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Giustizia - Intervista al vicepresidente, avvocato Marco Russo - Rappresentava Viterbo con il consigliere Andrea Racioppa e l’associato Sergio Racioppa

Anno giudiziario, Nordio alla “controinaugurazione” delle camere penali: “La separazione delle carriere si farà”

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Viterbo – (sil.co.) – Anno giudiziario, Carlo Nordio alla “controinaugurazione” delle camere penali: “La separazione delle carriere si farà”. Lo ha detto il ministro della giustizia partecipando, venerdì, alla “controinaugurazione” dell’anno giudiziario dell’Ucpi che si è tenuta il 9 e 10 febbraio al teatro Eliseo di Roma. Hanno partecipato per la camera penale di Viterbo, il vicepresidente Marco Russo unitamente al consigliere Andrea Racioppa e all’associato Sergio Racioppa.


Camere penali - Al teatro Eliseo per Viterbo gli avvocati Andrea Racioppa. Sergio Racioppa e Marco Russo

Camere penali – Al teatro Eliseo per Viterbo il vicepresidente Marco Russo con gli avvocati Andrea e Sergio Racioppa


 Avvocato Marco Russo, quella dei penalisti viene considerata una “controinaugurazione” dell’anno giudiziario…
“Si tratta di un appuntamento annuale che ormai per tradizione pluriannuale si pone l’obiettivo di fare da contraltare rispetto alla tradizionale manifestazione della magistratura con lo scopo di porre il focus sulle tematiche di stringente attualità che riguardano i temi fondamentali attinenti il processo penale, il problema del sovraffollamento carcerario e tutte le battaglie di civiltà in difesa dei diritti sempre al centro dell’attenzione dell’Unione”.

Quali sono stati i temi caldi di questa edizione?
“Al centro del dibattito le criticità oggetto della protesta ed in particolare l’attacco al diritto di difesa con particolare riferimento alle denunciate preclusioni in tema di diritto ad impugnare e l’atavica e sempre più grave situazione connessa al sovraffollamento carcerario. Il dibattito è stato particolarmente vivace e serrato ed ha visto la partecipazione a distanza del ministro della giustizia Carlo Nordio che si è confrontato sui temi della protesta con il neo presidente dell’Unione, Francesco Petrelli”.


Camere penali all'Eliseo di Roma - L'intervento del ministro Nordio

Camere penali all’Eliseo di Roma – L’intervento del ministro Nordio


A che punto è la battaglia dei penalisti per la separazione delle carriere?
“Il ministro Nordio ha confermato che la storica battaglia dell’Unione sulla separazione delle carriere tra magistratura inquirente e giudicante è al centro delle priorità del governo che entro la primavera di quest’anno dovrebbe varare un progetto di riforma costituzionale”.

Ma si è parlato anche di sovraffollamento delle carceri.
“Quanto al problema del sovraffollamento carcerario che ha portato l’Italia alla nota condanna da parte della Cedu nel procedimento Torreggiani, si è evidenziato che la situazione attuale, quanto ai numeri dei ristretti è tornata di allarmante gravità con una popolazione carceraria che è tornata ad essere il doppio di quella consentita. In tale situazione il ministro ancora una volta ha fatto riferimento all’incremento dell’edilizia carceraria suscitando le proteste della platea trattandosi di soluzione demagogica che certamente non appare idonea a poter risolvere un problema di cui il potere politico deve farsi carico a partire da oggi assumendosi la responsabilità dell’unico provvedimento concretamente attuabile, ancorché impopolare e foriero della perdita di consensi: l’amnistia o l’indulto”.
Nel frattempo i suicidi nelle carceri italiane dall’inizio del 2024 sono salito a diciassette…
“S
ono numeri che non consentono spazi di ulteriore riflessione. Nel corso del dibattito ha suscitato clamore e proteste nella platea dei penalisti il riferimento del past president Beniamino Migliucci ad una intervista radiofonica rilasciata dall’ex consigliere Davigo, del quale sono ben note le forzature nell’ottica del perdurante populismo giudiziario che, sul tema dei suicidi, avrebbe così chiosato: ‘Capita che gli imputati si suicidino. Dispiace, perdi una possibile fonte'”.

