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Vetralla - L'attacco del Circolo Pd: "In contrasto con quanto detto dal sindaco: perché aumentare se nessun cittadino è senza?"

“Medici di base, la toppa è peggio del buco: arriva la lettera che invita ad aumentare il numero dei propri assistiti”

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Vetralla – Riceviamo e pubblichiamo – Sanità a Vetralla, la toppa è peggio del buco. Arriva la lettera che invita i medici di base ad aumentare il numero dei propri assistiti, già tutti al limite massimo.

Vetralla

Vetralla


Pochi giorni fa in consiglio comunale abbiamo assistito all’ennesima incapacità di assumersi responsabilità da parte del sindaco Aquilani e del consigliere Regionale Zelli.

Il primo dichiarando che a Vetralla attualmente non esiste alcun cittadino senza medico di base, e l’altro, come da copione, scaricando le colpe su chi ha governato prima (ricordiamo che Zingaretti ha portato la Regione Lazio fuori dal commissariamento dopo 13 anni di governo, fatto che ha permesso di sbloccare nuove assunzioni e investimenti in edilizia sanitaria).

Abbiamo appena appreso che la Asl ha inviato una comunicazione ai medici di base, chiedendo la disponibilità ad aumentare il numero degli assistiti in deroga al massimale di 250.

Oltre a questa fantasiosa soluzione, la Asl ha assunto pro tempore un medico a gettone.

Questo invito ai medici di base, va in contrasto con le precedenti dichiarazioni del sindaco: perché aumentare i massimali se nessun cittadino è senza medico di base?

Il consigliere Zelli non può ricondurre ogni problema della sanità laziale alle precedenti amministrazioni, chi governa oggi da 4 anni deve rispondere delle proprie decisioni, e la delibera 610/26 è stata applicata dall’attuale giunta Rocca.

Cosa risolvono queste soluzioni? Maggior carico di lavoro per i medici già al limite della sopportazione, meno tempo disponibile per ogni paziente, maggiore difficoltà nel garantire visite e approfondimenti, rischio di peggioramento della continuità assistenziale.

Ricordiamo che la situazione vetrallese rappresenta un unicum in cui uno dei medici di base ha rassegnato le dimissioni motivando ampiamente in un’assemblea pubblica il proprio disagio nel non poter svolgere la propria professione come richiesto dal giuramento di Ippocrate.

In questa distorta visione della sanità pubblica, un medico viene giudicato per come fa risparmiare segnando in modo contingentato farmaci ed esami clinici, non per come faccia realmente risparmiare lo Stato, ad esempio riducendo i ricoveri ospedalieri, seguendo pazienti cronici nelle loro case…

Alziamoci al fianco di questa dottoressa, non rimaniamo in un silenzio complice, valorizziamo il suo coraggio nel denunciare una situazione irreale a proprie spese, se non altro per difendere il nostro interesse di pazienti che vedono scivolare via giovani e validissimi medici.

Il medico di famiglia non è semplicemente un professionista che prescrive farmaci o effettua visite, è un punto di riferimento per il paziente e per la comunità, in particolare modo nei territori come Vetralla.

La progressiva perdita di questo modello porterebbe ad una sanità sempre più impersonale, frammentata e orientata alla risposta immediata al bisogno, anziché alla presa in carico continuativa della persona.

A rendere ancora più preoccupante il quadro è la situazione nazionale, con le Regioni in rivolta per il taglio alla sanità della manovra finanziaria del 2027 del governo Meloni, come dire piove sul bagnato.

La sanità pubblica non può essere considerata una voce di spesa da contenere continuamente.

I primi a subire il prezzo di queste scelte sono proprio i cittadini dei piccoli e medi comuni, dove la presenza dei servizi sanitari territoriali è spesso l’unica garanzia di accesso alle cure, soprattutto per anziani e persone fragili.

Riteniamo che parte della situazione di disagio che si sta creando in questi giorni, a Vetralla e in tutta la regione Lazio, dipenda dalle decisioni della giunta Rocca.

Per questo chiediamo al sindaco Aquilani di passare dalle belle parole, a volte anche fuori dalla realtà, ad una presa di posizione radicale chiedendo alla regionale Lazio la revoca della delibera 610/26.

Il sindaco rappresenta tutti i cittadini e deve essere il primo a pretendere dalla Regione interventi concreti, come fecero i sindaci che avversarono le indicazioni della Regione Lazio per il dimensionamento scolastico, ottenendone la revoca. La salute dei cittadini non può essere ostaggio delle appartenenze politiche.

Circolo Pd Vetralla Nicoletta Brama


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6 novembre, 2026

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