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Tribunale - Parti civili contro l'imputato ultraquarantenne i genitori di due ragazzine quattordicenni

Maniaco accusato di tentata violenza sessuale e atti osceni davanti a minori

di Silvana Cortignani
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Fabrica di Roma – “Questa ha la patata più bella di tutte” e ” se vuoi toccami il cxxxx”.  A dirlo a due ragazzine quattordicenni sarebbe stato un uomo oggi 46enne di Civita Castellana, finito a processo davanti al collegio per tentata violenza sessuale e atti osceni in luogo pubblico davanti a un gruppo di minorenni.


Violenza sulle donne

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Contro l’imputato ieri si sono costituiti parte civile i genitori delle due minori. Al presunto maniaco 46enne, che secondo quanto emerso non sarebbe nuovo a molestie sessuali, viene contestata anche l’aggravante della recidiva reiterata infraquinquennale. Al centro del processo approcci a chiaro sfondo sessuale e frasi oscene. 

I fatti risalgono al 24 giugno 2022 e sarebbero avvenuti a Fabrica di Roma, dove l’imputato avrebbe colto di sorpresa una ragazzina che non aveva ancora compiuto 14 anni rivolgendole la frase “questa ha la patata più bella di tutte” e facendo seguire l’esclamazione dal tentativo di toccarle le parti intime, non riuscendo nell’intento solo perché l’adolescente è riuscita a sottrarsi in tempo all’assalto messo in atto dall’ultraquarantenne. Per l’accusa, nessun dubbio che il 46enne, difeso dall’avvocato Luigi Mancini, abbia compiuto “atti idonei diretti in modo non equivoco a costringerla a subire atti sessuali, non riuscendo nell’intento solo per la pronta reazione della minore”.

All’episodio avrebbe assistito un gruppetto di amici del quale, oltre alla ragazzina, facevano parte altri quattro minori, tre femmine e un maschio, davanti ai quali l’imputato avrebbe proseguito il suo “show”, mettendosi una mano dietro la nuca e facendo ondulare la testa avanti e indietro per simulare un rapporto orale mentre diceva loro “volete fare questo? vi piace?”. Poi avrebbe proseguito, toccandosi il pene e mostrandolo da sotto i pantaloni dicendo “se volete, ve lo faccio sentire”, per poi rivolgersi alla seconda parte civile  con la frase “se vuoi, toccami il cxxxx”. 

Il processo entrerà nel vivo a novembre, quando saranno sentiti per primi i familiari delle parti offese, essendo queste ultime tuttora entrambe minorenni.

Silvana Cortignani


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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17 gennaio, 2024

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