it.
vendita on line: https://www.2tickets.it/biglietto/esercizio/titoli/9/157
Ufficio Stampa Maya Amenduni #Comunicazione mayaamenduni@gmail.com
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