Roma – Torna la preoccupazione per la salute di Vittorio Sgarbi. Il critico d’arte si trova al policlinico Gemelli, dove è assistito in terapia intensiva. Durante la notte l’ospedale ha confermato il ricovero; secondo le prime informazioni, il quadro clinico sarebbe grave.
Sgarbi ha ricoperto anche incarichi amministrativi nella Tuscia: è stato assessore alla bellezza e ai monumenti del comune di Viterbo e sindaco di Sutri.
Nelle settimane precedenti aveva ripreso gli impegni culturali. A fine agosto, a Rovereto, aveva presentato le prospettive del Mart, il museo di cui è presidente. A luglio aveva partecipato alla tappa di Bergamo della Milanesiana, diretta dalla sorella Elisabetta, intervenendo sulla mostra del modenese Waimar Vaccari.
A maggio, a Ferrara, il confronto con Aldo Cazzullo per i 150 anni del Corriere della Sera gli aveva offerto l’occasione di ripercorrere la propria sofferenza attraverso l’arte. Nell’Urlo di Munch aveva riconosciuto una rappresentazione della solitudine e delle domande che accompagnano l’esistenza umana.
Già nel 2025 il Gemelli lo aveva accolto per problemi fisici associati a una forte depressione, dalla quale si era poi ripreso. Raccontando quella fase, Sgarbi aveva riferito di essere sceso a 59 chili e di incontrare difficoltà nelle attività quotidiane. Il lavoro era diventato discontinuo e trascorreva a letto gran parte del tempo.
Aveva parlato delle cure ricevute, tra flebo e sacche, e ammesso di aver corso un pericolo mortale, pur senza temere la morte. Nelle sue riflessioni, la scrittura e le opere d’arte rappresentavano un modo per lasciare una traccia destinata a sopravvivere.
Sgarbi aveva collegato il peggioramento del proprio benessere anche alle tensioni politiche e alle dimissioni da sottosegretario alla cultura, vissute come un torto particolarmente doloroso. Al suo fianco, durante la ripresa, era rimasta la compagna Sabrina Colle, che lo aveva sostenuto nella cura del corpo.
Tra i precedenti sanitari figurano il tumore, dal quale nel 2021 aveva annunciato sui social di essere guarito, ringraziando anche medici e infermieri dell’oncologia del Regina Elena di Roma, e l’ischemia del 2016. In quell’occasione, a Modena, era stato sottoposto a un’angioplastica urgente e aveva successivamente riferito l’esito positivo delle verifiche mediche.
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