Viterbo – Polizia e 118 (foto di repertorio)
Viterbo – (sil.co.) – Si sarebbe sentito male mentre si trovava presso un’attività commerciale sulla Tuscanese, ma all’arrivo dell’ambulanza della croce rossa, invece di essere grato ai soccorritori che gli stavano prestando le prime cure a bordo del mezzo, si sarebbe scagliato con violenza contro gli operatori quindi si sarebbe allontanato rifiutando l’intervento prima dell’arrivo della polizia.
È il 37enne che, per avere preso a calci e pugni i sanitari provocando loro lesioni guaribili in 15 giorni, non potrà tornare a Viterbo per i prossimi due anni. L’uomo è stato inoltre denunciato a piede libero per lesioni personali e interruzione di pubblico esercizio.
L’aggressione agli operatori del 118 risale alla settimana scorsa. Erano circa le 15 del pomeriggio di giovedì 4 gennaio quando il 37enne si è scagliato contro i sanitari, che gli stavano prestando delle cure, con calci e pugni al volto e sul torace, provocando ad autista e soccorritore lesioni giudicate guaribili tra i 12 e i 15 giorni dal personale medico del pronto soccorso dell’ospedale di Belcolle.
È quindi scattato il pugno duro da parte del questore Fausto Vinci nei confronti del 37enne, cui gli agenti della divisione anticrimine guidata dal dirigente Fabio Zampaglione nei giorni scorsi hanno notificato la misura di prevenzione del rimpatrio al luogo di residenza con foglio di via obbligatorio e divieto di ritorno nel comune di Viterbo per due anni salvo che venga richiesta una autorizzazione.
Marco Sbocchia
Com detto, il violento episodio si è verificato presso un’attività commerciale sulla Tuscanese, un autosalone, da dove l’aggressore, dopo il fatto, si sarebbe repentinamente allontanato, facendo perdere le proprie tracce al momento dell’intervento della polizia, chiamata in aiuto dallo stesso personale sanitario. Le immediate ricerche attivate dagli uomini della squadra volante hanno consentito di rintracciare l’aggressore che, condotto in questura ed espletati i necessari accertamenti, è stato denunciato all’autorità giudiziaria per lesioni personali e interruzione di pubblico esercizio.
“Sempre più spesso il personale sanitario – ha commentato a caldo il presidente della Cri, Marco Sbocchia, lo scorso 4 gennaio – anche nella nostra provincia, è oggetto di aggressioni ingiustificate che mettono in discussione i principi di neutralità e non aggressione che da sempre sono pilastri fondamentali del soccorso pubblico e del diritto umanitario. La Cri monitora da anni questo odioso fenomeno grazie ad un osservatorio nazionale e con la promozione della campagna Non sono un bersaglio. La Croce rossa di Viterbo è vicina al personale aggredito il quale, sono sicuro, tornerà presto in servizio mettendosi nuovamente a disposizione della collettività”.
Viterbo – Intervento dei sanitari della croce rossa (foto di repertorio)
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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