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Viterbo – La professoressa Stefania Fidanza – Gli studenti del liceo Buratti rendono omaggio al sindaco più amato di Roma nel 45esimo anniversario della scomparsa – Questa mattina la commemorazione al cimitero San Lazzaro e la deposizione di due corone di fiori in via Carletti - FOTO E VIDEO

“Sentiamo Luigi Petroselli come un figlio e un fratello”

di Daniele Camilli
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Viterbo – “Sentiamo Petroselli come un figlio e un fratello”. La professoressa del liceo Buratti di Viterbo Stefania Fidanza.


Gli studenti dell’istituto Mariano Buratti rendono omaggio a Luigi Petroselli. Per la prima volta, il giorno del 45esimo anniversario della scomparsa del sindaco più amato di Roma, nato a Viterbo nel 1932. Morto nel 1981. A 49 anni, il 7 ottobre. Primo cittadino della capitale tra il 1979 e l’81.

Roma - Luigi Petroselli nel 1981

Roma – Luigi Petroselli nel 1981


Quarantacinque anni dopo la sua scomparsa, Viterbo torna a rendere omaggio a uno dei suoi figli più illustri. Luigi Petroselli, dirigente nazionale del Pci e figura di primo piano nella storia politica del Novecento italiano. Il suo ricordo attraversa il tempo e le generazioni, legando la comunità viterbese alla vicenda umana e politica di un uomo che seppe conquistare la stima di tutti i cittadini attraverso il rigore morale, l’onestà, la passione civile e una particolare attenzione ai bisogni delle persone più deboli.

Viterbo - Cerimonia in ricordo di Luigi Petroselli al cimitero di San Lazzaro - Danila Corbucci, Emanuele Aronne, Alfonso Antoniozzi, Maurizio Palozzi, Antonio Biagioli, Enrico Panunzi e Stefania Fidanza

Viterbo – Cerimonia in ricordo di Luigi Petroselli al cimitero di San Lazzaro – Danila Corbucci, Emanuele Aronne, Alfonso Antoniozzi, Maurizio Palozzi, Antonio Biagioli, Enrico Panunzi e Stefania Fidanza


Due i passaggi della commemorazione. Il primo al cimitero San Lazzaro di Viterbo, dove Petroselli è sepolto assieme ai genitori Giulio ed Eufemia Fratini. Il secondo al liceo Buratti, di cui Petroselli è stato studente e dove un’epigrafe lo ricorda. Qui sono state depositate in suo onore, anche in tal caso per la prima volta, due corone di fiori: una del comune di Viterbo e una dell’Anpi e dell’associazione Luigi Petroselli.

Danila Corbucci

Danila Corbucci


“L’esperienza umana e politica di Petroselli – dice Danila Corbucci, giornalista e nipote di Petroselli – sia fonte di ispirazione per tutte le nuove generazioni. La memoria di Petroselli è memoria collettiva, viva e condivisa. Una memoria che dobbiamo conservare e custodire perché la conoscenza e la consapevolezza della nostra storia sono fondamentali. Decisive nella direzione del nostro impegno. Una commemorazione che sia anche l’occasione per ulteriori iniziative da parte dei comuni della Tuscia dedicate a Petroselli”.

Viterbo - Cerimonia in ricordo di Luigi Petroselli al cimitero di San Lazzaro

Viterbo – Cerimonia in ricordo di Luigi Petroselli al cimitero di San Lazzaro


Al San Lazzaro e al liceo Buratti, assieme a Corbucci e agli studenti del Buratti, ci sono anche il vicesindaco di Viterbo Alfonso Antoniozzi, l’assessore alla qualità degli spazi urbani Emanuele Aronne, il vicepresidente del consiglio regionale del Lazio Enrico Panunzi, il vicepresidente della provincia Maurizio Palozzi e il consigliere di palazzo Gentili Alvaro Ricci, il presidente dell’associazione Petroselli Antonio Biagioli, la dirigente scolastica del liceo Buratti Monica Cavalletti e la docente Stefania Fidanza.

“Petroselli – sottolinea Aronne – è un esempio mirabile di politico e amministratore. E amministrare significa dialogare. Dentro la sua storia c’è la chiave di come costruire e vivere insieme il futuro”.

Viterbo - Cerimonia in ricordo di Luigi Petroselli al cimitero di San Lazzaro

Viterbo – Cerimonia in ricordo di Luigi Petroselli al cimitero di San Lazzaro


Il comune di Viterbo, su iniziativa della sindaca Chiara Frontini, Aronne e Antoniozzi, ha recentemente intitolato a Petroselli le sale del museo Rossi Danielli di palazzo dei Priori, organizzando per l’occasione un convegno, lo scorso 30 settembre, e una mostra, sempre a palazzo dei Priori, aperta tutti i pomeriggi fino al 30 ottobre.

Viterbo - Cerimonia in ricordo di Luigi Petroselli al cimitero di San Lazzaro

Viterbo – Cerimonia in ricordo di Luigi Petroselli al cimitero di San Lazzaro


“Petroselli – continua Palozzi – è un esempio da seguire, un punto di riferimento e un motivo di vanto per tutti quelli che hanno a cuore i valori della repubblica e della democrazia”.

