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Tribunale - La superiora sarebbe disposta ad accoglierlo - L'imputato viaggiava in treno con un taglierino in tasca - Vittima medicata in ospedale con cinque giorni di prognosi - Ma poteva finire in tragedia

Accoltella agente Polfer, patteggia 14 mesi e chiede i domiciliari dalle suore

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Orte – (sil.co.) – È stato condannato a un anno e due mesi di reclusione e per ora resta in carcere. È il passeggero di un treno proveniente da Firenze, che pochi giorni fa ha sferrato una coltellata a uno degli agenti della Polfer allo scalo ferroviario di Orte. Per l’imputato, però, potrebbero aprirsi presto le porte di un monastero di suore clarisse.


Polfer in una stazione

Polfer in una stazione


Tragedia sfiorata alla stazione di Orte dove pochi giorni fa, la sera del 7 marzo, il passeggero di un treno Firenze-Roma, dopo avere dato in escandescenze col capotreno che gli chiedeva il biglietto, ha sferrato un fendente con un taglierino a uno degli agenti della polizia ferroviaria intervenuti per riportarlo alla calma, affondando la lama nelle carni del malcapitato.

Il poliziotto, costretto a ricorrere alle cure dei sanitari, è stato medicato in ospedale, da dove è stato dimesso con una prognosi di cinque giorni per le ferite riportate, con la consapevolezza che poteva essere finita molto peggio. Il passeggero invece è finito in in manette, arrestato dalla Polfer per resistenza , lesioni a pubblico ufficiale e porto abusivo di armi.

È stato condotto a Mammagialla dopo la convalida del fermo, in seguito all’applicazione della misura di custodia cautelare in carcere presso la casa circondariale di Viterbo. Motivata tra l’altro dalla contestazione dell’aggravante della recidiva. Insomma, ha dei precedenti.

Ieri è comparso davanti al giudice Giovanna Camillo che dopo la convalida dell’arresto ha rinviato di qualche giorno il processo per direttissima, per dare tempo al difensore Filippo Antonio Greco di valutare l’opportunità di ricorrere a un rito alternativo. L’imputato, un uomo d’origine africana domiciliato in un convento della Toscana, su richiesta dell’avvocato Greco, ha quindi patteggiato una condanna a un anno e due mesi di reclusione, con lo sconto di un terzo della pena previsto dal rito. Ma per ora resta in carcere.

Il giudice si è infatti riservata sull’istanza di sostituzione del carcere con gli arresti domiciliari rafforzati dal braccialetto elettronico presso il monastero delle suore clarisse di San Casciano in Val di Pesa. La difesa, nel frattempo, ha prodotto l’okay della madre superiora nonché la documentazione medica attestante le non buone condizioni di salute dell’imputato, costretto a indossare un tutore alla gamba sinistra da dieci anni. 

Lo ha spiegato lui stesso al giudice, rilasciando spontanee dichiarazioni durante le quali, per cominciare, ha chiesto scusa per quello che ha fatto. “In questo momento ho un tutore alla gamba sinistra che porto da dieci anni. Andrebbe cambiato ogni due anni, ma dopo il 2018 non è stato più possibile e ora l’unica possibilità che ho per cambiarlo è il prossimo 23 aprile”, ha quindi proseguito, spiegando perché dovrebbe essere fuori dal carcere per quel giorno.

La pattuglia della Polfer lo scorso 7 marzo è intervenuta al binario 2 dello scalo ferroviario di Orte, dove stava arrivando un treno regionale proveniente da Firenze, in seguito alla segnalazione del capotreno.  Saliti a bordo della carrozza, alla richiesta dei documenti da parte degli operatori, l’uomo si è avventato sugli agenti spingendo uno di loro contro la parete della carrozza e, vista la resistenza che la persona opponeva per sottrarsi ai controlli di polizia, è intervenuta sul posto a supporto un’altra pattuglia.

Mentre cercavano di trattenerlo, ha estratto dalla tasca della felpa che indossava un taglierino con lama aperta, con il quale ha attinto alcuni fendenti in direzione di un agente. Le infauste conseguenze di tale gesto sono state scongiurate dalla presenza del porta manette in dotazione che ha impedito che la lama penetrasse e dal tempestivo intervento degli altri operatori che hanno immobilizzato l’aggressore.


 – Scoperto senza biglietto sul treno, aggredisce agenti Polfer con un taglierino


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva.


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15 marzo, 2024

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