Roma - Il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, ricorda la figura del martire d'Assisi a ottocento anni dalla sua morte
Roma – “Quanto l’uomo vale davanti a Dio, tanto vale e non di più”. In queste parole di San Francesco c’è una verità che ci riguarda profondamente: nessuno perde il proprio valore quando si ammala, diventa povero o resta solo. È proprio allora che ha più bisogno di sentirsi amato, riconosciuto, parte di una comunità. Domenica 4 ottobre, nella festa del patrono d’Italia, desidero ricordare questa lezione, che a ottocento anni dalla sua morte conserva una forza straordinaria.

Francesco Rocca
Il Lazio custodisce un legame profondo con Francesco, soprattutto nella Valle Santa reatina. A Greccio diede forma al presepe, avvicinando il mistero della Natività alla vita delle persone; a Fonte Colombo scrisse la Regola, lasciando nella nostra terra una traccia decisiva del suo cammino spirituale. Sono luoghi nei quali la sua presenza continua a interrogare le nostre coscienze.
Per onorare questa eredità, la Regione Lazio ha promosso un bando da 500mila euro dedicato alle celebrazioni dell’ottavo centenario, sostenendo iniziative culturali, la valorizzazione dei cammini francescani e la diffusione del suo pensiero, con il coinvolgimento delle comunità locali. Vogliamo che questo anniversario sia un’occasione per far conoscere, soprattutto ai giovani, il coraggio di un uomo che seppe avvicinarsi a chi tutti tenevano lontano.
Da Francesco ci arriva una domanda semplice ed esigente: quanto siamo disposti a farci vicini al dolore degli altri? La risposta passa dalle scelte di ogni giorno, anche da quelle di chi governa. Perché nessuno debba sentirsi invisibile proprio quando ha più bisogno di aiuto».
Francesco Rocca
Presidente della Regione Lazio
4 ottobre, 2026