Tra i temi centrali anche le criticità della riforma Cartabia?
“Le esigenze connesse alla riduzione del carico dei processi pendenti in appello di cui si è espressione la riforma Cartabia al fine disvelato di conseguire i finanziamenti del Pnrr ‘per non perdere due punti di Pil’ non può comportare il sacrificio di diritti intangibili. Le preclusioni all’impugnazione determinano di fatto la perdita di un grado di giudizio e quindi il diritto ad ottenere una revisione critica nel merito di una sentenza di primo grado che potrebbe essere ingiusta e che per questo va rimossa; del resto a dirci che l’errore umano è sempre possibile anche quando nei casi più gravi incide sulla libertà personale e sui diritti fondamentali dell’individuo, sono i numeri sempre crescenti delle riparazioni per ingiusta detenzione”.

Chi sono le “vittime” delle difficoltà a ricorrere in appello e cosa si può fare per loro?
“La battaglia dei penalisti proseguirà per rimuovere dall’ordinamento una norma che incide sui diritti dei più deboli, assistiti dai difensori di ufficio, irreperibili di fatto che non avendo conoscenza concreta del procedimento a loro carico non saranno in grado di rilasciare uno specifico mandato ad impugnare o eleggere domicilio per la notificazione del decreto di citazione in appello e a cui l’atto di gravame sarà dichiarato inammissibile con le porte del carcere che si apriranno come conseguenza.
Ecco pertanto spiegato il tema centrale della manifestazione dal significativo titolo: Il processo come ostacolo; il carcere come (unico) destino”.


Penalisti italiani - Francesco Petrelli è il nuovo presidente

Penalisti italiani – Il presidente Francesco Petrelli 


“Il processo come ostacolo, il carcere come destino”

Per il presidente dell’Unione delle Camere Penali Italiane, Francesco Petrelli, il titolo della manifestazione rappresenta due criticità, a partire dai limiti della riforma Cartabia all’appello. 

“In generale tutti i limiti di disfunzaionalità della riforma Cartabia – ha detto – il dramma del carcere sottolineato dal numero dei suicidi che ormai ha raggiunto una conta atroce di un suicidio ogni due giorni, emblematico di una situazione veramente insostenibile e davvero indegna di uno stato democratico, liberale e civile“.

“Sul carcere, nella interlocuzione che abbiamo avuto oggi con il ministro Nordio – aggiunge Petrelli in una intervista rilasciata venerdì e disponibile su YouTube – si è evidenziata in maniera plastica la distanza che c’è tra la nostra posizione e la posizione del governo, devo dire non solo di totale indifferenza rispetto alla drammaticità del fenomeno, ma anche della intenzione di voler adottare misure che sono esattamente il contrario di quella inversione di rotta che nella nostra delibera di astensione veniva indicata. decomprimere le carceri italiane dalla presenza di detenuti anche con interventi straordinari speciali ma immediati”.

“Si continua ad insistere – prosegue il presidente dell’Unione delle camere penali – con l’idea dell’aumento del numero delle carceri e di una nuova edilizia carceraria, per non dire dell’incremento non solo del numero dei reati, ma dell’incremento di normative che in realtà favoriscono anche la custodia cautelare oltre che la carcerazione, con il proliferare di reati da inserire nella lista delle ostatività di cui all’articolo 4 bis del nostro ordinamento penitenziario”.

“Una tendenza tra l’altro una volta esclusivamente orientata nei confronti della popolazione dei maggiorenni e oggi con il decreto Caivano incredibilmente allargata anche alla popolazione della devianza minorile che sta portando ad una altrettanto drammatica crisi anche all’interno degli istituti per minorenni“.


Roma - All'Eliseo per la camera penale di Viterbo gli avvocati Marco Russo e Andrea Racioppa

Roma – All’Eliseo per la camera penale di Viterbo gli avvocati Marco Russo e Andrea Racioppa


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13 febbraio, 2024

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