Viterbo – (sil.co.) – Perseguita commessa di una gioielleria del centro, il processo davanti al giudice Savina Poli slitta alla prossima primavera e sarà celebrato in un’unica udienza.
A giudizio un sessantenne viterbese accusato di molestie e minacce nei confronti della commessa di una gioielleria del centro storico. L’imputato, noto alle forze dell’ordine, è difeso dall’avvocato Luca Ragonesi.
Il procedimento trae origine dalla denuncia sporta dalla commessa di una gioielleria del centro di Viterbo, una donna di 53 anni, che tra i mesi di marzo e maggio del 2024 sarebbe stata ripetutamente importunata dall’uomo, al punto da essere costretta a rifugiarsi nel retrobottega per sfuggire alla sua petulanza.
Secondo l’accusa, gli atteggiamenti molesti sarebbero sfociati in vere e proprie aggressioni verbali e minacce, consumate sia all’interno dell’attività commerciale sia per strada. In particolare, uno degli episodi più gravi sarebbe avvenuto il 25 maggio 2024, quando l’imputato avrebbe rivolto insulti e pesanti minacce alla vittima mentre la incrociava davanti al negozio. Comportamenti che hanno spinto la donna a rivolgersi alle autorità sporgendo denuncia.
In particolare, le avrebbe detto “prostituta, troia puttana, fai i rapporti orali ai vecchi, ti do due schiaffi, se mi guardi in faccia”.
Il processo al sessantenne, fissato lo scorso maggio per il 12 ottobre dal giudice dell’udienza predibattimentale Jacopo Rocchi, come detto è stato rinviato a primavera, quando sono previsti l’esame della persona offesa, l’esame dei testi, l’esame dell’imputato e la discussione.
– Perseguita commessa di una gioielleria del centro, alla sbarra per molestie e minacce
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY