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Tribunale - Avrebbe sottratto 90mila euro ai clienti - Fu denunciato a inizio 2018 dalla finanza

Ex direttore delle poste accusato di peculato, parti civili otto vittime e l’azienda

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Castel Sant’Elia – (sil.co.) – Truffa dei buoni postali, al via il processo per peculato all’ex direttore dell’ufficio postale di Castel Sant’Elia che avrebbe sottratto 90mila euro ai clienti. Fu denunciato a inizio 2018 dalla finanza nell’ambito dell’operazione “Confidence”.  Al processo, che si è aperto martedì davanti al collegio del tribunale di Viterbo, si sono costituiti parte civile Poste Italiane tramite il proprio legale e le presunte vittime assistite dall’avvocato Mara Mencherini. Il processo entrerà nel vivo a febbraio.


Ufficio Postale di Castel Sant'Elia

Ufficio Postale di Castel Sant’Elia


Imputato un quarantenne di Sutri. T.S., all’epoca responsabile della filiale di Castel Sant’Elia, finito al centro di un’indagine della guardia di finanza di Civita Castellana, coordinata dalla procura della repubblica del capoluogo, che secondo l’accusa tra luglio 2016 e l’inizio del 2018 avrebbe sottratto decine di migliaia di euro ai clienti.

Contro l’ex direttore si sono costituiti parte civile Poste Italiane e le otto vittime accertate al termine dell’inchiesta sfociata a gennaio 2018  nella sospensione dal lavoro e nella denuncia a piede libero dell’imputato, scattate nell’ambito dell’operazione denominata “Confidence”.

Tutto sarebbe nato dalla denuncia di Poste Italiane e di una cittadina che, all’atto di incassare dei buoni fruttiferi postali, aveva notato che la somma accreditata sul libretto era nettamente inferiore a quanto le era dovuto. I militari, in breve, hanno ricostruito tutti i rimborsi di buoni fruttiferi eseguiti dall’ufficio postale di Castel Sant’Elia nel corso dell’anno precedente. 

Una decina le parti offese, persone anziane e non, che avrebbero subito ammanchi da alcune centinaia a oltre 10mila euro. Il direttore avrebbe fatto accomodare la vittima di turno in un locale separato e, dopo aver controllato l’ammontare del rimborso, senza comunicarlo, avrebbe chiesto al malcapitato se preferisse l’accredito dell’importo direttamente sul proprio conto corrente. In caso di risposta positiva avrebbe quindi versato una parte sul conto del cliente, tenendo per sé la restante, fatta figurare come consegnata in contanti.

Ingenti i versamenti “sospetti” in entrata, individuati dalla guardia di finanza durante le indagini, per oltre 90mila euro, da luglio 2016 a gennaio 2018, un importo ben lontano dalla normale retribuzione.


La caserma della guardia di finanza di Civita Castellana

La caserma della guardia di finanza di Civita Castellana


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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14 gennaio, 2024

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