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Viterbo - Commossa commemorazione dei caduti al cimitero di San Lazzaro - Don Luigi Fabbri ha ricordato le vittime dell’incidente dell’elicottero CH-47 Chinook - FOTO E VIDEO

“Preghiamo per i quattro militari morti in Bosnia, per i loro cari e per la grande famiglia dell’aviazione dell’esercito”

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Viterbo – (s. l.) – “All’inizio di questa celebrazione eucaristica, che oggi assume un significato tutto particolare, il nostro pensiero non può non andare ai quattro militari morti nell’incidente dell’elicottero dell’esercito in Bosnia”.

Chinook precipitato - La commemorazione al cimitero di Viterbo

Chinook precipitato – La commemorazione al cimitero di Viterbo


Sono le parole con cui don Luigi Fabbri, vicario generale della diocesi di Viterbo, ha aperto questa mattina la messa in suffragio dei caduti al cimitero di San Lazzaro. Una commemorazione che si ripete ogni anno per il 2 novembre a Viterbo, ma che quest’anno ha assunto un significato ancora più doloroso per la tragica coincidenza con l’incidente del 29 ottobre in Bosnia-Erzegovina, costato la vita a quattro militari italiani a bordo di un elicottero dell’esercito partito da Viterbo.

Claudio Marchesi, Simone Ruggia, Laura Procacci e Franco Adriano Zecchillo

Claudio Marchesi, Simone Ruggia, Laura Procacci e Franco Adriano Zecchillo


Don Fabbri ha voluto ricordare le quattro vittime citandole una per una, con nome e cognome: “I militari dell’aviazione dell’esercito Simone Ruggia e Claudio Marchesi e i due appartenenti al corpo militare volontario della Croce rossa italiana Franco Adriano Zecchillo e Laura Procacci”.

“Preghiamo per loro, per le loro famiglie, per la grande famiglia dell’aviazione dell’esercito, della Croce rossa, per tutti i militari e le forze dell’ordine defunti che oggi ricordiamo, perché questa giornata ci aiuti a riflettere sul senso della vita e a rinnovare la nostra fede nella resurrezione”, ha proseguito don Fabbri.


La cerimonia era iniziata all’esterno, sotto un cielo grigio, con la deposizione di una corona al monumento dedicato ai caduti viterbesi della Prima guerra mondiale, inaugurato 101 anni fa e oggi simbolo del ricordo di tutti i militari che hanno perso la vita.

Presenti i rappresentanti dell’esercito e delle altre forze armate, la sindaca Chiara Frontini, il presidente della provincia Alessandro Romoli, il prefetto, le forze dell’ordine e le associazioni combattentistiche e d’arma.

Un momento di raccoglimento, accompagnato dalle note del silenzio militare, mentre i militari e le autorità civili rendevano gli onori davanti al monumento.

Chinook precipitato - La commemorazione al cimitero di Viterbo


La commemorazione è poi proseguita nella chiesa del cimitero con la celebrazione della messa. Nell’omelia don Fabbri ha indicato due parole al centro della giornata: memoria e speranza. Il ricordo di chi ci ha preceduto, ha spiegato, non deve essere soltanto uno sguardo al passato, ma anche un invito a guardare avanti.

I quattro militari morti in Bosnia erano impegnati nella missione internazionale di pace Eufor Althea e l’incidente si è verificato durante un’attività addestrativa. Richiamando le Beatitudini e la loro interpretazione come esortazione a mettersi in cammino, il sacerdote ha ricordato l’espressione: “In marcia, in cammino, avanti”.

Chinook precipitato - La commemorazione a Viterbo dei quattro militari caduti


“Non lasciatevi cadere le braccia, non arrendetevi – ha aggiunto don Fabbri rivolgendosi ai militari presenti in chiesa -. Tu che costruisci la pace, che preferisci la pace alla vittoria, continua. È la via giusta, non ti fermare, non deviare”.


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2 novembre, 2026

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