Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Si è conclusa ieri pomeriggio, dopo due giorni di intensa attività, la serie di appuntamenti di chiusura di Life Lanner (Life18 NAT/IT/000720), un progetto di sei anni di tutela e ricerca scientifica dedicate ad azioni urgenti di conservazione per il falco lanario, uno dei rapaci più rari d’Europa.
Attivo dal 2020 al 2026, ha avuto come obiettivo principale quello di contrastare la grave contrazione della natalità della specie, nel Lazio addirittura rimasta priva di coppie nidificanti stabili.
L’iniziativa è stata coordinata, in qualità di capofila, dall’Ente Monti Cimini Riserva Naturale Regionale Lago di Vico in collaborazione con Provincia di Viterbo (organizzatore dell’evento), Regione Lazio, Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana (Izslt), e-distribuzione, Ornis Italica e BirdLife Malta, con il patrocinio di Ispra e del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (Mase).
Grazie alle risorse europee e alla sinergia tra enti territoriali e scientifici, il progetto ha conseguito risultati di assoluto rilievo tra cui, il più importante, l’avvio, presso il Cras dell’Ente Monti Cimini a Caprarola, del primo centro pubblico in Italia ad aver riprodotto con successo il falco lanario.
I giovani esemplari sono stati allevati e accompagnati all’involo graduale, stabilendosi poi in varie parti del Lazio e d’Italia.
La due giorni si è articolata in più momenti: martedì 29 settembre, presso l’Università della Tuscia, l’apertura con il convegno “Risultati e prospettive per la conservazione del falco lanario in Italia”, con i saluti del professor Alvaro Marucci, direttore del dipartimento Dafne, in rappresentanza della rettrice Tiziana Laureti, del consigliere regionale Daniele Sabatini, del presidente della Provincia di Viterbo Alessandro Romoli, del presidente e del direttore dell’Ente Monti Cimini, Alessandro Pontuale ed Eugenio Maria Monaco, con la partecipazione del personale specializzato dell’Ente Monti Cimini e le presentazioni tecniche dei partner di progetto dedicati a riproduzione, genetica, monitoraggio Gps, interventi sugli habitat e cooperazione nel Mediterraneo.
Il pomeriggio ha visto gli interventi dei membri del Comitato scientifico e la conclusione con la tavola rotonda con le principali Ong ornitologiche e ambientaliste nazionali (Lipu, Wwf Italia, Sropu, Gtr) sul futuro della specie.
Mercoledì 30 settembre è stata invece organizzata una visita guidata sul campo: in mattinata alle voliere riproduttive e alla nursery del Cras dell’Ente Monti Cimini a Caprarola, nel pomeriggio al Parco naturale regionale Marturanum di Barbarano Romano, con l’osservazione della torretta di rilascio, dei pascoli decespugliati, dei fontanili ristrutturati e dei tratti delle linee elettriche isolate.
“Grazie a Life Lanner, che ha visto impegnati l’Ente Monti Cimini come capofila, la Regione Lazio, la Provincia di Viterbo, l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Lazio e Toscana, E-Distribuzione, l’Ornis Italica e BirdLife Malta, il falco lanario, specie che era e resta a rischio estinzione, ora con questo progetto potrà nel medio e lungo periodo abbandonare tale “status” – ha dichiarato il presidente dell’Ente Monti Cimini Alessandro Pontuale -. Una sinergia tra pubblico e privato, un virtuoso esempio di collaborazione tra enti e utilizzo dei Fondi comunitari. Donne, uomini, specialisti, uomini delle Istituzioni, volontari, che per 6 anni hanno svolto un lavoro “monumentale”, con passione ed elevate competenza, volto a scongiurare la perdita di un patrimonio naturalistico del nostro territorio e di conseguenza una ricchezza che appartiene a tutti noi”.
“Il progetto Life Lanner, nel quale sono stati investiti 2,5 milioni di euro, si è svolto interamente nella provincia di Viterbo e rappresenta un’eccellenza dal punto di vista degli esperti coinvolti e dei risultati raggiunti – ha aggiunto il direttore Eugenio Monaco -. Nel percorso durato sei anni sono state cristallizzate delle linee guida applicabili a livello nazionale. Si tratta dunque di competenze preziose da sviluppare e portare avanti, grazie anche alla collaborazione dell’Università e al costante supporto della Regione Lazio”.
Ente Monti Cimini
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