Viterbo – Elezioni provinciali, si vota il 17 marzo dalle 8 alle 20. La data era nota, ma adesso c’è anche il decreto firmato dal presidente Alessandro Romoli.

Alessandro Romoli
Da febbraio scatta una serie d’adempimenti in vista del voto, fra cui il 25 e il 26 la presentazione delle liste. Il prossimo consiglio provinciale ancora una volta non sarà scelto dai cittadini elettori, bensì dagli amministratori elettori, trattandosi d’elezioni di secondo livello.
Ai seggi, nella sala Benedetti a palazzo Gentili, potranno accedere soltanto i sindaci e i consiglieri dei sessanta comuni della Tuscia, purché in carica alla data del 35esimo giorno precedente rispetto a quello della votazione.
I candidati consiglieri provinciali saranno scelti da liste composte da sei a un massimo di dodici aspiranti e per le pari opportunità, nessuno dei due sessi potrà superare il 60%.
Ne saranno eletti 12 e rimarranno in carica per due anni. A meno che non perdano il requisito principale, quello d’amministratori. Fine mandato in comune (per scadenza naturale o anticipata) equivale a fine corsa anche in provincia.
Meno di due mesi all’appuntamento elettorale, periodo durante il quale è facile immaginare manovre da parte di formazioni politiche, acquisizioni, riposizionamenti. Come il passaggio di Pietro Amodio a Fratelli d’Italia, al consiglio comunale di Viterbo o di Elpidio Micci, che è ritornato a Forza Italia.
E il capoluogo è l’osservato speciale, il centro più grande con il maggior peso politico. Occhi puntati su Viterbo 2020, il movimento civico della sindaca, dall’opposizione si è sempre tenuto chiamato fuori. Questa sarà la prima volta.
Un paio di consiglieri provinciali, forse tre potrebbe eleggerli, nonostante l’uscita di Marco Bruzziches e altri che magari sono diversamente orientati.
In casa Pd si lavora a intese trasversali e il mese di tempo servirà per capire cosa si riuscirà a costruire.
Giuseppe Ferlicca
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