“L’opera di Petroselli – aggiunge Panunzi – è da stimolo e d’aiuto per i giorni che verranno. E questo è un compito nostro. Dobbiamo colmare la frattura tra le generazioni, dobbiamo trasmettere il testimone. Petroselli ci ha insegnato che per capire le persone bisogna guardarle negli occhi”.

Viterbo - Cerimonia in ricordo di Luigi Petroselli al cimitero di San Lazzaro

Viterbo – Cerimonia in ricordo di Luigi Petroselli al cimitero di San Lazzaro


“Petroselli è un punto di riferimento per tutti – interviene Biagioli -. Un uomo coerente, onesto, leale. Un nome che è una benedizione”.

“Sentiamo Petroselli – commenta Fidanza – come un figlio e un fratello. Un modello da far conoscere agli studenti. Un modello da seguire”.

Stefania Fidanza

Stefania Fidanza


“Petroselli – spiega Antoniozzi – non si è mai rassegnato. Oggi c’è da fare un grosso lavoro di cucitura tra le generazioni. Un lavoro che funziona se crediamo che, tutti insieme, siamo un corpo unico capace di modellare il proprio futuro e il futuro del paese”.

Infine gli interventi della studentessa Marta Ascenzi e della dirigente Cavalletti.

Marta Ascenzi

Marta Ascenzi


Ascenzi: “Viviamo tempi difficili, ma non voglio rassegnarmi. Viviamo in una società che ci vuol far credere che la nostra voce non conta. Ma non è vero. Petroselli è per noi un esempio da seguire. Un modello”.

Cavalletti: “Ricordare un ex studente di questo istituto è una grande emozione. Un momento di grande valore e coinvolgimento. Un momento che dà valore alla formazione che stiamo costruendo”.

La dirigente scolastica del liceo Buratti Monica Cavalletti

La dirigente scolastica del liceo Buratti Monica Cavalletti


Nato a Viterbo il primo marzo 1932, Luigi Petroselli costruì il proprio percorso politico all’interno del Partito comunista italiano, maturando una visione della politica fortemente legata alle questioni sociali, al mondo del lavoro e ai diritti dei cittadini. Dopo l’impegno politico e organizzativo nel Pci, arrivò alla guida del comune di Roma nel 1979. Il suo mandato si svolse in anni difficili per il paese, segnati da tensioni sociali, terrorismo e profonde trasformazioni economiche e culturali.

Viterbo - Cerimonia in ricordo di Luigi Petroselli al Buratti - Alvaro Ricci, Antonio Biagioli, Emanuele Aronne con gli studenti alla deposizione delle corone dei fiori

Viterbo – Cerimonia in ricordo di Luigi Petroselli al Buratti – Alvaro Ricci, Antonio Biagioli, Emanuele Aronne con gli studenti alla deposizione delle corone dei fiori


Alla guida della capitale, Petroselli si distinse per l’attenzione alle periferie, ai quartieri popolari e alle disuguaglianze che attraversavano il tessuto urbano. La sua idea di amministrazione si fondava sulla convinzione che Roma dovesse essere una città capace di appartenere davvero a tutti, anche e soprattutto nelle borgate e nei quartieri che chiedevano servizi, opportunità e riconoscimento.

Il suo modo di intendere il ruolo di sindaco era strettamente legato al contatto con i cittadini e alla concretezza delle risposte amministrative. Un approccio che contribuì a costruire attorno alla sua figura un forte legame umano e politico, destinato a sopravvivergli.

Luigi Petroselli morì il 7 ottobre 1981, a soli 49 anni. La notizia suscitò profonda commozione e lasciò un vuoto nella vita politica capitolina.

Viterbo - Cerimonia in ricordo di Luigi Petroselli al Buratti

Viterbo – Cerimonia in ricordo di Luigi Petroselli al Buratti


La sua esperienza alla guida della capitale era durata poco più di due anni, ma fu sufficiente a lasciare un’impronta significativa nella memoria cittadina. La sua figura rimase associata a un’idea di politica onesta, radicata nella società e capace di coniugare visione e attenzione ai problemi quotidiani.

Per Viterbo, la ricorrenza rappresenta anche l’occasione per riaffermare l’orgoglio di aver dato i natali a un protagonista della storia nazionale. Una personalità che, partendo dalla propria città, seppe assumere responsabilità di primo piano senza smarrire il riferimento ai valori della propria formazione e della propria esperienza. Una memoria che parla ancora al presente.

A quarantacinque anni dalla sua scomparsa, il significato dell’esperienza di Petroselli non appartiene soltanto al passato. I temi ai quali dedicò il proprio impegno – il contrasto alle disuguaglianze, la dignità del lavoro, il diritto ai servizi, la partecipazione democratica e la vicinanza delle istituzioni ai cittadini – conservano una forte attualità.

La commemorazione al cimitero di San Lazzaro, la deposizione delle corone di fiori al liceo classico Mariano Buratti, l’intitolazione delle sale di palazzo dei Priori, il convegno del 30 settembre e la mostra compongono così un percorso di memoria che restituisce centralità alla figura di un uomo capace di lasciare un segno profondo nella storia della repubblica e della democrazia in Italia.

Daniele Camilli


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7 ottobre, 2026

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