Viterbo – Restano tre le infezioni da West Nile nel Viterbese. Il virus, trasmesso attraverso la puntura di zanzare infette, ha fatto registrare nel Lazio un totale di 104 casi secondo l’aggiornamento di Spallanzani e regione al 30 settembre.
Per la provincia di Viterbo il numero conferma quanto già emerso nelle settimane precedenti. Il bollettino dell’istituto superiore di sanità del 3 settembre riportava già tre casi. Il rapporto pubblicato il 24 settembre, riferito ai dati del giorno precedente, ha confermato una forma neuroinvasiva e due infezioni con febbre.
Nel quadro regionale del 30 settembre, 57 casi hanno presentato la forma neuroinvasiva, con interessamento del sistema nervoso. Altri 41 hanno manifestato febbre, mentre sei positività sono state rilevate fra i donatori.
Fuori dall’area romana, il bilancio riportato nell’aggiornamento è stato di 33 casi a Latina, tre a Viterbo, due a Frosinone e uno a Rieti. Nella capitale, la Asl Roma 1 ne ha contati 18, la Roma 2 dieci e la Roma 3 sette. Nell’area metropolitana sono stati indicati 18 contagi nella Roma 5, otto nella Roma 6 e due nella Roma 4, ancora senza casi nel precedente rilevamento settimanale.
Nel Lazio sono state inoltre segnalate tre infezioni da Usutu: due fra i donatori e una in forma neuroinvasiva. Si tratta di un virus di origine africana che circola soprattutto fra gli uccelli e può essere trasmesso all’uomo attraverso la puntura di zanzare infette del genere Culex, le stesse coinvolte nella diffusione del West Nile. Le infezioni umane sono rare; la forma neuroinvasiva comporta un interessamento del sistema nervoso.
Il quadro nazionale dell’istituto superiore di sanità, aggiornato al 23 settembre e pubblicato il 24, ha riportato 700 casi confermati di West Nile e 54 decessi, uno dei quali relativo a un’infezione importata. La letalità calcolata sulle forme neuroinvasive contratte in Italia è stata del 14,6%, rispetto al 14,9% nello stesso periodo del 2025.
Nello stesso rapporto, Roma e Padova hanno raggiunto entrambe 60 casi, il numero più alto fra le province italiane. Per il territorio romano sono state registrate 40 forme neuroinvasive, 14 infezioni con febbre e sei positività fra i donatori.
Il monitoraggio delle infezioni umane da West Nile e Usutu, affidato al ministero della salute e all’istituto superiore di sanità, viene svolto durante tutto l’anno sul territorio nazionale. Nelle regioni con aree endemiche, da maggio a novembre la sorveglianza viene rafforzata, con particolare attenzione alla diagnosi.
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