Bolsena – “Non salutiamo solo Luciano Dottarelli, ma una parte della nostra storia”. Il sindaco di Bolsena Andrea Di Sorte ai funerali nella basilica di Santa Cristina ieri pomeriggio, celebrati da don Maurizio Zorzi.
Bolsena – I funerali di Luciano Dottarelli – Andrea Di Sorte
Fiori bianchi sul feretro e una distesa di fiori variopinti all’ingresso della chiesa. Tantissime le persone presenti per l’ultimo saluto a Luciano Dottarelli, ex sindaco di Bolsena, docente e studioso di filosofia scomparso nella notte tra lunedì e martedì.
Tantissime le lacrime versate dai presenti al funerale, e le voci che hanno raccontato Dottarelli. “Luciano voleva che ci fosse una pluralità di punti di vista a descriverlo”, ha spiegato una cara amica, Denise Rancichino, per poi leggere delle parole tratte da testi buddisti che parlavano della perdita e della lontananza dalle persone amate.
Bolsena – I funerali di Luciano Dottarelli
Don Maurizio Zorzi, Francesco Antonetti, il consigliere regionale Enrico Panunzi, Antonio Quattranni, Massimo Pasquini, Sofia Barelli e il filosofo Aurelio Rizzacasa hanno ricordato con le loro parole l’uomo, il filosofo, l’insegnante, il politico, ma soprattutto l’amico Luciano Dottarelli.
Luciano Dottarelli
“Non salutiamo solo un uomo – ha detto il sindaco di Bolsena Di Sorte – ma una parte della nostra storia”. Dopo aver ripercorso la carriera politica di Dottarelli, ha raccontato: “Eravamo avversari politici ma ci siamo sempre rispettati. Potevamo essere in disaccordo senza mettere in discussione la stima reciproca. Luciano ha dato sempre un grande esempio, vivendo le sconfitte senza rancori e le vittorie senza arroganza. Ma la forza della sua integrità l’ha dimostrata nella prova più difficile: durante la malattia.
Bolsena – I funerali di Luciano Dottarelli
Ciascuno riconosceva nell’altro sempre un interlocutore, mai un avversario. Un avversario che, con profonda conoscenza culturale, ha costruito ponti grazie alla comunicazione semplice, mai muri”. Di Sorte ha poi detto di aver raccolto molte testimonianze degli studenti di Dottarelli, e di aver notato che nessuno di loro ha parlato di interrogazioni o nozioni scolastiche, ma di capacità critica e di ragionamento che, dopo aver fatto numerose lezioni con lui, avevano avuto la fortuna di acquisire.
Bolsena – I funerali di Luciano Dottarelli – Francesco Antonetti
“Luciano ha sempre donato tutto sé stesso utilizzando tutti i suoi talenti. Il credo in quello che faceva era totale e accoglieva tutti con gentilezza”, ha ricordato Francesco Antonetti, un caro amico. “Quando parlava di filosofia – ha invece detto Massimo Pasquini – parlava della sua condotta di vita e del suo rapporto con gli altri. Prima del suo ricovero a Firenze, abbiamo parlato della sua malattia e ho sentito nelle sue parole qualcosa di diverso: era svanita la positività. E nei giorni successivi ho capito che era la consapevolezza a renderlo triste.
Bolsena – I funerali di Luciano Dottarelli – Massimo Pasquini
Sei stato uno dei migliori frutti di questa terra”, ha concluso commosso Pasquini. Anche Antonio Quattranni ha parlato della carriera politica di Dottarelli, ma raccontandola dal punto di vista di colui che l’ha vista nascere e crescere da vicino. In tutti gli interventi della giornata, non sono mancati riferimenti, oltre che al suo impegno civile, alla sua bontà. Al perseverare nelle azioni buone e della sua fame di sapere, di studio incessante.
Molte parole di affetto legate ai ricordi di una vita passata insieme da parte degli amici presenti, seguite da una canzone triste e malinconica, intonata dal coro della chiesa che ha anticipato il trasporto del feretro verso il cimitero.
In concomitanza con le esequie, l’amministrazione comunale ha proclamato il lutto cittadino.
Bolsena – I funerali di Luciano Dottarelli – Enrico Panunzi
Dottarelli è stato sindaco di Bolsena dal 1986 al 1999. Tredici anni alla guida dell’amministrazione durante i quali si è distinto per la capacità di ascolto e il rapporto diretto con i cittadini.
Bolsena – I funerali di Luciano Dottarelli – Aurelio Rizzacasa
La sua attività pubblica è proseguita anche al livello provinciale. È stato consigliere provinciale e, dal 2005 al 2010, direttore generale della provincia di Viterbo durante la presidenza di Alessandro Mazzoli. Nel 2000 era stato inoltre candidato alla presidenza della provincia.
Accanto all’impegno politico e amministrativo, centrale nella sua vita è stata l’attività culturale. Ha insegnato filosofia, scienze dell’educazione e storia nelle scuole superiori fino al 2005 e, per un periodo, anche all’università degli studi della Tuscia. Studioso in particolare di Immanuel Kant e Karl Popper, è stato cofondatore della sezione viterbese della Società Filosofica Italiana.
Nicole Tarantello
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