Soriano nel Cimino – (sil.co.) – È piombato a casa di un vicino, barricandosi all’interno per sfuggire ai carabinieri che lo stavano cercando per avere lanciato contro i passanti oggetti dalla finestra della sua abitazione. La vittima, che era fuori al momento dell’irruzione, dovrà testimoniare in quanto persona offesa al processo.
Un’auto dei carabinieri
È successo l’estate scorsa a Soriano nel Cimino. Era la notte tra il 26 e il 27 luglio quando un 41enne è stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale e violazione di domicilio dai carabinieri, che alla fine sono riusciti a stanarlo dall’appartamento “occupato” dall’uomo dopo averne forzato la porta d’ingresso, approfittando dell’assenza del proprietario.
Rimesso in libertà dal giudice Alessandra Aiello dopo la convalida, l’imputato, difeso dall’avvocato Luigi Mancini, sarà processato a gennaio, quando per primo sarà ascoltato proprio il proprietario della casa “violata”, parte offesa nel procedimento che si è aperto prima di Natale a carico del quarantenne, contro il quale non si è costituito parte civile.
Una volta scattato l’allarme, lanciato la sera di mercoledì 26 luglio da alcuni testimoni, preoccupati che potesse colpire dei passanti col lancio di oggetti dalla finestra, l’uomo per sfuggire ai carabinieri si è dato alla fuga nelle vie limitrofe, forzando la porta d’ingresso di una casa vicina, i cui proprietari in quel momento erano assenti, barricandosi al suo interno e proseguendo così nelle sue intemperanze.
Sul posto sono intervenuti in forza i carabinieri, coadiuvati da pattuglie della compagnia e dell’arma forestale, che, non senza fatica, alla fine delle trattative, sono riusciti a convincere il 41enne a uscire all’esterno, dove è stato bloccato, condotto in caserma e tratto in arresto.
– Lancia oggetti dalla finestra di casa, poi scappa in un’altra abitazione
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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