Viterbo – “Aiutiamo Sofia a camminare”. I facchini di Santa Rosa invitano così a prendere parte alla cena di solidarietà per la piccola Sofia, la bambina ucraina affetta da una malattia genetica che le impedisce di camminare.
Mamma Eviya e sua figlia Sofia
La piccola Sofia e la sua mamma sono arrivate nel capoluogo della Tuscia sfuggendo alla guerra. A raccontare la storia della piccolina era stata mamma Eviya, che dal 2014 è in Italia. Sofia ha appena 10 anni ed è affetta da una patologia genetica che le causa un grave ritardo psicomotorio. Per aiutarla la mamma aveva lanciato una raccolta fondi su GoFundMe per acquistare un esoscheletro robotico. Un macchinario ad altissima tecnologia che potrebbe aiutarla a camminare.
E ora una nuova iniziativa per sostenere Sofia, con l’aiuto dei facchini di Santa Rosa. “Sabato 23 marzo 2024 presso la sala polifunzionale della parrocchia di Santa Maria delle Farine (Str. Cassia Sud Km.79) – scrive il Sodalizio dei facchini -, vi invitiamo a partecipare alla serata per la raccolta fondi, per acquistare un esoscheletro meccanico, che permetterà a Sofia una bambina di 10 anni di camminare”.
Esoscheletro robotico
E il Sodalizio dei facchini di Santa Rosa sarà in prima linea. Con un menù ricco a base di zuppa di funghi, amatriciana, spezzatino, polpette, affettati e dolci. “A cucinare saranno gli amici del Sodalizio Facchini di Santa Rosa”, aggiungono.
Una cena per una buona causa. Per aiutare Sofia a realizzare il suo sogno, quello di camminare. “Siamo venuti qua dall’Ucraina, a causa del inizio di conflitto con Russia a 2014. Sofia era piccola, aveva 8 mesi. In Italia hanno diagnosticato patologia genetica. Lo stato italiano ci ha dato protezione sussidiaria. Sofia è seguita presso il Bambino Gesù di Roma e presso la neuropsichiatria dell’Asl di Viterbo”, aveva spiegato la mamma della piccola Sofia.
La raccolta fondi serve per acquistare un Trexo Robotics, un esoscheletro automatizzato da supporto per chi soffre della stessa malattia genetica di Sofia.
Mamma Eviya e sua figlia Sofia
“Purtroppo l’esoscheletro non lo fanno in Italia e non lo faranno prossimi 10-15 anni – spiegava la mamma di Sofia -. Me l’ha detto un tecnico maggiore di protesi ortopediche. È acquistabile solo in Canada”.
La quota da raggiungere per l’acquisto di un Trexo Robotics è fissata a 40mila euro. Fino ad ora su GoFundMe sono stati raccolti quasi 6 mila euro.
E ora una nuova iniziativa per aiutare Sofia. “Per informazioni e contatti – spiegano dal Sodalizio – contattare Francesca 3478242203 – Paolo 3392433875”.
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